Archivio Recastello Libro del 50° · 2002

La Recastello

Mezzo secolo
di Recastello.

Centoquarantaquattro pagine: letture di montagna, cinquant’anni di firme lasciate in vetta, atletica, sci, ciclismo e le sere in cui la società faceva teatro.

Copertina del libro La Recastello per il cinquantesimo anno di fondazione, 1952–2002

Il libro in breve

Non è soltanto un albo sportivo.

Il libro del cinquantesimo è più grosso e più vario di quello del 1977: sette capitoli che vanno dalle prose alpinistiche degli anni Cinquanta alla cronaca stagione per stagione degli anni Novanta, con dentro tabelle, albi d’oro e centinaia di nomi.

Il pezzo forte sta a metà volume: Appunti in vetta. Angelo Ghisetti ha riletto tutti i quaderni delle firme lasciati ai piedi della croce del Recastello e ne ha trascritti oltre cento, dal 1957 al 2001, senza commentarli.

Il resto è la società al lavoro: cinque titoli italiani di corsa in montagna, un settore giovanile ricostruito da zero, il gruppo non vedenti, gli Old Stars del mercoledì e le settimane in bicicletta fino a Roma e in Sardegna.

144
pagine nel libro
2500+
soci dal 1952
5
titoli italiani di corsa in montagna
102
appunti dai quaderni di vetta

Indice ragionato

Otto strade dentro il libro.

I capitoli seguono l’ordine del volume originale. Elenchi di risultati, inserzioni e pagine di sole fotografie restano nel facsimile integrale, che si sfoglia qui sotto.

1952–2002

Mezzo secolo, in ordine.

  1. 1952

    Nasce la Recastello; il 16 agosto la prima croce sul Pizzo Recastello

  2. 1953

    Primi tesserati ciclisti e prima corsa in montagna a Cà San Marco

  3. 1955

    Quattordici soci scendono nel Büs di Tacoi

  4. 1956

    Nasce il primo gruppo corale

  5. 1958

    Il 14 settembre viene issata la croce grande

  6. 1959

    Adriano Maffeis eletto presidente: lo sarà per oltre quarant’anni

  7. 1963

    Primo dei cinque titoli italiani di corsa in montagna

  8. 1967

    Prima cronoscalata Gazzaniga–Orezzo, in memoria di Giuseppe Carminati

  9. 1970

    La 24 ore di Rino Lavelli al Comunale di Bergamo

  10. 1975

    La nuova sede in Largo Tenente Cortinovis

  11. 1977

    Il numero unico del venticinquesimo

  12. 1982

    Alfredo Pasini campione italiano di corsa in montagna

  13. 1988

    Titolo europeo femminile di corsa in montagna a Quantin

  14. 1990

    Cinzia Coter campionessa italiana; titolo di società allieve a Torino

  15. 1992

    Il 40°: fiaccolata a staffetta da Gazzaniga alla vetta

  16. 1996

    Danilo Bosio azzurro in Coppa Europa e a Sestriere

  17. 2002

    Il 50°: campionato italiano a staffetta, medio-fondo e questo libro

Dai quaderni della croce

Appunti in vetta.

Ai piedi della croce del Recastello, infilato in una fessura, c’è sempre stato un quaderno. Angelo Ghisetti li ha riletti tutti e ne ha scelte 102 voci, dal 1957 al 2001, senza commentarle. Sono un capitolo intero, e hanno una pagina loro: ognuna accanto alla pagina del libro su cui è stampata.

24/08/1976

Non ci conoscevamo;siam partiti assieme,siam tornati amici.
Don Taddeo

13/9/1987

Ancora una volta arrivo in cima e trovo il bar chiuso! Comunque ne varrà sempre la pena!!!
Gigi – Dalmine

30/06/1990

Tanti auguri Michele per i tuoi quattro anni.
Il tuo papà – Villa di Serio

Edizione da leggere

I racconti del libro.

Ogni capitolo offre una lettura d’insieme; ogni articolo riporta autore, sintesi editoriale, testo rivisto e fotografie nel punto di lettura.

52 voci nel libro

01

Il cinquantesimo

Il traguardo del 2002 viene letto come una sosta del viaggiatore: ci si volta indietro un momento, si ringraziano tre generazioni di soci, e si riparte.

Articolo p. 3

Presentazione

Un viaggiatore si ferma non per riposare ma per guardare la strada già percorsa: la metafora che apre il libro dei cinquant’anni.

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Testo rivisto sull’originale

Angelo Ghisetti

PRESENTAZIONE

Un viaggiatore ha intrapreso un lungo viaggio. Ad un certo punto si ferma, non per riposare, ma per voltarsi indietro ed osservare quanta strada ha già percorso. E così, guardando lontano, pian piano riemergono alla memoria i momenti di serenità e di gioia vissuti ed i momenti di difficoltà che ha dovuto superare. E' un percorso costellato di avvenimenti, di emozioni, di soddisfazioni e di scelte. E' una strada che a volte si è dimostrata difficile, tutta in salita, ed altre volte facile, in discesa. Una cosa però non è mai venuta meno: "la voglia e l'entusiasmo di continuare". Ma il viaggiatore si è già fermato troppo a lungo ad evocare i ricordi.

E' tempo di continuare e, dopo i primi 50 anni di cammino, egli riprende il viaggio con maggior vigore e... guardando avanti. Con questa metafora vogliamo aprire il presente volume ricco di storia e di attualità, ma che rappresenta solamente una tappa del lungo cammino che "La Recastello" si è impegnata a percorrere.

Per la redazione Angelo Ghisetti

Pagina 3 del libro, associata a “Presentazione”
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Articolo p. 4

Il presidente della Recastello

Cinquant’anni dopo, chi scriveva con i fondatori scrive ancora: il dopoguerra, la voglia di rivivere, e i ringraziamenti che aprono i prossimi cinquant’anni.

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Testo rivisto sull’originale

Adriano Maffeis

IL PRESIDENTE DELLA RECASTELLO

Mi coglie quasi impreparato l'evento che ci apprestiamo a ricordare, tale e tanta è l'incredulità che spetti ancora a me il compito di scrivere della "Recastello", proprio come ne scrivevo, assieme ai fondatori, ben cinquant'anni or sono. C'è una mescolanza di ricordi, figure, manifestazioni, atleti, competizioni, avventure, amicizie, situazioni, che se non focalizzate in un più leggibile mosaico, rischiano di accavallarsi e confondersi lasciandosi difficilmente ricostruire ed inquadrare. In questa sede penso di poter sintetizzare con un concetto: dopo il periodo bellico, sulle ali della voglia di vivere (per i più piccoli) e di rivivere (per tutti gli altri), "La Recastello" rese visibile e concreta la speranza di dare spazio, contemporaneamente alla ricostruzione, anche alle aspirazioni ricreative, sportive e culturali della gioventù di allora...e non solo.

Ci auguriamo che un'idea di ciò la possa largire il presente volume che cerca di cogliere, al di là dell'enorme (e pertanto indescrivibile) attività sportiva ed organizzativa, ricordi e sensazioni di vita vissuta, proprio nell'ottica di dare significato e spessore agli anni trascorsi, anni che hanno toccato ben tre generazioni. Colgo l'occasione per ricordare: • I fondatori ed i primi appassionati che aprirono la strada al nostro lungo cammino; • Gli iniziatori ed i sostenitori di ogni branca di attività anche collaterale al primario fine sportivo (coro, compagnie di spettacolo, serate, ecc.); • Tutti i Consiglieri ed incaricati, che si sono succeduti, per la dedizione e la passione dimostrata nel portare avanti i compiti loro affidati; • Tutti quelli che ci sono stati vicini e che ci hanno apprezzato e sostenuto; • Gli sponsor, grandi e piccoli, nel loro prezioso ed indispensabile ruolo.

Un cenno particolare: • Per gli oltre 2500 Soci che dal 1952 ad oggi hanno fatto parte, per poco o tanto tempo, della nostra compagine sociale, vivendola con convinzione ed entusiasmo; • Per le schiere di piccoli e grandi atleti ed atlete che hanno indossato le nostre maglie, tenendo alto e portando a vittorie anche eclatanti il nome de "La Recastello" e di Gazzaniga sportiva. Sono ricordi che sfociano in ringraziamenti per tutti, ma non per chiudere i primi 50 anni, bensì per dare inizio ai prossimi.

Pagina 4 del libro, associata a “Il presidente della Recastello”
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Articolo p. 5

Il presidente della Provincia di Bergamo

Le nozze d’oro della società lette come il diario di generazioni di atleti bergamaschi, e come merito di aver avviato i giovani allo sport.

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Testo rivisto sull’originale

Valerio Bettoni

IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI BERGAMO

Le nozze d'oro della società "La Recastello" di Gazzaniga rappresentano il diario di tante generazioni di atleti che hanno esaltato la loro passione per lo sport gareggiando con autentico spirito di sana competizione lungo le strade, sulle montagne e negli impianti della Bergamasca. Sono in molti a pensare che la pratica sportiva e l'agonismo acquistino tanto più valore se assumono una connotazione estesa a livello nazionale o internazionale. Ciò è sicuramente vero se la manifestazione di turno trova, sul territorio in cui ha origine e viene svolta periodicamente, una valenza tale da richiamare l'interesse di federazioni ed organizzazioni sportive al di fuori dell'ambito provinciale e dell'Italia.

Nel caso de "La Recastello" la lunga serie di avvenimenti agonistici, che hanno arricchito il calendario sportivo provinciale, ha avuto il merito soprattutto di avviare i giovani alle diverse discipline, alimentando ed arricchendo la fucina di atleti capaci di distinguersi e meritare di apparire sulle cronache locali grazie alle loro piccole e grandi imprese. Fare sport con allegria, per divertirsi e misurarsi nel rispetto delle regole e della lealtà. Così l'attività fisica diventa scuola di vita. E così questa gloriosa Società ha saputo esaltare nel corso di mezzo secolo le qualità individuali dei suoi atleti aiutandoli a raggiungere il traguardo più importante: partecipare, essere protagonisti sempre e comunque, con sacrificio e preparazione.

Chi ama lo sport non può che essere riconoscente a "La Recastello" per il costante impegno profuso nell'avvicinare centinaia di praticanti alle attività agonistiche e ricreative. Il cinquantennale è una ricorrenza importante, perché sappiamo che questa Società ci regalerà, insieme agli eventi sportivi, ancora più occasioni di incontri, amicizie e solidarietà.

Pagina 5 del libro, associata a “Il presidente della Provincia di Bergamo”
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Articolo p. 6

Il presidente della Comunità Montana Valle Seriana

Un augurio che chiede di proseguire oltre il traguardo, infondendo passione e impegno nelle nuove generazioni.

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Testo rivisto sull’originale

Giovanni Morlotti

IL PRESIDENTE DELLA COMUNITÀ MONTANA "VALLE SERIANA" DI ALBINO

Ho accolto con vivo piacere l'invito del Presidente della Società sportiva "La Recastello" di Gazzaniga ad esprimere gli auguri più fervidi per l'importante traguardo dei cinquant'anni della Società. Un anniversario significativo che qualifica le varie attività sportive e di "tempo libero" che questa società sportiva ha organizzato, ottenendo consensi ed importanti successi agonistici anche a livello nazionale, grazie soprattutto ad un lavoro qualificato e certamente condotto con serietà e capacità. Agli attuali ragazzi e ragazze, agli atleti, ai dirigenti, ai tecnici, a tutti i Vostri iscritti rivolgo l'invito a proseguire il percorso sportivo e sociale oltre il traguardo raggiunto in questi cinquant'anni, verso una meta che è quella di saper infondere, soprattutto nelle nuove generazioni, passione, dedizione ed impegno per le attività e le manifestazioni che organizzerete nei prossimi anni. Buon anniversario ed auguri a tutti.

Pagina 6 del libro, associata a “Il presidente della Comunità Montana Valle Seriana”
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Articolo p. 7

Il sindaco di Gazzaniga

Il Comune riconosce alla Recastello un compito istituzionale e annuncia l’assegnazione di una sede pubblica.

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Testo rivisto sull’originale

Marco Masserini

IL SINDACO DI GAZZANIGA

Fissare in un libro ben cinquant'anni di pratica sportiva, ricreativa e culturale è particolarmente significativo, affinché il passato serva anche da stimolo per le nuove generazioni a trovare nello sport le motivazioni migliori per crescere. Nel 1952 "La Recastello" si trovava ad operare in un periodo storico molto diverso da quello attuale, certamente senza tutti gli strumenti che oggi abbiamo a disposizione, ed è forse per questo che, soltanto con grande entusiasmo e sana voglia di fare, l'associazione venne fondata e portata fino ad oggi ottenendo risultati e riconoscimenti notevoli nelle varie specialità sportive, dall'atletica, allo sci ed al ciclismo.

Una società come "La Recastello", che si pone come obiettivo principale quello di offrire ai giovani la possibilità di praticare sport e poi di confrontarsi a livelli competitivi, anche di carattere nazionale, aprendo quindi le porte ad attività agonistiche, ha svolto e svolge all'interno della nostra comunità di Gazzaniga un prezioso compito che va considerato sicuramente istituzionale. E' per questo motivo che abbiamo pensato di contribuire concretamente a sostenere "La Recastello" assegnandole una sede pubblica per la propria attività. La nostra Amministrazione intende prestare grande attenzione alle numerose società sportive ed allo sport, in quanto fonte e veicolo di valori umani veri e sani, quindi una reale alternativa alla distruzione degli ideali, diventata purtroppo cronica nella società di oggi che spinge i ragazzi verso falsi valori.

Nel cinquantesimo di fondazione mi è dunque assai gradito inviare, a nome di tutta la popolazione di Gazzaniga, il saluto ed il ringraziamento più caloroso ai soci, agli atleti, ai tecnici ed ai sostenitori de "La Recastello", in particolare all'amico presidente Adriano Maffeis al quale va il plauso più vivo mio e degli amministratori per la passione e la capacità che da anni dimostra nel gestire le varie iniziative.

Pagina 7 del libro, associata a “Il sindaco di Gazzaniga”
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02

Letture

Prose recuperate dagli archivi sociali: perché si va in montagna, come è fatta una baita sotto un masso, cosa succede quando in vetta il filo della croce comincia a ronzare.

Articolo pp. 12–13

Perché è lassù

Dalla circolare n° 1 – gennaio 1959

Dalla risposta di Mallory nasce una storia dell’alpinismo in poche pagine: la montagna come divinità, come esplorazione, come rifugio dell’uomo dopo le macchine.

Leggi il testo completo pp. 12–13

Testo rivisto sull’originale

Aldo Belotti

Perchè è lassù DALLA CIRCOLARE N° 1 - GENNAIO 1959 Aldo Belotti

George Leight Mallory, che perdette la vita durante il suo terzo assalto all'Everest, ad un amico che gli chiedeva perché egli cercasse di scalare quella montagna, rispose semplicemente: "Perché è lassù". Non tutti gli uomini hanno saputo intendere questa risposta. Tanti e tanti sono ancora oggi coloro i quali non capiscono l'Alpinismo, né lo giustificano, ma al contrario lo giudicano un'inutile attività, se non addirittura una fissazione di alcuni esaltati. Nell'ultimo secolo è stata scritta un'infinità di libri, un'infinità di discussioni è stata sostenuta per esaminare questo problema dal punto di vista scientifico, sportivo, spirituale, psicologico, e sono state enumerate mille e mille possibili ragioni dell'"andare in montagna".

Alpinisti all’uscita della via Combi-Pirovano sul Recastello nel 1959
1959: Tarcisio Gaeni, Giovanni Peracchi, Dino Perolari e Arnaldo Gusmini all’uscita della Combi-Pirovano. Originale: p. 13

Ma la tanto dibattuta questione non ha ancora avuto, né avrà mai, una soluzione definitiva. Le dimostrazioni dei libri sono certamente interessantissime e convincenti, ma sono esse altrettanto valide per chi discute comodamente seduto in poltrona e per il rocciatore che affronta un difficile passaggio su di una parete a piombo? Senza dubbio l'esame della Storia dell'Alpinismo mette in luce una ben definita serie di ragioni, che sono venute man mano differenziandosi ed hanno via via informato e determinato quelli che si possono chiamare i vari momenti dell'avvicinamento alle montagne. I popoli primitivi, che identificavano la Divinità con le forze della natura, guardarono le montagne stupiti ed ammirati, fino ad associare ad esse il concetto di adorazione.

Le montagne furono considerate Divinità ed elette ad abitazione degli Dei dai civilissimi Greci; ancor oggi millenarie religioni quali il Buddismo ed il Bramhanesimo adottano i maggiori picchi dell'Himalaya come "la casa ove Siva visse, mentre il Gange cade dal piede di Visnu". Gli uomini, che nel corso dei secoli non si erano mai avvicinati alle montagne se non per valicarle, per portar guerra a chi si nascondeva dietro di esse o, in rarissimi casi, per ragioni commerciali, solo all'inizio dell'800 diedero vita all'Alpinismo. I primi alpinisti furono scienziati, per lo più cartografi, biologi, botanici, che salivano le montagne con scopi esclusivamente esplorativi.

A questa categoria è da annoverare, per esempio, J. Balmant, che per primo salì il Monte Bianco. La fase esplorativa durò a lungo, ed ancora oggi (e le spedizioni extraeuropee ce lo dimostrano) si tende ad affiancare una ragione scientifica ai motivi esclusivamente alpinistici di chi si reca in catene e gruppi poco conosciuti. I motivi esplorativi però non sono quelli che determinano l'Alpinismo inteso nel senso moderno della parola. L'uomo fece passi da gigante nel campo delle scienze, delle arti, ma non si accontentò di attività esclusivamente intellettuali; anche la sua forza fisica necessitava di uno sfogo, pur sempre determinato dal concetto di "conquista", di "altezza".

E salì le montagne. Troppo improvviso tuttavia era stato il cambiamento della concezione della vita operatosi con il XIX secolo, perché l'uomo potesse reggere il dinamismo da lui stesso creato. Troppe macchine egli aveva costruito, ed ora le macchine si prendevano un'ultima, formidabile rivincita schiacciando il loro inventore, annullando il suo sentimento, la sua fantasia con il loro automatismo. Il piccolo uomo ancora una volta guardò alla montagna e sulla montagna si rifugiò. Non era più il dominatore, era un essere che aveva sfidato la materia e che ora tornava alla semplicità della natura per portarle il suo amore.

Fu questo il grande momento dell'Alpinismo. Il "superuomo", che voleva essere più forte di tutto e di tutti, unì il suo desiderio di conquista ad una smisurata riverenza ed ammirazione verso quelle montagne che gli permettevano di rivalorizzare la spiritualità ed il sentimento che il dinamismo della vita aveva cancellato. E tutto ciò si manifestò in modo tale che per alcuni individui il salire sulle montagne divenne una vera e propria ragion d'essere: Mallory, Preuss, Whymper, Mummery ben ce lo dimostrano.

Il XIX secolo vide la nascita di nuovi ideali spirituali, che assunsero in breve tanta e tale forza da originare veri e propri sconvolgimenti morali, politici, letterari, che andarono dalla Rivoluzione Francese al manifestarsi delle teorie romantiche, dal nascere delle nuove concezioni artistiche agli scontri sociali e politici che diedero l'indipendenza ai maggiori Stati d'Europa. Se dovessimo sintetizzare in un unico termine la causa determinante di tutti questi sconvolgimenti, penso che ben a ragione si potrebbe denominare: "sete di libertà". Libertà politica, sociale, artistica, conseguenza e causa insieme della libertà individuale, da secoli agognata dall'uomo.

E nell'800 l'uomo, finalmente, non è più schiavo. La sua personalità si erge, libera, al di sopra della materia che la scienza può ora dominare, al di sopra del vincolo dei potenti che le conquiste sociali hanno annullato, al di sopra dei timori tradizionali cancellati dagli acquisiti valori morali. L'uomo si sente grande; vuole emergere, dominare; vuol giungere sempre più avanti e più in alto, facendo ciò che i suoi antenati avrebbero giudicato impossibile o pazzesco. L'Alpinismo odierno ha certo subito notevolmente l'influsso dell'"agonismo" e della "velocità", che sono senza dubbio i caratteri fondamentali di questo nostro secolo.

Come in ogni campo, anche in quello alpinistico predominano i concetti del "sempre più in alto" e del "sempre più difficile". Oggi le cime più agognate sono quelle che, per la loro altezza o la loro difficoltà, non sono state ancora conquistate; le vie preferite sono le "direttissime", ancora vergini o percorse da poche cordate di eccezionale valore. E coloro i quali seguono i primi ardimentosi studiano vie nuove, nuove varianti, o almeno cercano di abbassare il tempo dei precedenti salitori, o di usare meno mezzi artificiali, o di compiere imprese da soli. E' l'agonismo sportivo che ha insegnato questo all'alpinista.

Malgrado tutto però egli non è soltanto uno sportivo. E soprattutto, anche se si arrampica su appigli paurosi, il vero alpinista è ben diverso da un equilibrista da circo. E' la sua sete di elevazione morale e spirituale che lo differenzia dal fenomeno da baraccone; è perché sa cogliere tra l'asprezza della roccia e del ghiaccio il fiore della poesia che si distingue dallo sportivo. Egli scala una parete vertiginosa così come, commosso, si curva a cogliere un piccolo fiore; pone il suo piede dominatore sulla vetta per poi chinare il capo estasiato di fronte alla magnificenza dei cieli; conquista la montagna per poi annientarsi nella sua immensità; sfida i dirupi con le sue funi e la sua piccozza per poi cantarli, reverente, nelle sue dolci canzoni. E rischia la vita, perché "la vetta è lassù".

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Articolo pp. 14–15

Le Baite di Campo

Dalla circolare n° 1 – dicembre 1960

Il pianoro a quota 1.376 dove il Fiume Nero scompare, e la baita costruita sotto due massi: un rilievo minuzioso di un ricovero d’altri tempi.

Leggi il testo completo pp. 14–15

Testo rivisto sull’originale

Franco Radici

Le Baite di Campo DALLA CIRCOLARE N° 1 - DICEMBRE 1960 Franco Radici

Salendo dall'abitato di Fiumenero al Rifugio Brunone, allorché il sentiero, dopo essersi a lungo tenuto in quota sulla sinistra orografica della valle ove scorre appunto il Fiume Nero, arriva a lambire le acque del torrente prima di intraprendere l'erta impennata finale che porta al rifugio, si trova uno spiazzo erboso cosparso di massi. Questo spiazzo, che tra l'altro è una graziosa pausa concessa a chi sale sbuffando al Rifugio Brunone, è il così detto Piano di Campo. Siamo a quota 1.376 e qui il Fiume Nero cessa di esistere come tale, poiché l'acqua scompare nel fondo ghiaioso quasi a meglio marcare la separazione.

La valle, che correva in direzione pressoché costante da Nord a Sud, qui si biforca trovandosi di fronte alle scoscese e dirupate pendici del Pizzo Gro. Il ramo di sinistra è la valle del Salto che sale verso il Pizzo del Diavolo, il ramo di destra, che inizia con una modesta cascata, è la valle dell'Asen che sale verso il Pizzo Redorta. Questo pianoro, per altro abbastanza ampio, coperto da un bel manto di erba verde smeraldo, ha qualcosa di suggestivo e selvaggio nello stesso tempo. La corona delle alte montagne che lo sovrastano, la mancanza di un orizzonte un po' vasto, essendo chiuso a valle dall'estremo sperone che scende dal Pizzo Tendina, e gli stessi massi, accatastati qua e là in un apocalittico disordine, concorrono a dargli un'aria misteriosa.

Proprio nel bel mezzo del pianoro ci sono due massi accostati di gran lunga più grandi di quelli che li circondano. Sotto questi massi, guardando bene, si intravede già dal sentiero un muro a secco. Solo avvicinandosi ulteriormente si nota la sagoma di una baita. Queste sono le Baite di Campo. Il mio primo contatto con dette Baite risale al 1949. Eravamo partiti, io ed un amico, con l'intenzione di fare la cresta del Diavolo di Tenda dal Passo di Valsecca. Ma già dal giorno in cui avevamo posto le prime basi della gita ci eravamo trovati d'accordo nel giudicare per lo meno "penosi" i 2.100 metri e rotti di dislivello che separano Fiumenero dalla vetta.

Di conseguenza avevamo deciso di portarci, sul tardo pomeriggio, il più alto possibile e di dormire in qualche baita. All'imbrunire arrivammo infatti al suddetto pianoro e, considerato che la cartina della zona, all'uopo consultata, parlava di baite e che noi eravamo appunto in cerca di un ricovero, incominciammo a cercarle. Non fu cosa facile scovarle data la loro caratteristica e data l'ora tarda. A distanza di tanti anni e dopo essere ritornato più volte, m'è sempre rimasta, non so del resto quanto fondata, la primitiva impressione di trovarmi di fronte a un vestigio di un'epoca remota. I due massi in questione sono di una decina di metri di altezza.

Quello che si trova a destra di chi guarda provenendo dal sentiero del Rifugio presenta una vasta parete abbastanza regolare, molto spiovente nella parte superiore e che per la baita ha un compito, diremo così, protettivo, mentre

nella parte inferiore rientra addirittura a mo' di grotta aperta sul davanti. Il complesso della baita è costituito da quattro vani che in pianta formano grosso modo una C. Il ramo principale, che costituisce l'ossatura della baita, è accostato alla suddetta parete rientrante. Ha una forma rettangolare molto allungata e le sue due pareti principali sono costituite da una parte dalla roccia rientrante e dall'altra da un basso muro a secco. L'ingresso è sul lato destro di chi guarda (Nord). Il tetto, che è di ardesia poggiante su assi sorretti a loro volta da un'unica trave che corre nel senso della maggior lunghezza circa a metà del vano, sale con moderata pendenza sino a morire contro la roccia.

E' questo il maggior vano dove si svolge per la massima parte la vita dei pastori che abitano in baita. Nell'angolo sinistro, appena entrati, c'è il focolare con relativo supporto girevole per le pentole pesanti; il pavimento è in rozze pietre piuttosto irregolari, mentre nel mezzo c'è un tronco che serve da sostegno alla trave del tetto. Sul fondo del vano, sulla destra di chi entra, la parete rocciosa a circa un metro da terra ha un'ulteriore rientranza che muore circa due metri più in là. Questo piccolo vano con l'aggiunta di una bordura in pietra ed uno strato di paglia è stato sfruttato per comodo (fino ad un certo punto) giaciglio.

Il ramo inferiore della C è costituito da una più marcata rientranza a forma di vera e propria grotta e, con la solita aggiunta di un muro a secco verso l'esterno, viene adibito a stalla. Detto vano sporge di circa tre metri dal corpo principale, ma ciononostante ha l'ingresso dal vano principale mediante una portina attraverso la quale non son ben riuscito a capire come possa passare un ben che striminzito asinello. Il ramo superiore infine della C è costituito da due vani messi uno di seguito all'altro e che s'incuneano nella strettoia libera tra i due massi. Detti vani sono esclusivamente in muratura e perciò meno interessanti.

Ma mentre il primo, che praticamente è la continuazione del vano principale, ha il tetto in ardesia, il secondo presenta un'interessantissima volta a secco che è un piccolo capolavoro nel suo genere. La data di nascita di queste baite (il plurale, che viene sempre usato nel menzionare detti ripari, penso lo si debba spiegare con la presenza di altre costruzioni simili negli anfratti dei numerosi massi vicini, costruzioni per altro trascurabili e oggigiorno adibite ad esclusivo ricovero del bestiame) non sono riuscito a stabilirla. La vecchia Guida della Bergamasca non fa menzione di queste baite, ma penso si tratti solo di una svista, giacché tutto fa pensare ad un'origine piuttosto remota.

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Articolo pp. 16–17

Perché il Recastello

Dal giornalino del 25° – aprile 1977

La croce portata in vetta da bambina intravista, la corda fissa, le fiaccole del ventennale e una salita notturna di novembre: perché quella montagna dà il nome alla società.

Leggi il testo completo pp. 16–17

Testo rivisto sull’originale

Anna Minelli

Perchè il Recastello DAL GIORNALINO DEL 25° - APRILE 1977 Anna Minelli

Ero ancora bambina, ma ricordo vagamente di aver sentito parlare di una croce che doveva essere portata su una montagna. Non sapevo bene di che si trattasse e neanche riuscivo, con la mia fantasia infantile, ad immaginarlo. Non conoscevo il nome del monte o forse l'avevo sentito nominare, ma non ci avevo fatto caso. Non supponevo neppure che alcuni di quei ragazzi (erano i primi soci de "La Recastello"), che tanto si davano da fare per costruire e trasportare quei pesanti tronchi di ferro fin sulla vetta di una montagna, sarebbero più tardi diventati miei amici. Ancor oggi non so il motivo per cui essi furono tanto attratti da questo monte, quale fascino esso aveva esercitato su di loro, tanto da indurli a dare quel nome alla nostra società alpinistica, in quel tempo appena nata.

Sono trascorsi parecchi anni, all'entusiasmo giovanile di quegli anni è subentrato un affetto sereno e pacato per la montagna e c'è anche chi si accontenta ora di guardarla dal basso. Non mancano tuttavia coloro che durante tutti questi anni, sorretti dallo stesso entusiasmo di allora, hanno continuato con tenacia a praticare la montagna temprando sempre di più il loro corpo e il loro spirito, sì da giungere a risultati insperati. A dimostrazione di ciò cito alcune escursioni fatte l'estate scorsa da un gruppo di nostri soci: dal Brevetto dell'Adamello, alla traversata delle Tredici Cime nel gruppo del Cevedale compiuta in soli due giorni, alle escursioni sul Bernina e sul Gran Paradiso.

Furono ancora alcuni di loro che cinque anni fa attrezzarono il tratto che va dal ghiaione del Recastello alla cresta con una corda metallica, affinché tutti potessero salire in vetta senza timore. Da allora infatti si riscontrarono molte più firme sul quaderno che, infilato in un'apposita fessura ai piedi della croce, viene ora rinnovato quasi ogni anno. E' vero che questa corda fu contestata, perché, si diceva, non dava eccessiva sicurezza, essendo infissa in una roccia friabile, ma c'è appunto in programma di sistemare la faccenda. E quando alcuni anni fa giunse il momento di pensare ai festeggiamenti per il ventennale di fondazione de "La Recastello", essi sentirono ch'era doveroso salire di nuovo tutti lassù, per rendere omaggio alla loro vecchia, cara montagna.

Così in una serata estiva gli ospiti del Rifugio Curò poterono ammirare tutta la cresta del Recastello illuminata da fiaccole e, poco dopo, vedere una cascata di variopinti fuochi artificiali erompere dalla sua vetta. Fu ancora l'amore per questa montagna che spinse alcuni dei nostri amici ad affrontarla di notte in una escursione invernale. Quella notte di novembre non si poteva che definire "splendida", la luna si rispecchiava nel lago artificiale, le montagne si stagliavano nette nella notte chiara, resa ancora più eterea dalla soffice coltre di neve. Era la prima neve al Curò, ed era l'annuncio dell'inverno.

Regnava una gran calma, da paesaggio incantato. All'interno del nuovo rifugio c'eravamo solo noi ed i custodi, diventati già nostri amici dopo sole poche settimane. Quella sera si festeggiò il compleanno di qualcuno di noi; ricordo che fu portata in tavola una gran torta, poi dopo cena si accese il camino. Si continuò con caldarroste, canti, giochi, discorsi vari come sempre nelle serate ai rifugi, e poi fu l'ora di andare a letto. Credo fosse l'una o supergiù, quand'ecco che quattro o cinque dei nostri si vestirono di tutto punto: ghette, piccozza, ramponi, molti indumenti di lana, e si accinsero a raggiungere il Recastello.

A quell'ora l'impresa poteva assumere l'aspetto d'una bravata da ubriachi, ma non era così; essi parlavano seriamente ed il loro era più che altro un tentativo, poiché non erano affatto certi di riuscire a raggiungere la vetta della montagna, data l'abbondante neve caduta. Io li guardavo perplessa e piuttosto invidiosa, perché anch'io avrei voluto partire con loro ma sapevo bene che non avrei sopportato il freddo pungente della notte e la fatica di mar-

ciare nella neve alta per tante ore. Alcuni sconsigliarono i "prodi" di partire… non era l'ora adatta, la stanchezza, il freddo, ecc…, ma nessun argomento servì a fermarli. La verità era che tutti noi che restavamo eravamo piuttosto preoccupati per la sorte dei nostri avventurosi compagni. Sì, sapevamo che essi avevano una certa esperienza, che in caso di eccessiva difficoltà avrebbero anche rinunciato al loro progetto, non erano dei temerari, né si trattava di una folle impresa, tuttavia ce ne andammo a letto un po' impensieriti. Il mattino dopo mi alzai verso le sette, nel grande rifugio non si sentiva nessuno; supponevo che i "nottambuli" fossero da tempo ritornati e ormai russassero in un'altra stanza.

Ma non era così. Dopo un poco li vidi infatti comparire davanti al rifugio, stanchissimi, ma raggianti. L'impresa era riuscita, ma c'era voluto molto più tempo di quello previsto e… forse anche molta più fatica, come lasciava intravedere il loro aspetto.

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Articolo pp. 18–19

Sì!... in montagna noi cantiamo a squarciagola

Dal giornalino del 25° – aprile 1977

Una notte al rifugio Tcherva, sotto il Bernina, fa scoprire quanto i canti e le risate dei rifugi italiani siano un modo di stare in montagna.

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Testo rivisto sull’originale

Fernando Maffeis

Sì!...in montagna noi cantiamo a squarciagola… DAL GIORNALINO DEL 25° - APRILE 1977 Fernando Maffeis

Non saprei proprio dire quando nacque in me la passione per la montagna. Ricordo tuttavia che, una ventina d'anni fa, con grande entusiasmo io, giovane allievo di tipografia, ebbi a comporre pazientemente, "a mano", l'Annuario del CAI di Bergamo che non usciva allora in veste così elegante: la copertina era di carta normale ed il tutto era composto da una trentina di pagine. Le tante foto delle montagne bergamasche a me familiari e quelle dei nostri rifugi, le varie pose di scalatori, per esempio di Pirovano che si esibisce su pareti di ghiaccio, riprodotte a pagina intera, le scalate di Comici sulle Torri dolomitiche e le diverse riproduzioni di alpinisti che si esercitano sulle rocce della Cornagera e della Presolana mi affascinarono e certamente contribuirono a spingermi verso la montagna ed a visitare così un po' alla volta tante belle zone delle nostre vallate, della Val d'Aosta e delle Dolomiti.

Soci della Recastello al rifugio Calvi nel 1956
8 aprile 1956: al rifugio Calvi, durante il Trofeo Parravicini. Originale: p. 18

Benché amante delle bellezze alpine, non ho mai tentato di scrivere alcuna riga riguardante l'attività alpinistica, poiché mi annovero senz'altro tra coloro che non hanno il dono di saper trasmettere ad altri la soddisfazione di una vetta conquistata, di una via riuscita, anche se non nuova o non eccessivamente impegnativa. Una considerazione piuttosto strana nasce però in me quando, discorrendo con amici con i quali ho effettuato qualche escursione in territorio straniero, si parla della differenza d'impostazione dell'attività alpinistica e particolarmente della vita nei rifugi. Mi era noto il carattere asciutto, chiuso, rigido della gente elvetica, tanto diverso da quello degli italiani, però solo l'agosto scorso me ne sono reso conto quando con l'amico Giancarlo Bellini mi sono recato al

Rifugio Tcherva, situato ai piedi del Bernina, dello Scersen e del Roseg, che volevamo salire. Generalmente noi siamo abituati a manifestazioni di gioia e d'allegria all'arrivo in un qualsiasi rifugio, là invece troviamo il custode sull'uscio che a gesti ci fa capire di depositare lo zaino nel corridoio, ci fa togliere la piccozza e ce la fa sistemare in un apposito scaffale. Quindi ci indirizza nella sala per la cena dove, sebbene stipata di alpinisti, non si sente che un leggero mormorio accompagnato solo dal rumore di posate e scatole di latta. La prima impressione è quella di trovarmi nel refettorio di un qualsiasi collegio di riformazione.

Sono le 20,30 circa. Ordiniamo una minestra ed una birra ciascuno, mentre cerchiamo di riorganizzarci un poco, ma non facciamo in tempo a mangiar altro perché, da quel che possiamo capire, il custode, molto deciso, ordina a tutti (sono le 21) di andare a dormire. Rimaniamo sorpresi, ci guardiamo in faccia io ed il mio compagno, ma bisogna far buon viso ed ubbidire. Siamo gli ultimi a salire in camerata, dopo che il nostro "assistente" ci ha fatto togliere gli scarponi. In camerata si entra scalzi. Ci fa accomodare su di un tavolato rialzato; non facciamo in tempo a vedere dove andiamo a finire che la luce si spegne e… buona notte!

Ridiamo piano tra noi per il susseguirsi di sorprese e poi tentiamo di dormire, ben consci del lavoro che ci aspetta il giorno dopo. E' in questa camerata che noto il contrasto tra le loro abitudini e le nostre. Solitamente nei nostri rifugi le serate terminano dopo cena con qualche suggestivo canto alpino eseguito in coro con voce sommessa o facendo cerchia intorno a qualche bel tipo che ravviva la serata. Qui invece pare non sappiano nemmeno cantare o sorridere; è proprio il carattere loro. Durante la notte inizia a piovere, ma al mattino alle 3,30 sono già quasi tutti in piedi ed i più armeggiano subito, da basso, con corde e ramponi.

Si accontenteranno tutti però di quattro passi tra i seracchi vicini al rifugio. Anche noi più tardi ci limiteremo a ciò… poi ci prepariamo al ritorno. Il custode ci porge, prima di uscire, il libro delle firme e con piacere notiamo che questo non è il solito libro pieno di schizzi e frasi (più o meno felici) che troviamo nei nostri rifugi, ma una dignitosa raccolta di nomi e di escursioni fatte dagli alpinisti. Ci congediamo. Scendiamo in fretta la silenziosa vallata di Pontresina e ritorniamo quindi in Italia dove subito ci sentiamo rinfrancati. Basta silenzio, basta "mance" (non sei padrone di bere un bicchiere d'acqua senza pagare anche la mancia), basta con i verbi e gli aggettivi stranieri. Il nostro cuore si apre e finalmente cantiamo.

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Articolo pp. 20–21

Emozioni al Recastello

Dal giornalino del 25° – aprile 1977

Cresta ovest, un branco di camosci a tre metri dalla vetta e il ronzio del filo della croce: il campo elettrico che annuncia il temporale e la fuga giù per la Val Cerviera.

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Testo rivisto sull’originale

Carlo Bonomi

Emozioni al Recastello DAL GIORNALINO DEL 25° - APRILE 1977 Carlo Bonomi

La domenica precedente avevo appeso al chiodo le pelli di foca pensando che ormai era giunto il momento di riprendere ad accarezzare anche un po' di roccia; così, tanto per cominciare, con Michele Ghisetti decido di salire il Recastello per la cresta ovest. Il tempo, da alcuni giorni, si mantiene bello, perciò quel mattino partiamo con la certezza di fare una "sana" e "remunerativa" salita. Dopo esserci scaldati un po' per raggiungere il Rifugio Curò, che oltrepassiamo senza fermarci, il ritmo comincia a calare quando, lasciata la strada per il Barbellino, ci inerpichiamo per gli sfasciumi del maestoso anfiteatro nord-ovest.

Un rovinare di pietre smosse ci fa alzare lo sguardo; con piacevole sorpresa scorgiamo un numeroso branco di camosci che sta scendendo agilmente per canalini ancora innevati, spiccando balzi tra massi e roccette da far invidia a noi che faticosamente arranchiamo per la pietraia sotto la sella, l'attacco delle "nostra" cresta. Per qualche attimo vediamo i loro fulvi mantelli brillare in controluce, illuminati da un raggio di sole che è riuscito ad intrufolarsi in uno stretto intaglio delle creste sovrastanti; in tutta fretta monto il teleobiettivo sulla mia fotocamera e, appoggiato allo zaino del compagno che mi fa gentilmente da stativo, scatto qualche fotogramma con poca convinzione sulla qualità dei risultati; poi i camosci scompaiono alla nostra vista inghiottiti dall'ombra di una quinta rocciosa.

A malincuore riprendiamo ora a salire su neve ghiacciata che ci impegna in delicati passi, dato che siamo senza ramponi. Alla bocchetta il sole ci accoglie avvolgendoci nel suo gradevole tepore; la Val Cerviera si apre ora davanti a noi inondata di luce; una breve sosta e poi legati si parte per la prima filata di corda. Sulla cresta c'è ancora neve; i facili passaggi su roccia si alternano ad alcuni più impegnativi su neve, che tutto sommato però filano via lisci, ed in breve siamo alla spalla dove la pendenza si va gradatamente attenuando. Iniziamo la lunga traversata sotto la prima punta, che evitiamo per il versante occidentale, e procediamo usando per passamano il labbro beante della crepaccia iniziale abbastanza aperta alla base della parete di roccia.

Risaliamo il primo canalino ed attacchiamo il primo torrione sul lato orientale; un passaggio un po' delicato (a causa della roccia poco solida) ci fa perdere un po' di tempo; il secondo torrione è relativamente più facile e finalmente arriviamo sotto la cresta che scende dall'anticima. La pendenza si fa sentire nuovamente anche se non ci impegna in difficili passaggi; la via non è obbligata e si sale dove si può, destreggiandoci fra massi e scaglie di color ruggine. Quando la roccia lo permette, scegliamo i tratti più difficili per "farci le braccia". Ogni tanto ci lanciamo a vicenda battute scherzose fingendo di essere in difficoltà: "Michele, guarda che sesto!" e di rimando: "dài, che só söl perécol".

Così, tiro dopo tiro, giungiamo all'anticima. Siamo felici e quasi ci dispiace che non ci sia più nulla da salire, ormai siamo completamente inebriati dalla voglia di arrampicare. Un breve tratto di cresta ci separa dalla vetta, scorgiamo la croce poco lontano sullo sfondo di enormi nuvole bianche, ci affrettiamo perciò nella sua direzione per fare un bello spuntino, dato che da tempo eravamo anche impegnati a far tacere i morsi della fame che si facevano sempre più aggressivi. Seduti in vetta, diamo fondo alle nostre provviste; sotto di noi il lago del Barbellino ci appare ormai lontano e il colore dell'acqua da questa posizione sembra un

meraviglioso smeraldo. Mentre siamo assorti in questa contemplazione, un tramestio sulla nostra destra ci fa trasalire e, come in una visione, ci troviamo faccia a faccia con quattro magnifici camosci che, probabilmente saliti contro vento, non avevano sentito la nostra presenza; sbucati dal versante nord, sono ora a non più di tre metri da noi. Per qualche attimo rimaniamo così a bocca aperta e con gli occhi sbarrati per la sorpresa (noi e loro), poi con un brusco dietrofront gli agilissimi animali spariscono in un baleno da dove erano arrivati. Le emozioni però non sono ancora finite; da qualche momento mi sembra di udire un ronzio, come di un aereo lontano; facendo più attenzione mi accorgo che il rumore proviene dal filo di terra della Croce, cosa assai strana dato che sulla vetta non soffia il minimo alito di vento.

Intento ad osservare il filo di rame, vedo i peli muoversi come attirati da una calamita; allora comprendo istantaneamente tutto: ci troviamo nel bel mezzo di un campo di elettricità prima di un temporale! Grido a Michele di raccogliere subito la roba, dobbiamo scappare dalla vetta, c'è pericolo di beccarci qualche fulmine; egli mi guarda senza capire, ma, vista la velocità con cui insacco a casaccio tutto il materiale, non se lo fa ripetere ed a sua volta mi insegue. Zaino in spalla, sto per partire di corsa per la discesa, quando sento Michele che mi chiama mostrandomi un braccio alzato, l'indice puntato verso il cielo gli vibra tutto facendo lo stesso rumore del filo della Croce.

Senza pensare al pericolo a cui vado incontro, anch'io alzo un dito: è come se l'avessi infilato in una presa di corrente senza però sentire alcun dolore, ma quello che più mi stupisce è il rumore delle vibrazioni. Con un certo sforzo mi controllo: "giù di corsa" grido a Mike e mi avvio per la cresta cercando in fretta il punto migliore per divallare. Alcuni metri sotto la cresta Michele riprova ad alzare il dito senza però riscontrare il fenomeno di prima. Solo allora ci accorgiamo di cosa sta arrivando da est: un temporale coi fiocchi! Le belle nuvole bianche che avevamo notato in salita si sono ora tramutate in un tetro ammasso di vapori plumbei che rotolandosi e contorcendosi si avvicinano sempre di più.

Sembra sera, un'oscurità è calata all'improvviso; finalmente troviamo il canalino della via normale che infiliamo a tutta birra badando bene di non toccare la corda fissa metallica, mentre oltre il Tre Confini si vedono guizzare i primi lampi accompagnati da lugubri brontolii. Ormai fuori dal canale sentiamo l'inferno che si scatena sopra di noi, cominciano a cadere i primi chicchi di grandine via via sempre più fitti e più violenti. Indossiamo le giacche a vento e mettiamo persino i caschi (per questa volta antigrandine), e giù a grandi balzi per gli scivoli dei ghiaioni della Val Cerviera accompagnati da una sinfonia di lampi e tuoni. Al Rifugio Curò ci troviamo a raccontare le nostre avventure assieme ad altri non meno fradici di noi.

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Articolo pp. 22–23

L’andare in montagna lascia qualcosa

Dal giornalino del 25° – aprile 1977

Quattro scene a distanza di vent’anni — le bici nel buio del 1952, la 131 del 1975, le pile sul sentiero, la vetta — per dire cosa non è cambiato.

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Testo rivisto sull’originale

Francesco Baitelli

L'andare in montagna lascia qualcosa DAL GIORNALINO DEL 25° - APRILE 1977 Francesco Baitelli

Ciclisti in sosta a Ponte Selva di ritorno dal Recastello nel 1952
2 giugno 1952: di ritorno dal Recastello, sosta “proibita” a Ponte Selva. Originale: p. 22

rallenta di poco l'andatura e sorpassa l'abitato di Valbondione all'imbrunire per parcheggiare al piazzale sopra la piattina…

Chi avrà il coraggio di "correre" sul primo tratto del sentiero del Rifugio Curò dopo la pedalata nel buio? Eppure c'è sempre qualcuno che allunga il passo per misurarsi con gli amici o col tempo, in modo da giungere quella manciata di minuti prima dei posa-piano della compagnia; di solito questi si rifanno un poco nell'ultimo tratto, quello duro. L'arrivo sul piazzale del Rifugio vede il gruppo tutto sparpagliato, tanto che i primi dall'"osservatorio" guardano giù nello "scarico" ed incitano o prendono in giro chi è ancora alle "tre croci"…

Pile alla mano, i quattro amici salgono per il sentiero in mezzo al bosco di faggi, abeti e larici per giungere alla "strada" del Rifugio; oltrepassano il piazzale della teleferica dove la strada finisce e proseguono di buon passo su per il sentiero. La notte è limpida, il cielo tutto una stella: buon auspicio per la salita ed il lavoro di domani. Non sono preoccupati, tanto su al Rifugio hanno le cuccette prenotate e tanti amici che li hanno preceduti al pomeriggio. Il "masso", il "piano", le "corde fisse", le "tre croci". Una, poi due, poi tre pile dirigono i fasci di luce su di loro che salgono… li chiamano… danno loro il benvenuto al nuovo Rifugio Curò.

L'ambiente è cambiato, così pure il comportamento del gruppo di amici: tutti insieme salgono la traccia di sentiero che tra dirupi, pascoli e ghiaioni porta al versante Sud. Lo risalgono zig-zagando per evitare i ghiaioni più faticosi. Quando qualcuno si ferma perché è stanco, gli altri aspettano con pazienza, poi ripartono in lenta fila fino a giungere al canalino. Attaccano le ultime e più ardue difficoltà ancora tutti uniti, aiutandosi a vicenda. Dopo breve tempo escono in cresta e quindi in vetta dove li attende una piccola Croce.

La compagnia si è riformata; ha trascorso unita una bella serata tra battute, canti e buon vino; ha passato la notte nelle accoglienti cuccette (sarebbe un po' troppo dire dormito). Da oltre un'ora sta salendo la montagna, divisa in gruppi, per itinerari diversi a seconda… della gamba… della chiacchiera… o solo per cercare qualche bel fiore o panorama da fotografare. Si trova riunita ai piedi del canalino dove – la corda messa alcuni anni prima è in cattivo stato, sarà sostituita al ritorno per evitare pericoli – con qualche difficoltà, ma grazie all'aiuto vicendevole risale la stretta fenditura fino alla cresta; pochi passi ed è in cima. Ognuno scrive il proprio nome sul libro della Vetta, ai piedi della grande Croce.

Tanto tempo è trascorso… tante persone sono passate… su quel monte, eppure qualcosa è rimasto immutato

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Articolo pp. 24–25

Avventura al “Büs di Tacoi”

Dal giornalino del 25°, con la cronaca de L’Eco di Bergamo del 15 luglio 1955

Quattordici giovani scendono a 200 metri di profondità con scalette di corda e acetilene a mano, per incoronare la Madonnina che i padri avevano trovato nel 1927.

Leggi il testo completo pp. 24–25

Testo rivisto sull’originale

Angelo Ghisetti

Avventura al "Büs di Tacoi" DAL GIORNALINO DEL 25°

I partecipanti alla spedizione nel Büs di Tacoi del 1955
Luglio 1955: la spedizione nel Büs di Tacoi, duecento metri sotto gli Spiazzi di Gromo. Originale: p. 24

Riportiamo quanto apparso su L'Eco di Bergamo il 15 Luglio 1955: si trattò di una spedizione particolare, poiché rappresentava un ideale congiungimento delle aspirazioni delle nuove leve con quanto i padri avevano fatto parecchi anni prima. Poi la speleologia si sviluppò e si specializzò; restò solo un rammarico: la coroncina d'oro citata nell'articolo poco dopo sparì.

"Preceduta da una riunione, nella quale i dirigenti del Gruppo Grotte Bergamo illustrarono gli aspetti e le caratteristiche delle escursioni speleologiche, ha avuto luogo, domenica 10 luglio, una spedizione nell'ormai famoso "Büs di Tacoi", sopra gli Spiazzi di Gromo. Protagonisti i giovani della "Recastello" di Gazzaniga, ansiosi di emulare i loro padri, primi scopritori della grotta nel 1927. Scopi della spedizione erano la sistemazione della scaletta fissata dai gazzanighesi durante la prima spedizione al "Salto della Morte" (uno strapiombo verticale di circa 20 metri n.d.r.) e l'incoronazione della Madonnina posta due anni or sono dal Gruppo Grotte Bergamo in fondo alla grotta (200 metri di profondità) su un gruppo di eburnee stalagmiti prospicienti il "Lago Verde" (così chiamato per la limpidezza dell'acqua e i riflessi dell'ambiente circostante n.d.r.).

Guidati dal sig. Emilio Sofisti, che già ebbe a scendere nel 1927, i quattordici animosi sono riusciti in tutti e due gli scopi, anche perché la scaletta fissata è stata trovata in stato ancora abbastanza efficiente, se si considerano gli anni da che si trova nell'umidità. L'incoronazione della Madonnina ha avuto luogo in un'atmosfera estremamente suggestiva, che favoriva un mistico raccoglimento, e l'apposizione dell'aureo cerchietto con la scritta "La Recastello - Gazzaniga - 10 luglio 1955" è stata senz'altro la più grande soddisfazione per i presenti, poiché con esso, simbolo significativo, rimarranno vive laggiù la loro volontà e la loro fede. Componevano la spedizione: Sofisti Emilio, Baitelli Francesco, Carrara Gustavo, Maffeis

Adriano, Fernando e Mario, Maffeis Ippolito, Martinelli Armando, Peracchi Giovanni, Perola Battista, Pezzera Cesare, Rottigni Arrigo, Sofisti Clemente e Giorgio."

Oggi la speleologia, come tutte le discipline sportive, ha fatto passi da gigante e si è affinata e specializzata. A quei tempi l'abbigliamento era costituito da calzoni alla zuava e camicie di flanella, oppure da pantaloni e giacche da "meccanico". Ai piedi si portavano scarponcini che si usavano sul lavoro e… i più fortunati, scarponi da montagna. L'attrezzatura tecnica poi era ugualmente sobria e spartana. Acetilene a mano, o fiaccole, o pile, vecchie e grosse corde, pesanti scalette costruite artigianalmente con corde e pezzi di legno per gradini, chiodi in ferro e rudimentali zaini. Ora invece sia l'abbigliamento personale che l'attrezzatura tecnica sono il frutto di ricerche e test tesi a soddisfare le più sofisticate esigenze.

Inoltre garantiscono da un lato il confort e dall'altro gli standard di sicurezza. Oggi si affrontano le grotte con martelli bilanciati e chiodi speciali o spit e si usano, come in roccia, fiends, dresler, jumar, discensori ed ancora lunghe corde sottili, leggere e statiche, e fettucce con moschettoni ultraleggeri delle più svariate forme per specifici utilizzi. Il tutto racchiuso in speciali sacche anatomiche. Il casco è completato da una parabola riflettente, in acciaio inox, funzionante ad acetilene con l'accensione pizoelettrica e corredato da un frontalino elettrico con batteria d'emergenza. L'abbigliamento poi è quanto di più altamente specializzato e sofisticato si possa immaginare.

Si passa da sottotute aderenti ed anticondensa a sopratute termiche e a tenuta d'acqua costruite con particolari materiali ed accorgimenti tecnici ed anatomici. I tessuti sono d'avanguardia, uguali o addirittura superiori come qualità, morbidezza e tenuta al "Gore-Tex". Gli scarponi, preferibilmente senza ganci, devono essere comodi, impermeabili e con la suola in Vibram o in materiale antisdrucciolo. Oggi quindi tutta l'attrezzatura è studiata per rendere confortevole e sicura l'esplorazione da parte dello speleologo, costretto ad agire in un ambiente altamente ostile come la grotta. Ma una volta non era così, e quindi la spedizione dei nostri quattordici giovani di Gazzaniga, avvenuta quasi cinquant'anni fa, nel lontano 1955, acquista veramente un sapore di avventura e di grande impresa e per questo merita di essere raccontata e ricordata!

A.G.

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Articolo p. 26

Una canzone

Dalla circolare n° 5 – agosto 1955

Al rifugio Contrin la Marmolada esce dalle nebbie e i cantori della SAT le rivolgono, da un pulpito di roccia, la più reverente delle preghiere.

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Testo rivisto sull’originale

Aldo Belotti

Una canzone DALLA CIRCOLARE N° 5 - AGOSTO 1955 Aldo Belotti

Nella sera d'estate in cui arrivai con un amico al Rifugio Contrin, nel gruppo della Marmolada, c'era poca gente sul piazzale del rifugio. Un paio di tedeschi occupatissimi a meditare su chissà quale problema, un bambino più biondo del sole, una ragazza che fumava, seduta sui gradini di pietra. Poco distanti, sopra un roccione che si protendeva verso la valle, come un pulpito nella navata di una chiesa, un gruppo di giovanotti. Avevamo camminato molto quel giorno; la cordiale accoglienza del custode e soprattutto la certezza che il temporale avrebbe portato bel tempo per l'indomani ci misero d'ottimo umore e in così buona disposizione d'animo, da farci considerare come "già nel sacco" l'ascensione che avevamo in programma per il giorno seguente.

Il rifugio era bello e ci sentivamo forti, felici. Uscii fischiettando sul piazzale… Un sogno, il più bello dei sogni non saprà mai ripropormi l'irreale spettacolo di quella sera: con la lucentezza di un lampo nella notte d'estate, con la maestosità di una cattedrale che lancia le sue guglie verso il cielo, con la potenza di un'onda che dilaga, vidi nascere la Marmolada. Sempre dal nulla, per un rabbioso colpo di vento che spazzando le nebbie del temporale la lasciò sospesa nel cielo di turchese ad ardere dell'ultimo sole. La grande montagna era sola, al di sopra di tutto e di tutti, inghirlandata dalla sua cornice di ghiaccio.

I grandi pini neri, chinando il loro capo possente sotto la carezza del vento, la adoravano; la sua immobilità e la sua potenza si staccavano nette, impetuose, contro i banchi di nebbia iridescente che navigavano alla base dell'enorme parete. Un'ondata tumultuosa di sentimenti invase il mio animo: pensai alla magnificenza del creato, di cui quell'irreale bastione fiammeggiante era l'espressione più pura, più alta… pensai all'eternità… Volli piangere, gridare; volli adorare la potenza della natura, la meraviglia della montagna. E qualcuno pregò. Da una voce lenta, lontana, quasi un sospiro nel silenzio, nacque un suono che rimase sospeso nell'aria, e divenne accordo, e si allargò, e si elevò, e carezzando i pini, le pareti, le vette, raggiunse le nubi…il Cielo.

Davanti ad un altare quale nessun architetto saprà mai costruire, udii la più dolce, la più reverente delle preghiere: una canzone. Tanto irreale era lo spettacolo della montagna, che quel canto non mi sembrò un'armonia di voci umane: era cornice e parte essenziale insieme al miracolo della natura, completo ed espressione della montagna; era la montagna stessa. I cantori della SAT, convenuti chissà come al rifugio Contrin, da un pulpito di roccia che si impennava sulla valle profonda, cantarono alle Dolomiti il loro amore, la loro devozione. Accordi bassi ed ovattati… cadenze lente, melanconiche… E l'eco di quel canto giù, nel buio della valle. Lontano, dalla Forcella del Sassolungo, una fumata di candida nebbia saliva ad incensare il cielo.

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Articolo p. 27

Qualcosa è rimasto

Dal giornalino del 40° – giugno 1992

Quattro date fuori ordine — 1952, 1970, 1958, 1974/75, 1992 — raccontano la nascita del gruppo di montagna e della sottosezione CAI di Gazzaniga.

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Testo rivisto sull’originale

Francesco Baitelli

Qualcosa è rimasto DAL GIORNALINO DEL 40° - GIUGNO 1992 Francesco Baitelli

(1952): Il gruppo di amici si è ritrovato al laboratorio del Pólet (Maffeis Ippolito). Mentre si lavora, si discorre della Croce in tubi da posare la domenica successiva sul Pizzo Recastello. Da un anno e più quasi tutte le domeniche si trascorrono in montagna e la Croce è un modo per ricordare agli amici che verranno il nostro amore per le montagne. (1970): Di solito il dopo-consiglio si trascorre al bar da Armando (sede della Recastello). L'argomento del gruppo di amici è la formazione di una Sottosezione del C.A.I. a Gazzaniga. I tempi sembrano maturi: il gruppo degli appassionati di montagna è cresciuto di anno in anno, ma gli approcci con i dirigenti della Sezione sono negativi, anche perché, essendo il nostro un gruppo di giovani, non abbiamo trovato appoggio negli anziani e forse il momento non è dei più propizi.

(1958): Riunione di Consiglio della Recastello; secondo punto all'ordine del giorno: la posa della nuova Croce sul Pizzo Recastello per sostituire quella vecchia, ormai piuttosto malandata. Il venerdì successivo in sede sono molti gli appassionati presenti, sia del vecchio gruppo che delle nuove leve. Si organizza il trasporto della Croce distribuendo i carichi ai vari gruppi. Così per due domeniche si raggiunge la vetta, vecchi e giovani insieme, e dopo il lavoro, nei momenti di riposo, si parla di montagna o si canta qualche canzone. (1974 - 75): Il gruppo di appassionati della montagna è sempre più numeroso; alcuni amici si sono separati e svolgono attività in modo autonomo ed in gruppi diversi, ma si ritrovano a turno per svolgere il programma sociale.

Lunghe escursioni, qualche salita impegnativa, sempre seguite da molti appassionati. L'attività è ormai cresciuta notevolmente; è il momento di ritentare con la richiesta di una Sottosezione del C.A.I.. Le firme dei soci C.A.I…. la buona accoglienza in Sezione…l'assemblea costitutiva…il primo direttivo. Alla prima riunione del direttivo un solo consigliere non è socio della Recastello; si discute sull'autonomia della Sottosezione e si è certi che prima o poi… (1992): Sono trascorsi parecchi anni e qualcosa è cambiato: alla riunione dell'ultimo direttivo solo quattro consiglieri del C.A.I. Gazzaniga sono anche soci della Recastello.

La Sottosezione, come giustamente si era previsto, ha ampliato le sue attività di gruppo e sociali e si è resa sempre più autonoma; inoltre il gruppo di amanti della montagna è in continua espansione e non solo in Gazzaniga. Sono trascorsi quarant'anni, ma qualcosa è rimasto invariato: lo spirito che li anima e li unisce è sempre lo stesso di allora, è LA PASSIONE DI ANDARE LASSU'.

Pagina 27 del libro, associata a “Qualcosa è rimasto”
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03

Appunti in vetta

Angelo Ghisetti ha riletto tutti i quaderni delle firme del Recastello e ne ha scelto le voci più belle: preghiere, dichiarazioni d’amore, battute e ricordi di chi non c’è più.

Articolo p. 30

Appunti in vetta

Cinquant’anni di quaderni delle firme lasciati ai piedi della croce, riletti e scelti uno a uno: schegge di poesia dettate dalla fatica e dall’amore per la montagna.

Leggi il testo completo p. 30

Testo rivisto sull’originale

Angelo Ghisetti

Appunti in vetta

Rileggendo l'opuscolo pubblicato in occasione del quarantesimo di fondazione, ho trovato alla fine l'articolo intitolato: "Dalla vetta…a noi". Si tratta di spunti tolti, a cura del socio Fausto Bonaldi, dagli scritti lasciati sui quaderni delle firme posti sul Recastello. Egli aveva riportato alcune testimonianze, fino al 1990, corredandole inoltre con gustosi commenti personali. L'idea mi è parsa simpatica, così anch'io ho riletto tutti i quaderni annotando man mano altri appunti, oltre a quelli che già Fausto aveva trascritti. Ed ecco riassunti qui 50 anni di impressioni, emozioni, sfoghi, gioie e dolori. Contrariamente alla precedente edizione però non ho voluto commentare gli scritti.

Alcuni sono composti solamente dalle firme o da poche parole, altri da brevi pensieri o da saggi poetici, altri ancora da succinti racconti. In tutti traspare la gioia della conquista della vetta. Così ho scelto quelli che a me sono apparsi più significativi ed originali. Sono schegge di poesia dettate dal cuore, dalla fatica, dall'amore verso Dio, verso il prossimo e verso la montagna. Ai lettori il compito di assaporarli.

Pagina 30 del libro, associata a “Appunti in vetta”
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04

Cenni storici

La spina dorsale del libro: chi ha fondato la società, chi l’ha guidata, come sono state issate le due croci e come sono stati festeggiati gli anniversari.

Articolo p. 42

I fondatori e la sede

I dodici soci fondatori ritratti insieme al presidente, al presidente onorario e al socio onorario, e la sede inaugurata in Largo Tenente Cortinovis.

Leggi il testo completo p. 42

Testo rivisto sull’originale

Redazione Recastello

I fondatori

La sede

I soci fondatori della Recastello ritratti insieme
I fondatori, con il presidente Adriano Maffeis, il presidente onorario Nino Nosari e il socio onorario Fausto Bonaldi. Originale: p. 42
Inaugurazione della sede sociale in Largo Tenente Cortinovis
5 aprile 1975: l’inaugurazione della sede in Largo Tenente Cortinovis. Originale: p. 42
Pagina 42 del libro, associata a “I fondatori e la sede”
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Articolo p. 43

I presidenti

Pierino Pievani, morto a vent’anni al Cimon della Bagozza; Nino Nosari; Fernando Maffeis, tessera numero uno; e Adriano Maffeis, presidente ininterrottamente dal 27 ottobre 1959.

Leggi il testo completo p. 43

Testo rivisto sull’originale

Redazione Recastello

I presidenti

PIERINO PIEVANI Fu il primo presidente della "Recastello". Studente del 3° corso di Medicina, periva tragicamente durante un'escursione al Cimon della Bagozza il 2 Agosto 1953. E' suo il pensiero che è riproposto sulle tessere sociali.

NINO NOSARI Presidente dal 1954 al 1957, fin quando si trasferì da Gazzaniga per motivi professionali. Gestì con squisite doti umane e morali i primi difficili anni di evoluzione della Società ed i problemi che si evidenziavano per la graduale presa della Recastello nel contesto di Gazzaniga e dei paesi limitrofi. Ancora oggi è Presidente Onorario.

FERNANDO MAFFEIS Tessera n. 1 di nome e di fatto. Egli fu il riferimento sicuro per i Soci Fondatori che agli inizi dovettero ricorrere a tutta la loro intelligenza ed entusiasmo per crearsi un loro spazio nella realtà della Gazzaniga sportiva e non. Guidò i primi anni della Recastello con volontà e idee, sia che i compiti fossero da presidente, da segretario, da cassiere, da accompagnatore, da factotum. Nel 1958 e 1959 venne eletto Presidente effettivo fin quando lasciò Gazzaniga per motivi di lavoro.

ADRIANO MAFFEIS Presidente in carica ininterrottamente dal 27 ottobre 1959. Ha gestito le trasformazioni ed i progressi più significativi della Recastello per più di 40 anni sia nel campo organizzativo che in quello agonistico e ricreativo. Assente da Gazzaniga per impegni professionali dal 1964 al 1992, ha continuato a svolgere attivamente il proprio compito, facendo in modo che la lontananza non si sia mai avvertita.

Pagina 43 del libro, associata a “I presidenti”
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Documento pp. 44–46

50 anni di cariche sociali

Dal 1953 al 2002, anno per anno: presidenti, vice presidenti, segretari, cassieri e consiglieri, più l’elenco dei soci fondatori e aggregati.

Leggi il testo completo pp. 44–46

Testo rivisto sull’originale

Archivio sociale

Data di fondazione: 16 Agosto 1952 50 ANNI DI CARICHE SOCIALI

Soci fondatori: Maffeis Fernando – Baitelli Francesco – Bonazzi Gianfranco – Brignoli Giacomo – Guerini Egidio – Gusmini Arnaldo – Gusmini Enzo – Gusmini Servilio – Maffeis Ippolito – Sofisti Clemente – Terruzzi Agostino – Terruzzi Luigi.

Aggregati: Foglio Gerardo – Maffeis Adriano – Merelli Giuseppe – Peracchi Giovanni – Sabotti Gian Angelo.

1953 — Pievani Pierino | Carminati Ermanno | Maffeis Fernando | Baitelli Francesco | Gusmini Arnaldo, Magni Giovanni, Morandi Flaviano, Peracchi Giovanni, Peracchi Mauro, Pezzera Cesare, Terruzzi Agostino. 1954 — Nosari Nino | Maffeis Emilio | Maffeis Fernando | Baitelli Francesco | Carminati Ermanno, Ghilardini Valerio, Maffeis Adriano, Magni Giuseppe, Pezzera Cesare, Terruzzi Agostino. 1955 — Nosari Nino | Maffeis Emilio | Bonaldi Fausto, Maffeis Fernando | Maffeis Adriano | Baitelli Francesco, Carminati Ermanno, Ghilardini Valerio, Maffeis Guerino, Martinelli Armando, Pezzera Cesare, Terruzzi Agostino, Terruzzi Luigi.

1956 — Nosari Nino | Maffeis Emilio | Maffeis Adriano | Bonaldi Fausto | Baitelli Francesco, Bonomi Cornelio, Bonomi Piero, Martinelli Armando, Maffeis Fernando, Radaelli Lodovico, Zenti Mario. 1957 — Nosari Nino | Maffeis Fernando | Maffeis Adriano, Bonaldi Fausto | Baitelli Francesco | Bonomi Cornelio, Facchinetti Gino, Gusmini Arnaldo, Martinelli Armando, Peracchi Giovanni, Pezzera Cesare, Terruzzi Agostino, Terruzzi Luigi. 1958 — Maffeis Fernando | Facchinetti G., Pezzera C. | Bonaldi Fausto | Baitelli Francesco | Gusmini Arnaldo, Maffeis Adriano, Marchesi Tarcisio, Martinelli Armando, Peracchi Giovanni, Terruzzi Agostino, Terruzzi Luigi.

1959 — Maffeis Fernando | Facchinetti Gino | Maffeis Guerino | Baitelli Francesco | Bonomi Cornelio, Carminati Ermanno, Gusmini Arnaldo, Maffeis Adriano, Martinelli Armando, Peracchi Giovanni, Pezzera Cesare, Terruzzi Agostino, Terruzzi Luigi. 1960 — Maffeis Adriano | Facchinetti Gino | Maffeis Guerino | Baitelli Francesco | Cagnoni Angelo, Carminati Ermanno, Gaeni Tarcisio, Gusmini Arnaldo, Maffeis Mario, Martinelli Armando, Pezzera Cesare, Terruzzi Agostino, Terruzzi Luigi. 1961 — Maffeis Adriano | Martinelli Armando | Maffeis Mario | Baitelli Francesco | Cagnoni Angelo, Carminati Ermanno, Facchinetti Gino, Gaeni Tarcisio, Gusmini Arnaldo, Maffeis Guerino, Martinelli Armando, Terruzzi Agostino, Terruzzi Luigi.

1962 — Maffeis Adriano | Terruzzi Agostino | Maffeis Mario | Baitelli Francesco | Bonaldi Mario, Brignoli Giacomo, Cagnoni Angelo, Gaeni Tarcisio, Carminati Ermanno, Gusmini Arnaldo, Maffeis Guerino, Magri Gianni, Martinelli Armando, Pezzera Cesare. 1963 — Maffeis Adriano | Martinelli Armando | Maffeis Mario | Baitelli Francesco | Bonaldi Mario, Brignoli Giacomo, Cagnoni Angelo, Gaeni Tarcisio, Ghisetti Claudio, Gusmini Arnaldo, Maffeis Guerino, Magri Gianni, Peracchi Giovanni. 1964 — Maffeis Adriano | Martinelli Armando | Maffeis Mario | Baitelli Francesco | Bonaldi Mario, Brignoli Giacomo, Cagnoni Angelo, Gaeni Tarcisio, Ghisetti Claudio, Gusmini Arnaldo, Maffeis Guerino, Peracchi Giovanni, Sofisti Clemente.

1965 — Maffeis Adriano | Maffeis Guerino | Maffeis Mario | Baitelli Francesco | Bonaldi Mario, Brignoli Giacomo, Cagnoni Angelo, Cassera Franco, Gaeni Tarcisio, Ghisetti Claudio, Gusmini Arnaldo, Martinelli Armando, Sofisti Luciano. 1966 — Maffeis Adriano | Maffeis Guerino | Maffeis Mario | Baitelli Francesco | Belotti Luigi, Bonaldi Mario, Cassera Franco, Gaeni Tarcisio, Giussani Pino, Gusmini Arnaldo, Maffeis Giulio, Martinelli Armando, Peracchi Giovanni.

1967 — Maffeis Adriano | Maffeis Guerino | Maffeis Mario | Baitelli Francesco | Bonaldi Carlo, Bonaldi Mario, Cassera Franco, Ghisetti Claudio, Gusmini Arnaldo, Maffeis Giulio, Maffeis Mario, Perini Gianni, Pirovano Valerio. 1968 — Maffeis Adriano | Maffeis Guerino | Maffeis Mario | Baitelli Francesco | Baleri Emanuele, Bonomi Cornelio, Cassera Franco, Giussani Pino, Ghisetti Claudio, Gusmini Arnaldo, Gusmini Pietro, Maffeis Giulio, Pirovano Valerio. 1969 — Maffeis Adriano | Gusmini Pietro | Maffeis Mario | Baitelli Francesco | Bonaldi Mario, Carminati Achille, Cassera Franco, Ghisetti Claudio, Gusmini Arnaldo, Maffeis Giulio, Maffeis Guerino, Perolari Dino, Pirovano Valerio.

1970 — Maffeis Adriano | Gusmini Pietro | Maffeis Mario | Baitelli Francesco | Baleri Emanuele, Bonaldi Mario, Carminati Achille, Gusmini Arnaldo, Maffeis Giulio, Maffeis Guerino, Perini Abele, Perolari Dino, Pirovano Valerio. 1971 — Maffeis Adriano | Perolari Dino | Maffeis Mario | Baitelli Francesco | Biasetto Attilio, Bonaldi Mario, Bonomi Cornelio, Ghisetti Claudio, Gusmini Arnaldo, Gusmini Pietro, Maffeis Giulio, Maffeis Giuseppe, Maffeis Mario, Peracchi Giovanni, Perini Abele. 1972 — Maffeis Adriano | Perolari Dino | Maffeis Mario, Belloni Gian Franco | Baitelli Francesco | Biasetto Attilio, Bonaldi Mario, Bonomi Cornelio, Ghisetti Claudio, Gusmini Arnaldo, Maffeis Giulio, Maffeis Giuseppe, Maffeis Mario, Peracchi Giovanni, Perini Abele, Pirovano Valerio.

1973 — Maffeis Adriano | Perolari Dino | Belloni Gian Franco | Baitelli Francesco | Bonaldi Mario, Bonomi Cornelio, Bonomi Sergio, Ghisetti Claudio, Gusmini Arnaldo, Maffeis Giulio, Maffeis Giuseppe, Maffeis Mario, Martinelli Franco, Perini Abele, Pirovano Valerio. 1974 — Maffeis Adriano | Pirovano Valerio | Belloni Gian Franco | Baitelli Francesco | Bonaldi Mario, Bonomi Cornelio, Bonomi Sergio, Coronini Guido, Ghisetti Claudio, Gusmini Arnaldo, Maffeis Giulio, Maffeis Giuseppe, Maffeis Mario, Perini Abele, Perolari Dino. 1975 — Maffeis Adriano | Pirovano Valerio | Maffeis Giulio | Baitelli Francesco | Bonaldi Mario, Bonomi Cornelio, Bonomi Sergio, Coronini Guido, Gusmini Arnaldo, Maffeis Giuseppe, Maffeis Mario, Martinelli Bruno, Perini Abele, Perolari Dino.

1976 — Maffeis Adriano | Pirovano Valerio | Baitelli Francesco | Coronini Guido | Aresi Mario, Bonaldi Mario, Bombardieri Vincenzo, Ghisetti Claudio, Gusmini Arnaldo, Maffeis Giulio, Maffeis Giuseppe, Martinelli Franco, Martinelli Sergio, Minelli Anna, Perini Abele. 1977 — Maffeis Adriano | Pirovano Valerio | Baitelli Francesco | Coronini Guido | Aresi Mario, Bonaldi Mario, Bombardieri Vincenzo, Gaeni Artemide, Ghisetti Claudio, Ghisetti Michele, Gusmini Arnaldo, Maffeis Giulio, Martinelli Franco, Martinelli Sergio, Minelli Anna. 1978 — Maffeis Adriano | Pirovano Valerio | Baitelli Francesco | Coronini Guido | Aresi Mario, Bonaldi Mario, Bombardieri Vincenzo, Ghisetti Claudio, Ghisetti Michele, Gusmini Arnaldo, Maffeis Giulio, Martinelli Franco, Martinelli Sergio, Minelli Anna, Ruffini Gian Maria.

1979 — Maffeis Adriano | Maffeis Guerino | Baitelli Francesco | Coronini Guido | Aresi Mario, Bonaldi Mario, Bombardieri Vincenzo, Gaeni Artemide, Ghisetti Claudio, Gusmini Arnaldo, Maffeis Giulio, Maffeis Paolo, Minelli Anna, Pirovano Valerio, Ruffini G. Maria. 1980 — Maffeis Adriano | Maffeis Guerino | Maffeis Paolo | Coronini Guido | Anesa Giuseppe, Aresi Mario, Baitelli Francesco, Bonaldi Mario, Bonaldi Roberto, Gaeni Artemide, Gusmini Arnaldo, Maffeis Giulio, Magni Dario, Minelli Anna, Pirovano Valerio. 1981 — Maffeis Adriano | Maffeis Guerino | Maffeis Paolo, Sessantini Maria Rosa | Coronini Guido | Anesa Giuseppe, Aresi Mario, Baitelli Francesco, Bonaldi Mario, Bonaldi Roberto, Gusmini Arnaldo, Maffeis Giulio, Magni Dario, Merla Luciano, Minelli Anna, Ruffini Gian Maria.

1982 — Maffeis Adriano | Maffeis Guerino | Sessantini Maria Rosa | Coronini Guido | Anesa Giuseppe, Baitelli Francesco, Bonaldi Mario, Bonaldi Roberto, Gaeni Artemide, Gusmini Arnaldo, Maffeis Giulio, Martinelli Sergio, Merla Luciano, Minelli Anna, Pirovano Valerio. 1983 — Maffeis Adriano | Maffeis Guerino | Sessantini Maria Rosa | Coronini Guido | Anesa Giuseppe, Baitelli Francesco, Bonaldi Mario, Gaeni Artemide, Gusmini Arnaldo, Maffeis Giulio, Martinelli Sergio, Merla Luciano, Minelli Anna, Pirovano Valerio, Ruffini G. Maria.

1984 — Maffeis Adriano | Maffeis Giulio | Sessantini Maria Rosa | Coronini Guido | Anesa Giuseppe, Baitelli Francesco, Bonaldi Mario, Gusmini Arnaldo, Gusmini Cornelio, Maffeis Guerino, Merla Luciano, Minelli Anna, Pirovano Valerio, Rottigni Enrico, Torchitti Vittorio. 1985 — Maffeis Adriano | Maffeis Guerino | Sessantini Maria Rosa | Coronini Guido | Anesa Giuseppe, Aresi Mario, Baitelli Francesco, Baitelli Giuseppe, Caccia Marino, Gusmini Arnaldo, Gusmini Cornelio, Maffeis Giulio, Merla Luciano, Minelli Anna, Ruffini Gian Maria. 1986 — Maffeis Adriano | Merla Luciano | Sessantini Maria Rosa | Coronini Guido | Anesa Giuseppe, Baitelli Francesco, Baitelli Giuseppe, Caccia Marino, Gusmini Arnaldo, Gusmini Cornelio, Maffeis Giulio, Gusmini Giuseppe, Maffeis Guerino, Martinelli Sergio, Minelli A. 1987 — Maffeis Adriano | Merla Luciano | Sessantini Maria Rosa | Coronini Guido | Anesa Giuseppe, Baitelli Francesco, Baitelli Giuseppe, Caccia Marino, Gusmini Arnaldo, Gusmini Cornelio, Maffeis Guerino, Maffeis Giulio, Gusmini Giuseppe, Santini Giordano, Sassi Giovanni.

1988 — Maffeis Adriano | Merla Luciano | Sessantini Maria Rosa | Coronini Guido | Anesa Giuseppe, Baitelli Francesco, Baitelli Giuseppe, Caccia Marino, Gusmini Arnaldo, Gusmini Cornelio, Gusmini Giuseppe, Martinelli Sergio, Maffeis Guerino, Maffeis Giulio, Merelli Peter. 1989 — Maffeis Adriano | Merla Luciano | Sessantini Maria Rosa | Coronini Guido | Anesa Giuseppe, Baitelli Giuseppe, Caccia Marino, Gusmini Arnaldo, Gusmini Cornelio, Gusmini Giuseppe, Maffeis Guerino, Maffeis Giulio, Magni Angelo, Martinelli Sergio, Merelli Peter. 1990 — Maffeis Adriano | Baitelli Giuseppe | Sessantini Maria Rosa | Coronini Guido | Anesa Giuseppe, Caccia Marino, Gusmini Arnaldo, Gusmini Cornelio, Maffeis Camillo, Maffeis Guerino, Maffeis Giulio, Magni Angelo, Merelli Peter, Merla Luciano, Peracchi Bruno.

1991 — Maffeis Adriano | Maffeis Camillo | Sessantini Maria R., Maffeis Cristina | Coronini Guido | Anesa Giuseppe, Baitelli Giuseppe, Caccia Marino, Gusmini Arnaldo, Gusmini Cornelio, Maffeis Guerino, Maffeis Giulio, Magni Angelo, Merelli Peter, Merla Luciano, Ruffini Gian Maria. 1992 — Maffeis Adriano | Baitelli Giuseppe | Sessantini Maria Rosa | Coronini Guido | Anesa Giuseppe, Caccia Marino, Cortinovis Michele, Ghilardini Bruno, Gusmini Arnaldo, Gusmini Cornelio, Maffeis Cristina, Maffeis Guerino, Maffeis Giulio, Magni Angelo, Merelli Peter. 1993 — Maffeis Adriano | Merla Luciano | Sessantini Maria R., Guerini Raffaella | Coronini Guido | Anesa Giuseppe, Caccia Marino, Cortinovis Michele, Ghilardini Bruno, Gusmini Cornelio, Maffeis Guerino, Maffeis Giulio, Magni Angelo, Merelli Peter.

1994 — Maffeis Adriano | Merla Luciano | Sessantini Maria Rosa, Guerini Raffaella | Coronini Guido | Anesa Giuseppe, Bassanelli Ruggero, Caccia Marino, Cortinovis Michele, Ghilardini Bruno, Gusmini Arnaldo, Gusmini Cornelio, Maffeis Guerino, Maffeis Giulio, Magni Angelo, Merelli Peter, Salvi Gian Luigi. 1995 — Maffeis Adriano | Merla Luciano | Sessantini Maria R., Guerini Raffaella | Coronini Guido | Anesa Giuseppe, Caccia Marino, Cortinovis Michele, Ghilardini Bruno, Gusmini Arnaldo, Lanfranchi Marika, Maffeis Guerino, Maffeis Giulio, Merelli Peter, Pezzera Sergio. 1996 — Maffeis Adriano | Merla Luciano | Sessantini Maria R., Guerini Raffaella | Coronini Guido | Anesa Giuseppe, Bombardieri Luigi, Bonomi Giuseppe, Caccia Marino, Cortinovis Michele, Ghilardini Bruno, Gusmini Arnaldo, Lanfranchi Marika, Maffeis Guerino, Maffeis Giulio, Pezzera Sergio.

1997-1998 — Maffeis Adriano | Merla Luciano | Sessantini Maria R., Guerini Raffaella | Coronini Guido | Anesa Giuseppe, Bombardieri Luigi, Bonaldi Mario, Caccia Marino, Ghilardini Bruno, Gusmini Arnaldo, Lanfranchi Marika, Maffeis Guerino, Maffeis Giulio, Merelli Peter, Pezzera Sergio. 1999-2000 — Maffeis Adriano | Merla Luciano | Sessantini Maria R., Guerini Raffaella | Coronini Guido | Anesa Giuseppe, Bonaldi Mario, Caccia Marino, Cortinovis Michele, Ghilardini Bruno, Gusmini Arnaldo, Maffeis Giulio, Merelli Peter, Tripodi Rocco, Pezzera Sergio. 2001-2002 — Maffeis Adriano | Merla Luciano | Sessantini Maria R., Guerini Raffaella | Coronini Guido | Anesa Giuseppe, Bernardi Lorenzo, Bonaldi Mario, Bonomi Giuseppe, Caccia Marino, Ferrari Emilio, Ghilardini Bruno, Gusmini Arnaldo, Maffeis Giulio, Maffeis Guerino, Merelli Peter, Pezzera Sergio.

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Articolo pp. 47–48

16 agosto 1952: la prima croce

La prima croce sul Pizzo Recastello, piccola e semplice, benedetta dal curato di Cene, e i versi scritti per l’occasione dal presidente onorario.

Leggi il testo completo pp. 47–48

Testo rivisto sull’originale

Redazione Recastello, con una poesia di Nino Nosari

La prima croce sul Recastello (mt. 2888) fu posata il 16 agosto 1952. Era una croce piccola, semplice, ma ricca di significati e posata con entusiasmo e gioia. Fu benedetta dall'allora Curato di Cene don Alessandro Manzoni. Il nostro Presidente Onorario, Prof. Nino Nosari, scrisse per l'occasione questa poesia che riassume in brevi righe la felicità e la gioia della conquista.

IN VETTA AL RECASTELLO

E se una croce avrai, più bella sarà la tua vetta, Recastello. Più facile sarà il salire fino a te, serena la sosta alla sua ombra. E traguardo finale e pace avrà il cuore inquieto dai battiti lenti nella cupa valle. Sangue avrà il corpo, nelle vene: vigore nelle membra già stanche. Non più passi. Senza ostacoli sarà la strada né sudore sul viso, ma solo il tuo amore ci farà contenti, oltre il tempo. Solo spazi infiniti. E silenzi: all'ombra della tua croce, Recastello.

L'attuale croce sul Recastello fu posata il 14 settembre 1958. E' una croce molto più grande e più bella della precedente. Fu benedetta dall'allora Curato dell'Oratorio di Gazzaniga don Gildo Rizzi.

* * *

In quel tempo apparvero due scritti sull'argomento e poiché entrambi interpretano felicemente l'avvenimento, vengono riproposti integralmente a testimonianza di quell'evento.

LA NUOVA CROCE - 14 SETTEMBRE 1958 (Fausto Bonaldi)

Da tempo i giovani de "La Recastello" accarezzavano un loro sogno: elevare sulla vetta del Pizzo Recastello una croce più grande

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Articolo pp. 48–50

La nuova croce, 14 settembre 1958

Due cronache dello stesso giorno: la messa in vetta nella festa dell’esaltazione della Croce, e il racconto scanzonato di due domeniche di trasporti, cemento e vino.

Leggi il testo completo pp. 48–50

Testo rivisto sull’originale

Fausto Bonaldi e Mario Maffeis

IN VETTA AL RECASTELLO

E se una croce avrai, più bella sarà la tua vetta, Recastello. Più facile sarà il salire fino a te, serena la sosta alla sua ombra. E traguardo finale e pace avrà il cuore inquieto dai battiti lenti nella cupa valle. Sangue avrà il corpo, nelle vene: vigore nelle membra già stanche. Non più passi. Senza ostacoli sarà la strada né sudore sul viso, ma solo il tuo amore ci farà contenti, oltre il tempo. Solo spazi infiniti. E silenzi: all'ombra della tua croce, Recastello.

La nuova croce sul Pizzo Recastello nel 1958
14 settembre 1958: la nuova croce, appena ultimata e verniciata. Originale: p. 49

L'attuale croce sul Recastello fu posata il 14 settembre 1958. E' una croce molto più grande e più bella della precedente. Fu benedetta dall'allora Curato dell'Oratorio di Gazzaniga don Gildo Rizzi.

* * *

In quel tempo apparvero due scritti sull'argomento e poiché entrambi interpretano felicemente l'avvenimento, vengono riproposti integralmente a testimonianza di quell'evento.

LA NUOVA CROCE - 14 SETTEMBRE 1958 (Fausto Bonaldi)

Da tempo i giovani de "La Recastello" accarezzavano un loro sogno: elevare sulla vetta del Pizzo Recastello una croce più grande

e più maestosa di quella ivi esistente. Nel 1952 un gruppo di Recastellini aveva innalzato una piccola croce su questa cima. Ma i giovani di allora si erano fatti grandi, uomini, e la croce non poteva rimanere sempre la stessa! Anch'Essa reclamava, voleva crescere… e venne accontentata. Venne presentato al Consiglio il progetto della nuova croce; approvato all'unanimità, si passò immediatamente alla realizzazione. Si superarono molti scogli e ne sanno qualcosa i sigg. Lodovico Gruppi di Fiorano e Ippolito Maffeis (cicli e stufe), l'officina Luigi Facchinetti, i quali per molte sere videro i loro banchi di lavoro invasi da un'orda di seccatori.

14 settembre 1958 – Giornata di sole, di festa, di gioia (e di sudore) per la trentina di soci che pernottarono al Rifugio Curò per essere poi pronti, freschi, alle prime luci dell'alba. C'erano i pesi massimi, i forti della compagnia, che a turno si caricavano sulle robuste spalle pezzi di croce; i medi ed i piuma che duravano fatica con qualche chilo di cemento o un po' d'acqua, ma che con il loro incitamento contribuivano a rendere meno dura la via del Recastello. Tutti raggiunsero la cima. Anche don Gildo superò con baldanza ogni ostacolo per non lasciare mancare il suo appoggio morale a quell'iniziativa. Ore 10: S. Messa.

Che pace, che poesia!… Le parole del celebrante scendevano genuine a toccare un poco tutti. Ricorreva la festa dell'esaltazione della Santa Croce; che coincidenza! I giovani de "La Recastello" innalzarono proprio in tal giorno una croce, testimoniando in modo concreto la bellezza di questo simbolo.

* * *

CRONACA DI UN'AVVENTURA – per chi l'ha vissuta – (Mario Maffeis)

- Il cemento? - L'ho io… - I ferri? - Sono nel mio zaino… - Le corde? - Sono qua dentro… - Il vino? - L'ho io!… - Pure io!… - Io… - Io… - Benissimo… partenza! Così iniziava, la sera di sabato 6 settembre 1958, una tra le più belle avventure che abbia vissuto La Recastello: portare la nuova croce sul Pizzo Recastello! Gazzaniga-Valbondione: in un baleno le moto mangiano i chilometri ed arrivano all'ultimo paese seriano che è già notte inoltrata. Pile alla mano e carichi di un po' di tutto, si sale verso il Rifugio Curò. Mezzanotte: ad uno ad uno entrano nel rifugio i baldi recastellini e le intrepide gentili recastelline, mentre più sotto, sullo strappo dell'ultimo canalino, spasima il sottoscritto che non ha più la forza di sorridere, di parlare, di camminare…; un quarto d'ora dopo però fa il suo trionfale ingresso anch'egli, subito ristorato e… massaggiato. La croce di ferro la stavano portando solo ora dalla galleria del Rifugio Coca, perché chi doveva portarsi avanti nel pomeriggio (e

sì che la moto era una Hustruwestell 97 doppia cc. Postale) ha forato la bobina, sporcato il carter; otturato la gomma della miscela, bagnato i ferodi, rotto il 48x85x6,3 ecc… Nel camerone ci corichiamo, dopo aver centellinato un sorso di vino, e ci addormentiamo ninnati dal silenzio solenne d'alta montagna. Solo qualche centinaio di volte ci svegliano dei rumori, ma tutto ritorna normale. Sveglia prestissimo. Il custode entra di corsa, ma si arresta sulla porta spalancata. Non parla, non riesce… lo vediamo divenir pallido ed uscire barcollando… chissà perché… Tutti saliamo dalla val Cerviera ai ghiaioni del Recastello, lode al merito a quelli carichi e a quelle cariche!

Abbiamo ammirato, salendo, un signor Gruppi grandissimo; saliva proprio da vero alpino e, con un cuore grande così, è arrivato in vetta. Bravissimo! Evviva la penna del 5°! Fuori i ferri, fuori i chiodi, fuori il vino. Ad un certo punto manca l'acqua per la cosiddetta "gettata" in cemento; Giovanni Peracchi e Dino Trapletti ridiscendono un momento fino… in fondo a prenderla. Tutti volevano andarci, ma loro due hanno insistito. Basamento e metà croce sono cosa fatta; arrivederci in vetta domenica 14 per il completamento, e… giù a salti fino in fondo al ghiaione… fino alla Val Cerviera… fino al rifugio…, ciao, ciao, e giù giù fino a Valbondione…, ciao, ciao e giù… no, cioè, alt al ponte delle Seghe.

Un coro di 20 e più recastellini, coi bicchieri colmi di brodo di uva sul tavolo, canta a squarciagola alla bella riuscita della magnifica giornata di sole. Poi… è sera, si monta sulle moto e via alla volta di Gazzaniga.

Sabato 13 settembre. Arriviamo, sempre in moto, a Valbondione e ci incamminiamo subito su per la strada sassosa che porta al Curò. Dopo due ore siamo tutti attorno alla stufa che ci riscalda. E' ora di andare a nanna, ma prima facciamo due chiacchiere col custode e con la sua gentile consorte; essi ci informano che sono lì apposta per servire tutti quelli che arrivano lassù… ecc. Uno di noi insiste nel dire che non si disturbino ecc., ma essi ribadiscono che, se vogliamo dormire, possiamo andare dove vogliamo… anche fuori all'aperto. Tre ore dopo però tutto è calmo. Meno carichi della domenica precedente, saliamo, all'alba del 14 settembre, al Recastello.

Negli zaini ancora un po' di cemento e solamente venti litri di vino. Non si sa mai, se qualcuno si sentisse male… In vetta: velocemente la croce è ultimata, verniciata, e si può celebrare la Messa. Un sole splendente, un bell'azzurro del cielo ed una corona immensa di rocce, di cime, di nevai e di ghiacciai rendono coinvolgente la cerimonia. Vengono aperti gli zaini e divoriamo tutto innaffiando le vivande con vino; alcuni ne bevono più di un litro, pardon, più di un bicchiere e quando tutto è sparito per il canalino… dell'esofago, lasciamo la vetta del nostro caro Pizzo Recastello non senza aver prima firmato il quaderno.

Al rifugio Curò ci volgiamo a guardare il Recastello e subito siamo permeati di gioia e di commozione. In cima, sulla vetta, a quota 2888 luccica, nitida, la nostra croce. Ci guardiamo felici l'un l'altro e ci complimentiamo con chi ha faticato veramente. Ciao, croce del "Recastello", splendi così bella e sii il faro luminoso e motivo di forza in futuro per noi che ti abbiamo piantato ed innalzato, noi della "Recastello"!

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Articolo p. 51

Per te, stella

La frase stampata sulla tessera sociale viene da un’ode di Pierino Pievani: vent’anni dopo diventa un coro a quattro voci a cappella.

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Testo rivisto sull’originale

Mario Maffeis

La nostra tessera

La Recastello - GAZZANIGA (Bergamo) - SOCIO La Recastello - ATLETICA - SCI - CICLISMO Società fondata nel 1952 - AFFILIATA ALLA F.I.S.I. - F.I.D.A.L. - C.S.I. TESSERA DI RICONOSCIMENTO «Per te, stella, continua si batte l'aspra lotta degli uomini con la roccia... ma tu vinci sempre..... e ci racchiudi coi tuoi petali di lana» (Pierino Pievani - 1953) TESSERA N° ___ / Sig. ___ / Abitante in ___ / Via ___ / Anno d'iscrizione ___ / IL SOCIO — IL PRESIDENTE

Per te stella Mario Maffeis

La frase "simbolo" stampata sulla tessera della Recastello è una parte della piccola ode che è stata trovata in un libro di poesie inneggianti alla montagna, scritte dal primo presidente Pierino Pievani. L'ode completa è la seguente:

"Per te stella, continua si batte l'aspra lotta degli uomini con la roccia…ma tu vinci sempre. Per te, noi ci facciamo a colpi di sasso sul muso…e tu ci racchiudi con i tuoi petali di lana. Il mattino odora ancora di notte, sul crinale alto; io possentemente indifeso".

Vent'anni dopo mi è venuta l'ispirazione di musicarla. Ecco così nascere nel 1974 la versione per coro a 4 voci a cappella che qui viene riprodotta.

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Articolo pp. 54–57

25°, 35°, 40°, 45°

La mostra in biblioteca del 1977, il crinale illuminato e i fuochi in vetta del 35°, la fiaccolata a staffetta del 40° e il gruppo di soci in cima per il 45°.

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Testo rivisto sull’originale

Archivio fotografico

25°

35°

La mostra del venticinquesimo nella biblioteca comunale di Gazzaniga
1977: la mostra allestita nella biblioteca comunale per il 25° di fondazione. Originale: p. 54
Angelo Zanotti apre la fiaccolata del quarantesimo
1992: Angelo Zanotti apre la fiaccolata a staffetta Gazzaniga–vetta del Recastello. Originale: p. 56
Un gruppo di soci in vetta per il quarantacinquesimo
Un gruppo di soci festeggia in vetta il 45° di fondazione. Originale: p. 57

40°

45°

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05

Atletica

Cinque titoli italiani, cinque campionati organizzati in casa, cinque leggende — e accanto a loro il lavoro quotidiano sui ragazzi e il settore non vedenti.

Articolo p. 60

Atletica perché?

Dal giornalino del 40° – giugno 1992

Correre, saltare, lanciare come gesti universali: il metro e il cronometro servono a conoscere le proprie attitudini, cioè se stessi.

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Testo rivisto sull’originale

Mario Poletti

Atletica perchè? DAL GIORNALINO DEL 40° - GIUGNO 1992 Mario Poletti

Una risposta unica e semplice a questa domanda non esiste. Si potrebbe iniziare affermando che è un fatto UNIVERSALE: bianchi, neri e gialli; operai e industriali; atei, cristiani e musulmani la praticano. Le differenze di razza, di classe sociale, di religione, svaniscono di fronte al bisogno di ESPRIMERE se stessi attraverso il perfezionamento dei gesti naturali quali correre, saltare e lanciare. Praticare l'atletica è la massima espressione della volontà di mettersi alla prova, di sfidare se stessi, gli altri e le leggi della natura. E il fascino di questa sfida è perenne: è sempre possibile migliorarsi, battere avversari ritenuti migliori, vincere il tempo e lo spazio.

Il metro ed il cronometro permettono di controllare continuamente i propri miglioramenti: conoscere le proprie qualità di Forza, di Velocità, di Resistenza, significa conoscere le proprie attitudini, permettendo di scegliere la specialità più idonea all'esaltazione delle proprie caratteristiche. Praticare l'Atletica vuol dire conoscere le proprie esigenze alimentari, le proprie necessità di riposo, la propria disponibilità mentale a sostenere sforzi e superare ostacoli, il proprio modo di rapportarsi agli altri: in definitiva conoscere se stessi. A questo punto, riproponendoci la domanda "Atletica perché?", potremmo aggiungere e concludere che forse… è per CONOSCERCI.

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Articolo p. 61

Emozioni nell’atletica

Casatenuovo Brianza, notturna: un’ambulanza sposta le transenne, Franco Volpi rientra e vince — e l’abito su misura del primo premio era stato cucito per Ambu.

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Testo rivisto sull’originale

Dino Perolari

Emozioni nell'atletica Dino Perolari

Dopo aver vissuto personalmente indimenticabili emozioni frequentando l'affascinante mondo dell'alpinismo, mai avrei immaginato di provarne altrettante nel seguire dal 1970 al 1975 i "nostri" atleti podisti della Recastello. A tal proposito è doveroso il nostro riconoscimento a questi atleti, giovani e meno giovani, per l'impegno e l'abnegazione profusi nel difendere i colori "ramarro", come lo sono tuttora per gli atleti in attività. Anziché elencare nomi e classifiche, per questo ci sono gli annuari, preferisco ricordare una delle situazioni particolari vissute personalmente ed in modo differente in ogni gara, anche perché non stanno scritte da nessuna parte, se non in quella particolare pagina della mia vita che ha rappresentato questa indimenticabile esperienza sportiva.

Tra le tante ne ricordo una in particolare, in quanto caratterizzata da un lato da una serie di situazioni a dir poco rocambolesche, e dall'altro perché vede protagonista uno degli atleti che ha contribuito in modo determinante a portare la Recastello ai vertici nazionali in ogni tipo di gare e percorsi, vale a dire: Franco Volpi. Veniamo quindi ai fatti. Siamo a Casatenuovo Brianza dove si svolge una corsa nazionale su strada in notturna; la partenza è fissata nella piazza centrale del paese, il percorso presenta parecchi saliscendi; un anello di circa 1500 mt. da percorrere cinque volte. Causa un ingorgo stradale a Ponte San Pietro arriviamo a Casatenuovo pochi minuti prima della partenza, giusto in tempo per scorgere tutti i più forti mezzofondisti in circolazione fra cui Ambu, Cindolo, Ardizzone, Gretter, Amante, Massironi, Bassi ecc… Subito al primo giro si forma un gruppetto composto da una decina di unità, Franco è tra i primi, anche se tende a perdere qualche metro nei tratti pianeggianti per poi recuperare prontamente in salita.

Quando siamo all'ultimo passaggio rimangono in tre a fare l'andatura: Massironi, Ambu ed Ardizzone con Franco ad una quindicina di metri. A questo punto temo che il recupero all'ultima salita non sia più sufficiente, in quanto i tre battistrada posseggono un finale più veloce e purtroppo è tardi per passare alle strategie. Quand'ecco l'imprevisto: un vigile urbano ordina di spostare le transenne sul lato esterno dell'ultima curva, assiepata di spettatori, per far passare un'autoambulanza (se non ricordo male un caso analogo si verificò anche al Tour de France con conseguente vittoria di Ghirotto) poco prima che sopraggiungano i tre fuggitivi.

Rimane quindi un varco tra la gente che Massironi infila tra lo stupore del vigile e le urla della gente. Ambu con la sua corsa a "testa bassa" lo segue di slancio, mentre Ardizzone ha un attimo di esitazione ed il successivo rallentamento permette a Volpi di recuperare terreno e trovarsi tuttavia senza sapere di preciso dove andare. Fortunatamente io sono al posto giusto nel momento giusto per improvvisarmi direttore del traffico urlando come un forsennato: "Franco, a destra, a destra!!". Il traguardo è a circa 100 mt., la vittoria è sua con qualche metro su Ardizzone e Ambu, segue lo sconsolato Massironi che viene "strigliato" dal suo capitano della SNIA (Ambu).

Non ho assistito all'ultimo sprint, ma ricordo la scena finale in cui Franco, subito dopo aver tagliato il traguardo, mi corre incontro felice e mi abbraccia di slancio con conseguente volo a gambe all'aria di entrambi tra le risate e gli applausi del pubblico. Un particolare: alle premiazioni, oltre alla solita coppa, medaglia, ecc…, per il primo classificato una nota sartoria della zona aveva offerto un abito su misura e, sicuri che il vincitore sarebbe stato Ambu, era stato confezionato per lui… (anche perché da un paio di giorni era ospite dagli organizzatori della gara). L'abito rimase a Casatenuovo, perché i pantaloni e le maniche erano troppo corti…, venne successivamente spedito a Brescia opportunamente modificato e… con tante scuse!

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Articolo p. 62

Lettera di una moglie e mamma

Dall’“vieni anche tu?” del 1977 alle gare della figlia Cristina: come una famiglia entra dentro una società sportiva e ci resta.

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Testo rivisto sull’originale

Donatella Marinoni

Lettera di una moglie e mamma Donatella Marinoni

Della Recastello io non conoscevo l'esistenza, se non dopo il mio primo "incontro" con l'allora giovanotto Luciano, avvenuto nel 1977. La prima volta che lo vidi vestire i colori verde-bianco della Società fu in occasione del giro del "LO", organizzato nel mese di agosto per le vie di Rovetta con arrivo al campo-giochi. Fu il primo approccio con l'atletica che fino ad allora avevo seguito poco, fatta eccezione per alcune manifestazioni viste in televisione. Da allora molte sono state le occasioni per seguire e conoscere meglio questa disciplina. Luciano mi chiamava al telefono: "Vieni anche tu?" mi diceva, "sempre se vuoi," continuava.

Io, attratta più dalla persona che dal fatto sportivo, acconsentivo, anche perché questo era il modo migliore per conoscere "lui" e la "sua passione". Giorno dopo giorno mi sono pian piano appassionata anch'io, anche se di tempi e di risultati ne capivo ancora poco. In seguito però ho imparato a conoscere i vari atleti, Pasini, Merelli, Quistini, Bassanelli, ecc. e a capire solamente dai loro sguardi se avevano conseguito o meno un buon piazzamento. Dopo la nascita di Cristina ho continuato a seguire quanto succedeva, ma in modo indiretto carpendo ciò che veniva detto a casa da Luciano al rientro dalle competizioni.

A volte lo vedevo soddisfatto, altre un po' deluso a seconda dei piazzamenti, ma sempre entusiasta e più che mai deciso a non rinunciare al suo ruolo di coordinatore della squadra. Io, come moglie, capisco bene questo suo desiderio e non credo d'averlo mai ostacolato anche quando, con la bambina piccola, un aiuto in casa mi sarebbe stato prezioso. Gli anni passano ed ora mi trovo con la bambina cresciuta che, seguendo le orme del papà, sembra pure lei appassionata di atletica. Sono felice di questo, perché penso che lo sport aiuti a formare il carattere. Infatti si deve accettare il confronto con gli altri e non abbattersi per una sconfitta.

Devo confessare che le prime volte che assistevo alle gare di Cristina, nel vederla arrivare con i conati stavo male anch'io, ma nascondevo l'emozione e cercavo di non darlo a vedere. Questa fase fortunatamente ora è superata. Spero solo che Cristina continui a correre, perché ormai ha anche instaurato un buon rapporto di amicizia con Francesca. Lo sport aiuta quindi a stare insieme accettandosi per quel che si è e dando quello che si ha. Se questi sono i risultati, auguro alla Recastello molti e molti anni di vita e di soddisfazioni.

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Articolo p. 63

Vocazione... tardiva, ma vocazione!

Tesserato da bambino e spedito a un corso di sci a Zambla, trent’anni dopo passa da spettatore ad atleta e chiede alla società di puntare sui ragazzi.

Leggi il testo completo p. 63

Testo rivisto sull’originale

Carlo Magni

Vocazione... tardiva, ma vocazione! Carlo Magni

Ero ancora un bambino quando mio padre Nino mi parlò per la prima volta de "La Recastello". Non ricordo con precisione cosa mi disse, ma certamente aveva a che fare con la montagna, visto che negli anni '50 i miei genitori si erano stabiliti a Vilminore di Scalve. Papà mi raccontava spesso delle escursioni fatte nella zona percorrendo gli impervi sentieri che portavano alla tristemente famosa Diga del Gleno, in particolare per le battute di caccia allo stambecco, ma anche di quel gruppo di amici che decisero nel 1952 di costituire la società. Una volta, e di questo sono sicuro, nominò Pierino Pievani e l'ormai celeberrima poesia riportata sulla tessera.

Così, senza saperlo, mi ritrovai iscritto (nel lontano 1975) a tale società e scaraventato sulle piste di Zambla per un corso di sci che rimane tra gli incubi della mia infanzia. Da allora passare in negozio dal Curunì a rinnovare la tessera ha rappresentato una sorta di rito e, ridendo e scherzando, sono anch'io vicino ai trent'anni di tesseramento. Nel corso degli anni il mio rapporto con "La Recastello" si è sempre e solo limitato a questo; le attività del gruppo le seguivo in maniera defilata, interessandomi qualche volta ai risultati ottenuti dai podisti. Ed è stata proprio la passione che ho sempre nutrito nei confronti dell'atletica leggera a catapultarmi dall'altra parte della barricata, in una metamorfosi improvvisa e forse per questo eccitante, che da semplice fruitore-spettatore delle corse su strada mi ha trasformato in atleta (non si offendano i miei più blasonati colleghi, nonché compagni di squadra!).

Sui campi di gara ho scoperto la fatica fisica e mentale di chi pratica uno sport duro come l'atletica, fatto di enormi sacrifici individuali che però vengono ricompensati con sensazioni uniche e per questo impagabili. Ogni volta correre diventa una sfida, in primis contro se stessi. E qui credo stia il nocciolo della questione: trasmettere ai giovani i valori formativi della pratica sportiva, quella sana e non intaccata dalla piaga sempre più dilagante del doping. Quindi credere nelle proprie potenzialità e confrontarsi con i propri limiti rappresentano, a mio modesto avviso, le due problematiche da cui attingere, facendole diventare il pane quotidiano per tutti quei bambini o ragazzi che si avvicinano allo sport del terzo millennio, senza dimenticare che stando a contatto con altre persone e condividendo gli stessi interessi si ha modo di socializzare in maniera molto più costruttiva che stando davanti alla TV o al Computer (Internet docet!).

Allora l'augurio che faccio a "La Recastello" per i suoi 50 anni è di continuare a lavorare sodo, investendo sul territorio e utilizzando le risorse locali, puntando a 360° sui nostri ragazzi e invitandoli a fare dello sport pulito ed in armonia con se stessi.

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Articolo pp. 64–68

Un po’ della nostra storia fino al 1991

Dagli anni Cinquanta ai cinque titoli italiani, da Volpi a Lavelli, dalla crisi degli anni Settanta alla rinascita con Merla, Gusmini e Merelli, fino al gruppo dei non vedenti.

Leggi il testo completo pp. 64–68

Testo rivisto sull’originale

Adriano Maffeis

Un pò della nostra storia fino al 1991

Dopo gli stimolanti anni 50 (l'epoca degli atleti Bonaldi Mario, Abondio Arturo e Morettini Vincenzo, cui fece seguito la generazione dei Viani Luigi, Acquaviva Giuseppe, Falconi Adriano, Magri Luigi per le corse piane e di Terruzzi Luigi ed Agostino, Sofisti Clemente, Brignoli Giacomo e Beltrami Aldo per le corse in montagna) la Recastello visse il top della sua gloria agonistica. Si vinsero ben 5 Campionati Italiani di Corsa in Montagna, oltre a vittorie pressoché domenicali dei nostri atleti che allargarono la partecipazione anche alle corse campestri, su pista e su strada (maratonine comprese). Furono gli anni 60 – il 1962 per la precisione – dei vari Lazzarini Vittore (cui va il merito di aver stimolato la società a cambiare marcia e a mettere… la quarta!), Salvi Domenico, Bombardieri Luigi – gazzanighese purosangue – Coter Dino – pure accasatosi gazzanighese – Sonzogni Andrea e Guerini Giovanni.

La squadra podistica della Recastello nel 1971
1971: Strina, Volpi, Collini, Mostacchetti, Galizzi, Vedovati, Lavelli, Gusmini e Acerbis. Originale: p. 67

Nel 1967 le nostre file si arricchiscono di Lavelli Rino, che nel 1970 passerà agli annali per una 24 ore su pista che la nostra società organizzò allo Stadio Comunale di Bergamo e che riscosse vastissima eco anche sulla stampa nazionale. Nel 1968 arriva alla Recastello Volpi Franco, bresciano di classe adamantina, eterno primo che resterà, a detta generale, la migliore espressione dell'epoca per classe, potenza e stile. Anche nel 1970 i risultati sono di altissimo livello: Mostacchetti Giovanni, Bonandrini Giovanni, Nodari Valentino, Galizzi Pietro, Piccinali Adriano ed il più giovane Pezzoli Aldo – altro atleta sicuramente fuoriclasse – ripeteranno affermazioni di primissimo piano.

* * *

Poi il settore delle Corse in Montagna ha qualche anno di crisi, per cui la nostra società decide di stare alla finestra. Si fa comunque qualche cosa con Pirovano Valerio, Maffeis Rinaldo, Grazioli Giacomo, Anesa Giuseppe, Bedont Walter e Pirovano Rosario, atleti tutti che esprimono il meglio delle loro qualità nella stagione invernale, quando possono dedicarsi al loro sport preferito, lo sci nordico, nelle specialità di fondo, nelle sci-alpinistiche e nei rallies, dove rag-

giungono risultati anche eccellenti. Grazie a loro la fiammella del podismo resta ben accesa.

* * *

La raccoglie con rinnovato entusiasmo Merla Gianluigi che ricostituisce un bel gruppetto di podisti. Ne fanno parte: Amalfa Antonio, Caccia Marino, Merelli Luigi, Merelli Mario, lo stesso Merla Gianluigi, Merla Luciano, Merla Valentino, Pezzoli Angelo, Polini Riccardo, Moretti Giuseppe, Maffeis Giovanni. È il 1978 e la Recastello, al rientro ufficiale, vincerà 4 corse a squadre con due vittorie anche individuali (Merelli Luigi e Polini Riccardo). L'8 maggio 1978 a Schignano (CO) è Campione Regionale. Si prosegue bene nel '79 e nell'80 con l'arrivo anche di Bonfanti Battista, Masinari Giuseppe ed Andreoletti Giancarlo.

Nel 1981 prorompono l'entusiasmo, la competenza e la voglia di fare di Merla Luciano e Gusmini Cornelio. Cornelio forma un bel gruppetto di piccoli, mentre Luciano, pur continuando da atleta, raccoglie sotto i colori della Recastello anche Tintori Roberto, Pasini Alfredo, Pasini Rino, Pasini Maurizio, Quistini Franco, Aquilini Gianluigi, Bassanelli Luciano, Bassanelli Ruggero, Titta Giacomo, Borlini Rosolino, Zanni Battista e Torchitti Vittorio. Totale atleti: 23 settore assoluto e 13 settore giovanile. Da Tintori, Pasini Alfredo, Quistini e Merelli Luigi arrivano le prime sonanti vittorie. Nell'anno ben 8 sono i trofei vinti come prima società.

Quistini Franco stabilisce un nuovo record Colere-Rifugio Albani in 41'32". Pasini Rino stabilisce, da par suo, il nuovo record Valcanale-Gemelli-Calvi-Brunone-Coca-Curò-Valbondione in 6h.13'30". Nell'82 gli atleti sono 20 con il risultato più eclatante di Pasini Alfredo che vince il Campionato Italiano di Corsa in Montagna individuale a Lusentino (NO). Nell'83 arrivano anche quattro Juniores (Ghilardini, Gualdi, Zenoni e Titta) e la Recastello ottiene numerose affermazioni, individuali ed a squadre. L'84 registra un contenimento degli atleti Seniores a vantaggio di un voluto maggiore impulso ai giovani (21 atleti), appassionatamente e validamente guidati dal bravissimo Gusmini Cornelio. 1985 - otto gli atleti Seniores: Cornolti Vito, Merelli Luigi, Merla Luciano, Caccia Marino,

Pasini Alfredo, Merelli Gianmario, Bassanelli Ruggero e Bonetti Franco. Di Cornolti, Merelli e Pasini i primi posti che si registrano. Nutrite le vittorie come Società. A livello di categorie inferiori, incomincia a diventare impossibile un resoconto sia delle partecipazioni a gare che dei risultati ottenuti, a livello individuale o collettivo: Lanfranchi Marika, Suardi Carola, Maffeis Emanuela e Noris Marco centrano numerose vittorie. Atleti Seniores schierati nel 1986: Cuminetti Fausto (due vittorie), Merelli Luigi, Bassanelli Ruggero, Merla Luciano, Gualdi Silvano, Ghilardini Bruno, Pasini Alfredo, Bonetti Franco e Merelli Gianmario.

Atleti categorie inferiori: N. 26; spiccano Lanfranchi Marika (11 vittorie e campionessa provinciale), Suardi Barbara (2 vittorie) e Noris Marco (2 vittorie). Stessi atleti all'inizio del 1987; progrediscono e vincono Ghilardini Bruno e Cuminetti Fausto; nelle inferiori sempre sulla breccia Lanfranchi Marika, Suardi Barbara e Noris Marco. È l'anno in cui, con 14 vittorie nelle corse podistiche (campestri, montagna e strada) ed eccellenti tempi in pista, entra prepotentemente in scena Coter Cinzia, figlia di tanto padre (Coter Dino) che con Suardi Barbara andrà a Messina alla finale Nazionale dei Giochi della Gioventù.

Sul finire del 1987 entra nel nostro staff tecnico Merelli Peter, validissimo preparatore atletico, oltre che giudice di gara. Il suo apporto si rivela subito quanto mai prezioso e fattivo. Stessi nomi, prestigiosi risultati nel 1988. Su tutti spicca la vittoria della nostra Società nel Campionato Europeo disputatosi a Quantin (BL) per merito di Coter Cinzia, Suardi Barbara, Suardi Carola e Maffeis Emanuela; lo-

gicamente prime anche a livello di Campionato Italiano e Regionale. Per seguire meglio la complessa gestione psico-fisica degli atleti, la Recastello conclude un accordo di collaborazione con il prof. Poletti, diplomato Isef. La sua caratura tecnica e morale vengono subito riconosciute ed apprezzate. 1989: nuovo impulso; nuovo incremento considerevole di atleti. Ben 62 tesserati: 39 nel settore assoluto e 23 in quello giovanile. Le affermazioni non si contano più, sia a livello di Società che nel settore individuale. Vittorie assolute per Ghilardini Bruno, Bigoni Michele, Pasini Alfredo, Chioda Ludovico, Fasoli Silvano, Pedretti Roberto, Facchetti Patrizia, Salvatoni Monica, Suardi Barbara e Bosio Danilo.

1990. Si aggiunge il gruppo dei Non Vedenti con grosse affermazioni a livello Italiano ed Europeo (Zanotti Angelo, Fustinoni Piergiorgio, Gusmeroli Giulio e Bettineschi Mariateresa). Nelle categorie inferiori spiccano Coter Cinzia (Campionessa Italiana Individuale), Salvatoni Monica, Lanfranchi Marika, Zenucchi Daniela, Maffeis Matteo, Ongaro Luca, Facchetti Patrizia, Bono Alessio, Bonardi Erik e Gaeni Matteo. La Recastello è Campione Italiano allieve – a Torino – di Corsa in Montagna. Ben 41 i tesserati Fidal, con l'avvento fra i vincitori di gare di Saio Bortolo in compagnia dei confermati Ghilardini Bruno e Bosio Danilo.

Per il 2° anno consecutivo La Recastello è Campione Regionale di Corsa in Montagna e per il 3° anno consecutivo anche di corsa su strada. Bosio Danilo cresce sempre di più ed è azzurro in Coppa del Mondo in Austria, dove si classifica primo italiano.

* * *

1991 Nel settore giovanile ottengono vittorie: Salvi Rossana (10) Campionessa Provinciale di Corsa Campestre, Facchetti Patrizia (1), Lan-

franchi Elena (3), Gaeni Matteo (1), Mognetti Emilio (3), Zenucchi Daniela (4) e Salvatoni Monica (2). Come Società i migliori risultati sono stati il secondo posto nella finale Regionale di Corsa Campestre (Zenucchi, Salvatoni, Lanfranchi) ed il 2° posto nel Campionato Italiano di Meltina (BZ) di Corsa in Montagna. Nel settore assoluto ottengono vittorie: Bosio Danilo (3), Zenucchi Emanuele (2), Saio Bortolo (2), Nodari Valentino (1), Pellegrini Silvia (1) e Coter Cinzia (1).

Da segnalare: - il contenuto apporto di Coter Cinzia, fermata quasi tutta la stagione da problemi fisici. - I 5000 metri di Zenucchi Emanuele in 14'42", migliore tempo assoluto di atleti della Recastello. - L'azzurro per Saio Bortolo che ha difeso i colori italiani nella Coppa del Mondo di Corsa in Montagna disputatasi a Zermatt. - La rinuncia, per motivi di lavoro, di Ghilardini Bruno agli stessi Campionati del Mondo (posto conquistato di diritto quale 7° assoluto al Campionato Italiano della specialità). - La convocazione del nostro tecnico Merelli Peter per il Gran Premio delle Regioni in Sardegna. Nel settore Non Vedenti vengono vinti: 3 ori e 2 argenti ai Campionati Italiani di Cross a Padova; 6 ori, 4 argenti e 5 bronzi ai Campionati Italiani su Pista a Modena; 1 oro e 2 argenti ai Campionati Europei di Caen in Francia. Ai Campionati Italiani di Società di Vigna di Valle, La Recastello è 1^ assoluta nel settore Maschile e 5^ nel settore Femminile.

A. M.

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Articolo pp. 69–71

10 anni nel settore giovanile: 1981–1991

Dal numero unico del 40°

Dalle Olimpiadi Gazzanighesi al titolo italiano di Torino: dieci anni di ragazzi e ragazze, con i ritratti di Suardi, Lanfranchi, Coter, Maffeis, Zenucchi e Salvatoni.

Leggi il testo completo pp. 69–71

Testo rivisto sull’originale

Cornelio Gusmini

Siamo nel 1981 ed io, come parecchi abitanti e sportivi di Gazzaniga, sono reduce dalle Olimpiadi Gazzanighesi, in auge da qualche anno come competizione aperta alla gioventù del paese, suddivisa opportunamente per rioni. Sono l'allenatore del mio rione – "I Salècc" – il più piccolo, ma anche il più agguerrito. Su richiesta dei miei ragazzi cerco di dare continuità all'atletica giovanile, settore trascurato a Gazzaniga, prendendo contatto con le società esistenti in paese. Dopo diversi incontri, trovo nella Recastello la disponibilità a darmi un appoggio, più che altro morale, per poter far svolgere l'atletica a titolo sperimentale tutto l'anno a ragazzi e ragazze dai 10 ai 15 anni.

Il gruppo giovanile al campionato italiano di corsa in montagna del 1990
Torino 1990: il gruppo che vinse il campionato italiano allieve di corsa in montagna. Originale: p. 71

Dopo qualche mese di allenamenti, il debutto ufficiale ad Azzano San Paolo il 31 gennaio 1982 con un piccolo gruppo di ragazzi. Dopo questa gara, sull'onda dell'entusiasmo, il gruppo si va man mano ingrossando ed anche i risultati arrivano; la Recastello segue sempre più da vicino il settore e l'appoggio diventa totale, sia dal lato organizzativo che finanziario. Diventa possibile cominciare ad andare anche fuori provincia. Già nel primo anno, alla gara organizzata dalla Recastello il 1° maggio e denominata "Trofeo del Trentennale", i nostri 17 ragazzi partecipanti ottengono il secondo posto di società, con un primo, un secondo e due terzi posti individuali.

Vorrei qui elencare, seppur in breve, i migliori risultati di società del settore giovanile, partendo dai più importanti, ossia: - la vittoria al Campionato Italiano di Corsa in Montagna allieve a Torino nel 1990 con Coter Cinzia, Lanfranchi Marika, Salvatoni Monica e Suardi Carola. - Coter Cinzia ha vinto in questa occasione anche il titolo individuale. - Il 2° posto allieve più cadette al C.I. del 1989 a Pornassio (IM) con Suardi Barbara, Maffeis Emanuela, Coter Cinzia, Lanfranchi Marika, Salvatoni Monica e Suardi Carla ed al C.I. allieve a Meltina (BZ) nel 1991 con Zenucchi Daniela, Salvatoni Monica e Lanfranchi Marika. - La vittoria al Campionato Europeo di Corsa

in Montagna femminile a Quantin (BL) nell'88 con Maffeis Emanuela, Suardi Carola, Suardi Barbara e Coter Cinzia (purtroppo è stato il primo ed ultimo Campionato Europeo organizzato). Come si può constatare il settore femminile ha dato moltissime soddisfazioni, ma anche i maschi si sono ben comportati individualmente. Come società però è molto più difficile mettere insieme quattro ragazzi della stessa età, perché troppi sono gli sport che attraggono i giovani ed i giovanissimi. Anche per questo motivo nel 1989 ci siamo uniti al Gruppo Sportivo Radici di Leffe, formando l'attuale gruppo. Nel tirare le somme di questi 11 anni di attività, non posso che essere soddisfatto di tutte le atlete e gli atleti passati nelle nostre file e tra questi voglio sottolineare alcuni tra i migliori risultati, cominciando dai primi anni.

NORIS MARCO – è con noi dall'inizio. Ora è Senior. Nella sua carriera si è sempre piazzato tra i primi. Il suo miglior risultato è la vittoria del titolo provinciale dei 1500 metri in pista da allievo nel 1989. Ha fatto parte della rappresentativa provinciale di pista ed è stato finalista nazionale ai Giochi della Gioventù a Conegliano Veneto nel 1986. SUARDI BARBARA – è stata con noi dal 1983 al 1989. E' stata forse l'atleta più completa che ho avuto. Ha vinto in tutte le specialità. Si è distinta in pista con il 3° posto ai regionali nel primo anno da allieva, sia nei 400 che negli 800 piani con tempi di livello nazionale.

Campionessa Provinciale più volte sia in campestre che su strada. Campionessa Regionale per ben due volte di Corsa in Montagna. Finalista nazionale due volte ai Giochi della Gioventù di Corsa Campestre. Seconda al Campionato Italiano di Corsa in Montagna di Società e, nel 1989, Campionessa Europea di Società di Corsa in Montagna. LANFRANCHI MARIKA – è con noi dal 1984 a tutt'oggi. Ha vinto quattro titoli provinciali su strada e campestre. E' stata Campionessa Regionale di Corsa in Montagna. Finalista Nazionale ai Giochi della Gioventù. Campionessa di società di corsa in montagna e due volte seconda. COTER CINZIA – è con noi dal 1984 ad oggi. Ha vinto diversi titoli provinciali su strada e campestre. E' stata due volte finalista naziona-

le ai Giochi della Gioventù. Eccelle nella corsa in montagna dove ha vinto il Titolo Italiano Individuale nel 1990. E' stata tre volte Campionessa Regionale e Campionessa Europea nel 1989. E' pure stata convocata nella rappresentativa provinciale di pista. E' nel giro della nazionale di corsa in montagna. MAFFEIS EMANUELA – è con noi dal 1987. E' brava in montagna. E' stata Campionessa Regionale a staffetta di corsa in montagna. Seconda al C.I. del 1989. Campionessa Europea di Società nel 1989. ZENUCCHI DANIELA – è con noi dalla fusione con il Gruppo Radici (1989). Seconda al Campionato Italiano di Corsa in Montagna.

Campionessa Regionale. Convocata nella rappresentativa regionale di corse campestri. Sesta a Lucca nel 1990 al Campionato Italiano. SALVATONI MONICA – è con noi dal 1989. Campionessa Italiana di società di corsa in montagna nel 1990 e seconda nel 1991. Campionessa Regionale a staffetta di Corsa in Montagna. Altri atleti meritevoli di citazione sono: SALVI ROSSANA, Campionessa Provinciale Campestre nel 1991. – LANFRANCHI ELENA – ZENUCCHI SONIA – FACCHETTI PATRIZIA – NODARI LAURA – BETTINAGLIO DAMIANO – MOGNETTI EMILIO – BONARDI ERIK – ONGARO LUCA – GAENI MATTEO – LANFRANCHI MAURO e MAFFEIS MATTEO.

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Articolo pp. 72–81

Settore giovanile ed assoluto, 1992–2001

Dieci anni raccontati anno per anno: i titoli juniores, la prima volta di Saio, le convocazioni azzurre di Danilo Bosio, i master longevi e le nuove gare estreme.

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Testo rivisto sull’originale

Luciano Merla

Settore giovanile ed assoluto - anni 1992/2001 "UN PO' DI CRONACA, QUALCHE SPUNTO, NOTERELLE" Luciano Merla

1992

SETTORE GIOVANILE: Il settore giovanile in questo anno è stato florido di partecipanti e di risultati. Complessivamente sono stati tesserati 39 atleti, di cui 16 maschi e 23 femmine. Le gare effettuate sono state 40 tra "campestri", "montagna", "strada" e "pista". Le vittorie ottenute sono state 14. Da sottolineare la strepitosa annata di Zenucchi Daniela con 31 presenze e 9 vittorie. Il 1992 però è stato anche un anno molto triste per il settore giovanile, poiché una disgrazia sul lavoro ci ha privato dell'esuberante vitalità di Bonardi Erik. Ci piace ricordarlo e citarlo come esempio. Siccome abitava a Lizzola, per poter gareggiare partiva alle sei con il pullman per Clusone.

Poi chiedeva un passaggio agli amici dell'Oratorio di Clusone per giungere fino ai campi di gara. Quando le gare si svolgevano vicino ad una chiesa, chiedeva sempre al prete di poter suonare l'organo, in quanto era grande appassionato di tale strumento e di musica.

SETTORE ASSOLUTO: Come per il settore giovanile anche l'assoluto ha avuto un protagonista d'eccezione nell'atleta Zenucchi Emanuele. Egli ha conseguito otto vittorie, sia nelle corse campestri che su strada o in pista. Sempre quest'anno va ricordata la vittoria nel campionato italiano di corsa in montagna, nella categoria promesse, di Bosio Danilo che ha vinto anche due titoli ANA, individuale ed a staffetta. Il 1992 è anche coinciso con il 40° compleanno della nostra Società. Tante le manifestazioni svolte; tra queste la staffetta

Gazzaniga-Pizzo Recastello e ritorno effettuata da vecchie glorie ed atleti in attività.

1993

SETTORE GIOVANILE: Il settore giovanile ha continuato nell'anno 1993 il buon andamento dell'anno precedente. Va segnalato lo sforzo costante per mantenere vivo ed attivo questo settore. Già da un paio di anni si attua una leva giovanile che coinvolge i ragazzi delle scuole elementari e delle scuole medie. E' stato approntato un video con la consulenza del Professor Mario Poletti, dove vengono evidenziati i momenti salienti del settore. Questo video viene proposto agli alunni, non tanto per reclutare ragazzi ed ottenere così risultati per la Società, ma soprattutto per avere un gruppo che, amalgamandosi bene durante gli allenamenti, trovi stimoli per innamorarsi dell'atletica.

SETTORE ASSOLUTO: Il 41° anno di attività della Recastello è stato premiato da un titolo italiano per società nella categoria juniores femminile. In tale anno sono state ben sei le nostre atlete tesserate in questa categoria: Zenucchi Daniela - Olivari Marika - Salvatoni Monica – Lanfranchi Marika – Scandella Simona – Vitali Silvia. La metamorfosi di un atleta. Qualche anno fa la nostra Società tesserò Pedretti Roberto. Era un buon atleta che svolgeva principalmente gare in pista nei 1500 e nei 5000 mt. ecc. con risultati più che buoni. Quasi per gioco un giorno provò a cimentarsi in una gara di corsa in montagna in salita.

Si capì subito che tutti quei "lavori" che egli svolgeva normalmente in pista si adattavano molto bene anche alla corsa in montagna. E' stato così che nel corrente anno Pedretti ha raggiunto risultati eccellenti, tanto da mettere spesso in difficoltà gli specialisti della salita. Ha ottenuto anche buoni piazzamenti nelle cronometro, come nella mezza maratona del Garda, corsa in 1h.03'59", nella maratona di Torino, corsa in 2h.27'34", e nei 10.000 in pista, corsi in 30'25".

1994

SETTORE GIOVANILE: Ritengo importante e significativo riportare integralmente quanto scritto dal responsabile del settore giovanile Cornelio Gusmini: "Come ogni anno scrivo due righe per elencare i risultati della stagione agonistica che sta per finire. Come ormai tutti sanno, questa è l'ultima relazione che scrivo, perché ho lasciato il campo ad altri più giovani e più preparati ai quali faccio tanti auguri di buon lavoro e tante soddisfazioni, sia sotto l'aspetto agonistico che dei rapporti umani con i ragazzi/e e con i loro genitori. Spero che il cambio dell'allenatore sia di sprone per tutti i ragazzi/e e per i dirigenti per fare in modo che i colori sociali della Recastello si distinguano anche per l'entusiasmo e non solo per i piazzamenti" (8-11-1994). Rispettiamo pienamente, seppure a malincuore, la decisione dell'amico/allenatore Cornelio, poiché con lui si perde un fedele,

disponibile ed entusiasta tecnico. Una cosa è certa, in questi anni in cui Cornelio ha gestito il settore giovanile la Recastello è cresciuta ed ha vissuto momenti felici non solo per i risultati raggiunti, ma anche per il numero di atleti presenti e per il grande spirito di gruppo che Cornelio ha saputo creare.

SETTORE ASSOLUTO: Per il secondo anno consecutivo le juniores hanno vinto il campionato italiano di corsa in montagna. Questo non è l'unico risultato positivo, in quanto tutta l'annata è stata costellata di vittorie e piazzamenti anche nel settore maschile. Infatti la classifica finale dello stesso campionato vede la Recastello al terzo posto assoluto. E il nostro "capitano" Saio Bortolo viene convocato nella squadra nazionale di corsa in montagna. La prima volta di Saio… incredibile ma vero!!! La Sezione Alpini di Gazzaniga in collaborazione con la Recastello organizza nell'anno 1995 il campionato italiano di corsa in montagna a staffetta.

Il "Grande capo" dello sport bergamasco ANA, Dino Perolari, come al solito mi chiama per sapere come vanno i suoi alpini e, dopo aver ricevuto tutte le delucidazioni, mette nero su bianco: 1^ squadra - Mostacchetti, Lazzarini, Giupponi; 2^ squadra - Redondi, Chigioni, Merla; a seguire, numerose altre squadre. Non ricordo quante squadre era riuscito a formare, sicuramente tante. Ma si sa che nella confusione non tutto fila liscio. Ad un certo punto Dino mi dice: "…mi sono dimenticato di inserire nelle squadre questo

ragazzo che mi ha segnalato Invernizzi, il capogruppo di Treviglio, dice che corre bene, ma vediamo…". Detto fatto formiamo un'altra squadra utilizzando due "riserve"; non rammento chi fossero gli altri due, ma sicuramente non erano fulmini di guerra e, se non ricordo male, erano anche piuttosto maturi, per cui decidiamo di far partire Saio Bortolo nella prima frazione. L'ANA di Gazzaniga fà le cose per bene e predispone dei punti radio, cosicché si conoscono i passaggi dei vari concorrenti in tempo reale. Per farla breve, in cima alla salita in località Oschiolo giunge un uomo solo al comando. Non so se avesse la maglietta azzurra come il grande Coppi, ma so per certo che era Bortolo Saio. Che figura ragazzi!!!

1995

SETTORE GIOVANILE: Il settore giovanile da quest'anno ha una struttura diversa e diversificata rispetto agli anni precedenti. Al prezzo di numerosi sforzi siamo riusciti ad organizzare un buon gruppo grazie anche alla collaborazione del professor Eros Grazioli, al lavoro importante svolto da Marika Lanfranchi e da Luigi Bombardieri per il gruppo di Gazzaniga. A quest'ultimo si è aggiunta la "nuova linfa" del gruppo dei ragazzi di Bossico, e ciò grazie a Beppe Rota. La Recastello inoltre riesce a mantenere questo importante settore anche in virtù del preziosissimo lavoro svolto da Peter Merelli, sempre squisitamente disponibile.

Durante quest'annata vengono anche ricordate le numerose iniziative promosse per incrementare il settore giovanile. Si continua nella proiezione del video per i ragazzi delle scuole; si organizzano gare in collaborazione con l'Oratorio e gare promozionali a Bossico; si programmano e si tengono incontri con i genitori al fine di informare e sensibilizzare la popolazione. Siamo certi che l'attività promozionale intrapresa darà buoni frutti.

SETTORE ASSOLUTO: Durante quest'annata la Recastello ha partecipato all'attività agonistica con ben 35 atleti fra maschi e femmine. Il settore femminile in particolare si è distinto ed ha bril-

lato per i risultati conseguiti. E' entrata a far parte della nostra Società Tomasoni P. Maria, forte atleta proveniente da una società della pianura. Purtroppo gli infortuni la perseguitano, ma quando riesce a gareggiare ottiene buoni piazzamenti; così come Daniela Zenucchi che continua a conseguire ottimi risultati. Peccato però che il settore femminile si stia un po' assottigliando di numero. E' purtroppo una tendenza presente un po' in tutti i settori dell'atletica. Il settore maschile invece vive un buon momento. Il capitano Saio è sempre in buona

forma e con lui stanno migliorando tutti i giovani, primo fra tutti Danilo Bosio che vince entrambi i campionati ANA, così come il fratello Luciano che migliora costantemente ed in modo notevole.

1996

SETTORE GIOVANILE: Il lavoro svolto l'anno precedente consente ora al settore giovanile di avere un maggior numero di ragazzi che frequentano la palestra d'inverno e il campo nel periodo estivo. La gestione procede quindi bene. Leggendo la relazione del "Presidente" Adriano che riassume l'annata, si intravedono segnali positivi. Marika ha collaborato molto bene fino a quando le è stato possibile (è diventata mamma. Auguri!). Luigi Bombardieri ha lavorato con lei, Sergio Pezzera è stato trascinato in questa avventura motivato dalla presenza della figlia Carla, prima solo come genitore, poi con il compito di responsabile del settore, compito svolto con la massima precisione. Ed i risultati non si sono fatti attendere. Da sottolineare la buona annata di Bettinaglio Damiano e, appunto, di Carla Pezzera, sempre nei primissimi posti delle classifiche.

SETTORE ASSOLUTO: L'anno 1996 è da incorniciare per l'atleta Bosio Danilo, in quanto egli ha ottenuto una doppia convocazione in nazionale. Azzurro in Galles per la Coppa Europa, 4° posto assoluto e conseguente convocazione a Sestrière in preparazione alla Coppa del Mondo e allo "Stellina", gara internazionale per nazioni. Danilo verrà schierato in questa gara molto importante per le nazioni, che in seguito si sfideranno nella Coppa del Mondo. Il nostro atleta si comporta egregiamente lasciando oltremodo intravedere la possibilità di ulteriori miglioramenti. Scorrendo le classifiche del campionato italiano si nota un particolare molto importante: Danilo è uno dei pochi, se non l'unico nei primi posti, che non fà atletica a tempo pieno, infatti si allena dopo 8-10 ore di lavoro passati in fabbrica.

Questo discorso vale anche per tutti gli altri nostri atleti che si confrontano sempre con dei veri professionisti. Ma è inutile piangere, l'importante è esserci al momento giusto. E noi al trofeo Terza Punta c'eravamo con due posti assoluti in staffetta del campionato italiano con Bosio Danilo in prima frazione, Bosio Luciano in seconda e uno strepitoso Pedretti Roberto in terza. Terreno non adatto per lui nella parte finale, ma la classe non è acqua, anche perché uno che fa 30'25" sui 10.000 metri e 1h.03'59" sulla mezza maratona, non può avere paura di qualche centinaio di metri di mulattiera. Da segnalare che in questo 1996 siamo presenti anche con una categoria di cosiddetti "amatori" ultraquarantenni molto rispanti, basti pensare alle 24 vittorie di Nodari Valentino, esempio di serietà, costanza e longevità.

1997

SETTORE GIOVANILE: Sono una trentina i ragazzi e le ragazze che svolgono l'attività durante l'anno 1997. Prosegue bene anche il gruppo di Bossico e Sovere, anche se le difficoltà per il trasporto dei ragazzi alle gare sono parecchie. La collaborazione dei genitori, pur preziosa, non sempre è sufficiente a risolvere il problema. Buoni i risultati agonistici raggiunti. Da segnalare la crescita di Carla Pezzera, sempre presente e parecchie volte classificatasi prima. E' un vero peccato che un simile talento si sia poi perso; spero solo che non sia stata colpa nostra. Molto spesso le cose che si fanno a fin di bene non vengono premiate dalla realtà dei fatti.

SETTORE ASSOLUTO: L'anno 1997 ha avuto due risvolti: uno positivo ed uno meno. Il positivo porta il nome di Bosio Danilo. Infatti egli è stato convocato in Nazionale per difendere i colori azzurri nella Coppa del Mondo che si è corsa ad Upice nella Repubblica Ceca. Vince anche entrambi i campionati ANA (la prova a staffetta con il fratello Luciano) ed è settimo assoluto nel Campionato Italiano. Rileggendo la relazione di fine anno ritengo importanti le considerazioni che se ne traevano e che erano così esposte: "l'andamento dell'annata di Danilo Bosio non è frutto del caso, ma di una preparazione mirata al raggiungimento della forma al momento giusto e il merito va dato al tecnico Roberto Pedretti che, con non poche difficoltà, riesce a modulare l'esuberanza del "purosangue" portandolo gradatamente ad una maturazione definitiva".

Il risvolto meno positivo porta il nome dell'atleta Roberto Pedretti, non certo per demeriti. Anzi, nel 1997 poteva essere convocato in Nazionale, ma, per una scelta federale alquanto discutibile, ciò non è avvenuto. I risultati ottenuti sul campo di gara gli davano ragione, nelle gare di salita pura (era questo il terreno sotto osservazione, in quanto la Coppa Europa si svolgeva in salita) otteneva risultati strepitosi, ma ciò non bastava e la scelta "politica" è caduta su un altro atleta.

1998

SETTORE GIOVANILE: L'andamento del settore giovanile sta molto a cuore a tutti i dirigenti ed allenatori, essendo la base ed il futuro di ogni società sportiva. Organizzare gare è sicuramente una forma per incentivare e mantenere l'organico dei ragazzi. In quest'annata la Recastello ha organizzato proprio per il settore giovanile una campestre in località S. Rocco di Gazzaniga, valida come campionato provinciale. Erano presenti 350 ragazzi, rappresentanti di 32 società. La sola Recastello era presente con 20 ragazzi, entusiasti di

poter gareggiare nel proprio paese ed essere così applauditi da genitori, amici e parenti. E' bello vedere i ragazzi correre con entusiasmo anche solo per ricevere un piccolo premio al termine della competizione.

SETTORE ASSOLUTO: Anche quest'anno i risultati sono più che buoni. Ottenuti dai più quotati atleti, come Danilo Bosio, Roberto Pedretti, Luciano Bosio, ma anche da parte di quel gruppo di appassionati che non manca mai alle gare. Con la loro presenza essi portano sempre punti preziosi. In questo secondo gruppo si sta facendo largo Bonfanti Fabio che, anno dopo anno, migliora sensibilmente ed è ormai uomo da prima squadra. A nostro giudizio ha un futuro certo, in quanto non lascia mai nulla al caso. Meticoloso nell'allenamento (è allenato da Pedretti), sa scegliere le gare a lui più confacenti. Preferisce i percorsi classici della corsa in montagna (salita-discesa) e sarà l'uomo da battere in futuro.

Un altro atleta su cui si può sempre contare è Beltrami Maurizio, ormai da molto tempo con noi. Negli ultimi anni è migliorato molto ed essendo ancora giovane è lecito sperare in ulteriori significativi miglioramenti. Bosio Renzo invece corre da pochi anni, ma si è capito subito che è della "stessa pasta" dei fratelli Danilo e Luciano; bisognerà solo pazientare un po'. Verso metà settembre riceviamo con piacere una cartolina da Praga. E' il "grillo" Bruno Ghilardini che ci scrive: "…finalmente sono arrivato anch'io al mitico traguardo dei 42 km. in 2h31'50", ma non sarà questo il mio record!!!". Conoscendo la sua potenzialità di atleta non dubitiamo della sua possibilità di migliorare questo tempo. Se sono rose…

1999

SETTORE GIOVANILE: Il settore giovanile prosegue con un po' di fatica. Pezzera Sergio, che ne è il responsabile, viene aiutato sul campo dalla figlia Carla che, purtroppo, ha appeso le scarpe al chiodo. In palestra c'è anche Aquilini G.Luigi. Il gruppo di Bossico, sempre seguito egregiamente da Beppe Rota, ha fatto sì che i risultati siano stati più che soddisfacenti. Piazzamenti tanti, ma soprattutto numerose presenze alle gare. Bruno Ghilardini è diventato autista ufficiale, in particolar modo per il trasporto dei ragazzi di Bossico. Dal mese di novembre inizierà a collaborare con noi per il settore giovanile la professoressa Silvia Vitali, laureata ISEF; poiché è stata una nostra atleta, si tratta di un gradito ritorno. Ci auguriamo sia l'inizio di una nuova era.

SETTORE ASSOLUTO: In questo anno l'andamento del settore assoluto è stato positivo. Vanno segnalate le ottime performances del solito Danilo Bosio, di Bonfanti Fabio, di Pedretti Roberto, ma tutti in genere si sono ben comportati, compreso l'ultimo arrivato Massimiliano Ronca, atleta che sicuramente saprà far parlare di sè. Ora però mi piace soffermarmi sul settore dei "senior master". La nostra società annovera nelle sue file alcuni di questi "giovanotti" come Nodari Valentino, Merla Luciano, Berizzi Roberto, Moretti Aldo, Baroni Antonio che gareggiano in categorie diverse in base all'età ottenendo risultati incredibili.

Scorrendo il registro si scopre, ad esempio, che Nodari Valentino, che ha segnato tutte le gare a cui ha partecipato da quando ha iniziato a correre (1966), negli ultimi anni ha partecipato mediamente a 45-50 gare l'anno con numerosissime vittorie. Moretti non è da meno ed è diventato ormai imbattibile nella sua categoria, ma spesso dà del filo da torcere anche ai

più giovani. Baroni si è anche specializzato nelle gare di gran fondo, vere e proprie maratone di montagna, gare massacranti con dislivelli da brivido e molto spesso con percorsi selettivi e molto pericolosi. Queste nuove gare estreme stanno prendendo piede ed anche i nostri atleti si stanno avvicinando a questa nuova e difficile attività.

2000

SETTORE GIOVANILE: A fine anno è maturata la decisione di sospendere momentaneamente la collaborazione con Beppe Rota e conseguentemente anche con il gruppo dei ragazzi di Bossico e Sovere. Dobbiamo un sincero e sentito ringraziamento a tutti i collaboratori, ragazzi e genitori, che in questi anni ci hanno accompagnato e ci hanno regalato grandi soddisfazioni. Il nostro impegno sarà ora tutto rivolto a migliorare i giovani del gruppo di Gazzaniga. Sono convinto che siamo sulla buona strada. Infatti la professoressa Silvia Vitali ha già trovato grande collaborazione in Alessandro Re, giunto alla Recastello come "accompagnatore" della sorella Francesca (cadetta di buone speranze). Egli si è subito appassionato a tale disciplina, complice anche un infortunio calcistico, ma, come si dice a volte, non tutti i mali vengono per nuocere…

SETTORE ASSOLUTO: Questi sono anni di grandi e rapidi cambiamenti. Anche noi come società ci stiamo adeguando alle nuove tendenze. Nel piccolo grande mondo dell'atletica e in modo particolare nella specialità primaria della nostra società, la corsa in montagna, si stanno verificando cambiamenti sostanziali. Si notano cali di presenza nelle gare tradizionali ed invece numerosissime presenze nelle gare molto più impegnative con distanze più lunghe e dislivelli maggiori. La Recastello Radici Group annovera nel-

le proprie file alcuni di questi atleti che si stanno facendo onore. Dal nostro gruppo di Premana emerge Gianola Giovanni che è entrato a far parte del ristretto numero dei migliori a livello nazionale e che partecipa anche a gare internazionali. Bonfanti Fabio ha già collezionato vittorie prestigiose e Beltrami Maurizio ha già una discreta esperienza nel settore, così come Baroni che però ha un piccolo difetto: sta compiendo 50 primavere! Questo 2000 ha portato il nostro atleta Mottalini Enrico a correre per le strade di New York nella spettacolare e meravigliosa maratona della "Grande Mela".

2001

SETTORE GIOVANILE: Positivo l'andamento dell'annata, oltre che per la partecipazione alle gare, anche e soprattutto per l'entusiasmo che si è creato tra i ragazzi. Merito della capacità dell'allenatrice professoressa Silvia Vitali e della puntuale e costante collaborazione di Alessandro Re, testimoniata dalla proficua frequenza alle sedute di allenamento, sia in palestra che sul campo. Pur in presenza, normalmente, di piccoli premi, è piacevole constatare la generale soddisfazione per quanto stanno portando avanti i nostri ragazzi soprattutto in termini d'impegno oltre che di svago. Si auspica di poter incrementare il numero di ragazzi e ragazze, così come l'assidua partecipazione all'attività svolta.

L'attività agonistica ufficiale del 2001 si è imperniata su 12 gare, tutte in territorio bergamasco. Come da parecchi anni a questa parte la Recastello collabora con le scuole locali nei Giochi della Gioventù nel periodo autunnale.

SETTORE ASSOLUTO: Annata positiva nell'insieme. Campestri con buonissimi risultati, tali da garantire alla Recastello la partecipazione al Campionato Italiano per Società, al quale poi non si è aderito a causa della lontananza geografica (Caserta). Particolarmente partecipate le mezze maratone e maratone da parte dei nostri Pedretti, Bonfanti, Bosio Danilo e Renzo; notevoli risultati per Bonfanti in alcune gare riservate a "corridori d'alta quota". 9 le vittorie come classifica per Società e numerose vittorie individuali (Bosio Danilo, Bonfanti Fabio, Moretti Aldo, Nodari Valentino, Bosio Luciano, Gervasoni Rossano, Gianola Mauro e Baroni Antonio).

Dal lato organizzativo la Recastello ha effettuato la tradizionale cronoscalata Gazzaniga-Orezzo e, assieme al Gruppo Sportivo Orezzo, ha organizzato il 14 ottobre 2001, con 300 partecipanti, il Campionato Provinciale di Corsa su Strada per tesserati F.I.D.A.L. e C.S.I..

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Articolo pp. 82–83

Campionati italiani di corsa in montagna: 5 vinti, 5 organizzati

Baceno, Premia, Taibon due volte e Cembra: i cinque titoli del Trofeo Tommaso Monti. E i cinque campionati organizzati in casa, fra Gazzaniga, Orezzo e Rova.

Leggi il testo completo pp. 82–83

Testo rivisto sull’originale

Angelo Ghisetti

Campionati italiani di corsa in montagna

Corsa in montagna: sport duro, faticoso, ma per chi lo pratica con amore e dedizione, ricco di grandi soddisfazioni. In questo breve e semplice concetto è racchiuso il motivo per cui la nostra Società ha dedicato tanto tempo e tante risorse a questo sport. Questa specialità è per fisici forti, temprati, allenati atleticamente e ben preparati, ma anche con la testa in grado di gestire le situazioni, di sopportare la fatica, di superare gli inevitabili momenti di crisi, di ritrovare stimoli per continuare a correre, e magari vincere, anche quando le gambe fanno fatica ad alzarsi da terra ed a reggere il peso e l'equilibrio del corpo. Ma quando si corre con queste motivazioni arrivano anche i risultati. Ecco quindi le cinque vittorie ai Campionati Italiani Enal di Corsa in Montagna "Trofeo Tommaso Monti" vinti dalla nostra Società:

• 1963 - Baceno (Novara) - Salvi Domenico, Lazzarini Vittore, Bombardieri Luigi; • 1964 - Premia (Novara) - Sonzogni Andrea, Bombardieri Luigi, Lazzarini Vittore; • 1965 - Taibon (Belluno) - Salvi Domenico, Coter Dino, Lazzarini Vittore; • 1966 - Taibon (Belluno) - Bombardieri Luigi, Coter Dino, Salvi Domenico; • 1970 - Cembra (Trento) - Nodari Valentino, Pezzoli Aldo, Bonandrini Giuseppe.

Un conto però è partecipare ai Campionati Italiani di Corsa in Montagna, un altro, invece, è organizzarli! A questo punto non è più in gioco il singolo impegno dell'atleta, ma è tutta la Società che viene coinvolta e chiamata ad impegnarsi in una manifestazione con tutti i relativi problemi e difficoltà. Ed ecco i 5 Cam-

[fotografie] 1963. — 1964 (in piedi i vincitori). — 1965.

pionati Italiani di Corsa in Montagna organizzati dalla società, sempre su percorsi extracittadini nella zona di Gazzaniga - S. Rocco - Orezzo - Rocliscione - Rova – Gazzaniga:

• 3 agosto 1969 - Campionato Italiano E.N.A.L. - a staffetta per squadre civili e militari. Vincitrici: U.S. San Pellegrino (Sonzogni, Salvi, Mostacchetti); C.S. Carabinieri Selva di Valgardena (Ponza, Longo, Kostner). • 18 maggio 1980 - Campionato Italiano F.I.D.A.L. - a staffetta. Vincitore: Bar Emma di Camerata Cornello (Giupponi, Bonzi, Pezzoli). • 3 luglio 1983 - Campionato Italiano A.N.A. - a staffetta a squadre per alpini in congedo ed in armi. Vincitori: A.N.A. Bergamo (Mostacchetti, Lazzarini, Giupponi); Brigata Taurinense (Bordin, Bressan, Giolitto). • 4 ottobre 1992 - Campionato Italiano delle Comunità Montane - individuale maschile ed a coppie femminile.

Vincitore: Agostini per la Valle Camonica. Vincitrici: De Pedro e Cocchetti per l'Alto Sebino. • 24 settembre 1995 – Campionato Italiano A.N.A. – a staffetta per squadre di alpini in congedo. Vincitore: A.N.A. Bergamo (Bosio, Cavagna, Scanzi).

A. G.

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Articolo pp. 84–85

5 nomi, 5 leggende

Franco Volpi, Rino Lavelli, Vittore Lazzarini, Aldo Pezzoli e Alfredo Pasini: i cinque atleti che hanno costruito la notorietà nazionale della società.

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Testo rivisto sull’originale

Dino Perolari

5 nomi, 5 leggende Dino Perolari

In occasione del raggiungimento del prestigioso traguardo del cinquantesimo della Recastello occorre riconoscere che la notorietà della Società, a livello nazionale, è stata costruita e sostenuta soprattutto grazie ai risultati che hanno ottenuto, per oltre un decennio, i nostri cinque campioni nelle varie specialità delle corse. Essendo quasi impossibile fare un elenco o dare un ordine d'importanza ai numerosi risultati conseguiti, cerchiamo quindi di elencare i risultati più prestigiosi:

FRANCO VOLPI - Ha primeggiato in lungo ed in largo, dalla pista alle campestri, dalla corsa su strada a quella in montagna; è stato esponente di spicco della Squadra Nazionale nei 3.000 siepi, nei 5.000 e nei 10.000. E' stato autore della famosa doppietta in Scandinavia: primo italiano, nell'arco di ventiquattro ore, a scendere sotto il tempo di 15' nei 5.000 metri e sotto i 30' nei 10.000. Ha vinto la prima edizione del "Cross Internazionale del Campaccio" a S. Giorgio su Legnano; tre volte secondo ed una volta terzo nella "5 mulini" a S. Vittore Olona e comunque sempre primo degli italiani. Le vittorie nelle corse su strada e soprattutto in montagna sono oltre duecento

RINO LAVELLI – E' stato un grande specialista delle corse in montagna ed è stato Campione Italiano. Inoltre ha raggiunto il prestigioso traguardo della partecipazione alle Olimpiadi di Melbourn. Nel corso della sua lunghissima carriera (corre tuttora nonostante i 74 anni suonati) ha vinto numerose competizioni su strada, corse campestri ed in montagna. Il suo capolavoro è stato senza dubbio il Record Italiano delle 24 ore su pista, ottenuto allo stadio comunale di Bergamo nel 1970, in quella che risultò una delle più riuscite iniziative organizzate dalla Recastello.

VITTORE LAZZARINI – E' stato un antesignano della corsa in montagna; ha conquistato più volte il titolo di Campione Italiano della specialità e, successivamente nell'età matura, è diventato un grande tecnico-allenatore. Ha inoltre giocato un ruolo importante come trascinatore per tanti giovani campioni.

ALDO PEZZOLI – E' un atleta poliedrico. Stilisticamente perfetto, è nato praticamente per correre (e forte!), ma con l'handicap della tendinite che gli ha causato ritiri clamorosi. Nonostante ciò è stato più volte convocato nella Nazionale. Impossibile dimenticare il suo terzo posto nei 10.000 mt. all'Arena di Milano (primo italiano) alla Pasqua dell'Atleta. Si è laureato Campione Italiano di corsa campestre ed ha vinto parecchie competizioni su strada, in montagna e campestri.

ALFREDO PASINI – E' stato lo specialista indiscusso delle corse in montagna dove ha vinto gare di livello nazionale. E' un atleta di grande carattere e versatilità. I successi più eclatanti li ha però conseguiti nello scialpinismo dove per anni (prima del brutto incidente al Campionato Italiano sul Monte Canin) è stato indiscusso protagonista-dominatore non solo in campo nazionale.

* * *

Nell'arco di questi cinquant'anni, pur ricchi di grandi soddisfazioni, la Società ha avuto tra le sue file altri atleti-campioni, quali: Giovanni Guerini, Andrea Sonzogni, Giovanni Mostacchetti, Domenico Salvi, Valentino Nodari, Adriano Piccinali, Pietro Galizzi, Renato Oprandi… ecc. e non ultimi i "nostri" Luigi Bombardieri e Dino Coter, specialisti delle corse in montagna. Nell'ultimo decennio, poi, altri nuovi campioni si sono aggiunti ed hanno raccolto il testimone, come: Bortolo Saio, Luigi Merelli, i fratelli Danilo, Luciano e Renzo Bosio, Marino Caccia, Luciano Merla… ecc. Infine è d'obbligo sottolineare che questi lunghi cinquant'anni sono stati sì anni di importanti risultati, ma soprattutto sono stati caratterizzati dalla costante presenza di dirigenti motivati e di grandi uomini che hanno corso, sudato e lavorato sodo per il prestigio della Recastello.

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Articolo p. 86

Gli atleti più “nostri”

Luigi Bombardieri, “Martì”, e il record provinciale dell’ora del 1966; Dino Coter e le doti trasmesse alla figlia Cinzia.

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Testo rivisto sull’originale

Adriano Maffeis

Gli atleti più "nostri"

Anche Gazzaniga ha avuto negli anni tanti atleti podisti di alto livello. Fra coloro che, oltre all'attività svolta nei settori giovanili, hanno confermato le loro qualità nelle categorie assolute, spiccano sicuramente LUIGI BOMBARDIERI e DINO COTER. Questi atleti hanno fatto parte per anni del ristretto numero dei "the best" soprattutto nelle specialità delle corse in montagna e delle campestri, cogliendo significative affermazioni sui vari percorsi italiani. Entrambi hanno fatto parte delle squadre "A" con imprese che hanno qualificato la nostra storia sportiva. Luigi Bombardieri, "Martì" per gli amici, merita di essere segnalato per aver stabilito il record provinciale dell'ora sulla pista del Campo Coni di Bergamo nel 1966 con mt.18.095. Dino Coter merita invece una particolare segnalazione per aver trasmesso spiccate doti agonistiche alla figlia Cinzia, per anni alla ribalta sia a livello locale che nazionale.

A. M.

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Articolo p. 87

La 24 ore al Comunale di Bergamo

Novembre 1970: Rino Lavelli corre quasi 200 km in pista davanti a cinquemila persone, con la stampa nazionale e Christiaan Barnard di passaggio in tribuna.

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Testo rivisto sull’originale

Redazione Recastello

La 24 ore al comunale di Bergamo IL RECORD DI RINO LAVELLI

Come molti sportivi ricorderanno, nel 1970, dalle ore 16 di sabato 14 novembre alle ore 16 di domenica 15, LA RECASTELLO fu promotrice ed organizzatrice di una manifestazione agli albori in Italia, che per la freschezza dell'iniziativa, il fascino dell'incognito che presentava e la fama internazionale del protagonista, RINO LAVELLI, ebbe larghissima eco di stampa e televisiva: l'attacco al "RECORD DELLE 24 ORE DI CORSA IN PISTA". La manifestazione, successivamente più volte ripresa da altri tentativi con innovazioni, modifiche e perfezionamenti, scosse l'ambiente sportivo riuscendo a catalizzare sulle affollatissime tribune del Campo Sportivo Comunale di Bergamo un interesse inimmaginabile; si scelse una domenica in cui l'Atalanta giocava in trasferta per far sì che L'ATLETICA vivesse indisturbata la sua grande giornata. Stralciamo dalla stampa di quei giorni:

Rino Lavelli in pista durante il tentativo di record delle 24 ore
Rino Lavelli festeggiato in pista al termine delle 24 ore, novembre 1970. Originale: p. 87

Giornale di Bergamo 16-11-1970 NELL'ERA DELLE CONQUISTE SPAZIALI IL RECORD DI LAVELLI: QUASI 200 KM.! …oltre cinquemila persone hanno assistito alla fase finale del tentativo.

Gazzetta dello sport 17-11-1970 ANCHE BARNARD A VEDERE LAVELLI. Non avremmo mai pensato che l'impresa di Rino Lavelli fosse capace di richiamare tanta gente… Fra le persone che hanno fatto una capatina allo stadio comunale durante il tentativo di primato, c'è stato nientemeno che Christian Barnard, il più famoso del mondo per i trapianti di cuore, ospite di Bergamo per un Convegno internazionale sulla tetralogia di Fallot…

Tuttosport 17-11-1970 IL RECORD DI BERGAMO E' UN EPISODIO DAL PROFONDO SIGNIFICATO UMANO, PRIMA CHE TECNICO. …nel momento dell'apoteosi il Comunale di Bergamo era zeppo di ex-atleti orobici, alcuni titolatissimi; tutti, dico tutti, piangevano e ti erano vicini.

Giornale di Bergamo 16-11-1970 …non possiamo esimerci dall'elogiare la perfetta organizzazione curata in ogni minimo particolare dalla Recastello di Gazzaniga…

L'Eco di Bergamo 16-11-1970 …UN SUCCESSO DI TUTTA L'ATLETICA…

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Articolo pp. 88–92

Saio, Bassanelli, Bosio, Pedretti, “Gloria”, Emilio e “Attila”

Sette ritratti dal campo: la stretta di mano a Misano d’Adda, la rimonta di Azzano, la caparbietà nelle maratone e il panino col salame prima della staffetta.

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Testo rivisto sull’originale

Luciano Merla

Saio Bortolo

Quando una società sportiva, come la nostra, non dispone di grandi budgets per ingaggiare atleti di buon livello, può tornare utile un po' di fortuna! Un giorno con Cornelio Gusmini, durante una trasferta per partecipare ad una riunione della Fidal, ci recammo fino a Misano d'Adda, uno degli ultimi paesi della bergamasca. Andammo al Municipio per chiedere di un certo Saio Bortolo, dipendente comunale che ci aveva impressionati favorevolmente in estate correndo la "Mezzoldo-Cà S. Marco". (C'è da dire che Saio rientrava nelle gare dopo un forzato riposo durato alcuni anni). Egli aveva un curriculum di tutto rispetto per aver gareggiato per i colori dell'Atletica Riccardi di Milano, l'Atletic Club Bergamo e la Snam di S. Donato.

E fu subito "Feeling"! Due parole, uno sguardo intenso negli occhi, una calorosa stretta di mano e Saio Bortolo divenne subito uno della Recastello. Negli anni in cui corse con i nostri colori riportò grossi risultati e colse grandi soddisfazioni, in particolar modo nelle corse in salita. In discesa, invece, poiché difettava un poco, raggiungeva settimanalmente con la mitica Fiat 131 color carta da zucchero le colline della Val Cavallina e in compagnia dell'amico Stefano Lazzaroni, si sottoponeva a severi ed estenuanti allenamenti. Così in breve tempo migliorò le sue prestazioni sui percorsi misti e fu convocato tra gli "azzurri".

Riconosciuto da tutti come un grande atleta, ha appeso le scarpette al chiodo a 36 anni. Verrà però ricordato oltre che per i suoi risultati anche per l'esempio positivo che ha saputo dare nell'ambiente sportivo/agonistico.

L. M.

Bassanelli Ruggero

Uno fra gli atleti della società che ha lasciato il "segno" è senz'altro Bassanelli Ruggero di Premolo. Di carattere un po' schivo e taciturno, ma sempre equilibrato nei giudizi personali e tecnici che sono stati d'aiuto anche agli altri atleti della società. Laureato Isef ed insegnante di educazione fisica è stato un valido supporto per la società e precorritore di nuovi suggerimenti atti a migliorare la tipologia delle gare della corsa in montagna. È sempre stato un atleta nel vero senso del termine, scrupoloso e metodico nel seguire un'alimentazione sana ed equilibrata lontana da quegli schemi che spesso vengono proposti con lo scopo di raggiungere "risultati" a tutti i costi.

L. M.

Bosio Danilo

Ricordo ancora perfettamente quella mattina. Ad Azzano S. Paolo si correva una nervosa gara campestre, valevole per il Campionato Provinciale Juniores. Danilo non amava particolarmente le corse campestri (e non le ama tuttora), ma prese ugualmente il via ed immediatamente anche la gara prese…una brutta piega. Pagani, suo storico avversario, pigliò subito il comando, si avvantaggiava ad ogni giro. A nulla valevano i nostri incitamenti; Danilo sembrava assente, non in giornata. Poi, ad un certo punto parve svegliarsi, chiese: "quanto manca alla fine?", risposi: "un giro!" e lo incitai nuovamente. Allora egli iniziò una strepitosa quanto mai insperata rimonta.

Passo dopo passo recuperò lo svantaggio, si affiancò a Pagani e, dopo una combattuta volata spalla a spalla, tagliò per primo il traguardo. Sono ormai trascorsi una dozzina d'anni da quel giorno e Danilo ha inanellato numerosi risultati importanti, ha ottenuto diverse vittorie nelle edizioni dei Campionati Italiani A.N.A., è entrato nei primissimi posti dei Campionati Italiani di Corse in Montagna ed ha conseguito numerose altre vittorie oltre a due convocazioni in maglia azzurra. Ma un'altra particolarità di Danilo è stata la sua grande disponibilità. In tanti anni in cui ha praticato l'atletica non ha mai declinato l'invito a partecipare alle gare. E' quindi da considerare un modello positivo ed un atleta tra i più validi ed ora, che è nella piena maturità, c'è da scommettere che i prossimi anni…

L. M.

Pedretti Roberto

E' della classe 1962, quindi ha quarant'anni suonati, ma non li dimostra! E' un atleta con un fisico ancora integro, malgrado le numerose "battaglie" sostenute in tutti i campi dell'atletica, dalla pista alla corsa in montagna, dalle mezze maratone alle maratone. Ma in questa specialità Roberto non è riuscito a cogliere soddisfazioni proporzionali all'impegno profuso. Così rimangono memorabili le maratone di Cesano Boscone e di Torino dove egli ha sfoderato tutta la sua caparbietà e determinazione concludendole, nonostante fosse colto da dolori e problemi intestinali e lamentasse vesciche sanguinanti ai piedi. Per parecchi anni poi è stato un eccellente millecinquecentista.

Successivamente si è adattato anche alle corse in salita dove ha colto splendide vittorie. Per tutti rimane un esempio di adattabilità nelle varie specialità ed un atleta con tanta "classe". Da questo punto di vista il migliore che la nostra Società abbia mai avuto.

L. M.

[riquadro] Luciano Merla, atleta e vicepresidente, è da anni colonna e punto di riferimento nel settore dell'Atletica Leggera. Segue con competenza e capacità sia la partecipazione alle gare degli atleti, sia il contatto tecnico ed "umano" con gli stessi. Prezioso in ogni frangente, spazia alla grande anche nella pratica del ciclismo ed in tono più contenuto in quella dello sci. [didascalia] Eccolo al termine di una competizione premiato dall'Olimpionico Gelindo Bordin.

Merelli Luigi "Gloria"

La prima volta che l'ho visto correre è stato in occasione della "Camminata dell'Alluvione", gara che si è svolta solamente per pochi anni, per ricordare l'alluvione che colpì Gazzaniga nel 1972. Io, allora, correvo già da qualche anno, ma non lo conoscevo ancora. Quella gara si sviluppava prevalentemente in salita e la salita non era di certo il mio forte. Ad un certo punto, proprio nel tratto più duro, vengo affiancato da un atleta che, sfoderando un sorriso smagliante e trotterellandomi a fianco apparentemente senza fatica, incomincia a parlare, parlare, parlare…, mentre io per ovvi motivi di fiato non rispondevo.

Solo all'arrivo venni informato che quell'atleta era uno dei più forti corridori di corsa in montagna del momento e quando la strada iniziava a salire… "non ce n'era per nessuno"! Un giorno egli si confidò con il nostro Bernardino Coter (Cica) spiegandogli che non correva per i soldi, ma per la "gloria" di vincere, per battere gli avversari e che per questo motivo avrebbe anche rinunciato ben volentieri al premio in palio. Così rimase per tutti, allora ed oggi, "Gloria"! Dopo alcuni anni cambiò sport, passò al ciclismo ed anche qui in salita era sempre l'uomo da battere. A volte però incontrava qualche giudice di gara "troppo pignolo" che gli contestava l'abbigliamento non proprio consono alla circostanza, oppure il fatto che correva con una bicicletta… senza sellino!

…ed è successo anche questo…

In una gara disputata a Trento il nostro "Gloria" umiliò nientepopodimeno che De Biasi, un forte atleta locale conosciuto come il "Camoscio delle Dolomiti". La cosa fece infuriare i dirigenti A.N.A. di Trento, organizzatori della corsa, che prospettarono di sottoporre Merelli, per loro un emerito sconosciuto, all'antidoping, non riuscendo ad accettare la sconfitta del "loro campione" proprio in "casa loro", da uno "sconosciuto" e proprio "in salita". L'intervento dell'atleta Simonetti della Forestale, che conosceva bene il nostro "Gloria" per averlo incontrato la settimana precedente nella gara del monte Zucco a San Pellegrino, tranquillizzò gli organizzatori, i quali presero atto, loro malgrado, della performance dell'atleta della Recastello.

Per onor di cronaca ricordiamo che Merelli correva in quell'occasione per l'A.N.A. di Bergamo con Giovanni Mostacchetti e Alfredo Pasini. Dopo tale evento Dino Perolari, il grande capo dello sport A.N.A. di Bergamo, raggiante per il successo, riuscì a far pubblicare la foto a colori dei tre atleti bergamaschi vincitori sulla prima pagina de l'Eco di Bergamo, il che… non è cosa da poco!

L. M.

Ferrari "l'Emilio"

Parecchi anni fa è approdato alla Recastello Emilio, un ragazzo che gareggiava nella categoria juniores e che prediligeva la corsa in montagna. Era un atleta meticoloso e puntiglioso negli allenamenti, virtù che lo hanno portato a praticare sia la corsa su strada che in pista ed in montagna. Era sicuramente un "modello positivo", tanto che queste sue doti e caratteristiche ben presto lo hanno proiettato nei quadri dirigenziali della società, così come il collega Ghilardini ed altri. Ora, da alcuni anni, "Emilio" ricopre il duplice ruolo di "atleta" e "dirigente", binomio importante, poiché egli è portatore di nuove idee ed iniziative nate "sul campo". Inoltre il suo lavoro, propositivo ed innovativo, ben si inserisce nella nostra Società ormai ben strutturata e collaudata.

Testa Attilio "Attila"

A Chiavenna si svolge da alcuni anni, all'inizio di settembre, una tra le più belle e spettacolari staffette di corsa in montagna. Tale manifestazione è un grande richiamo per le società, così anche noi ci presentiamo sempre con parecchie terne di atleti cercando di mettere in campo le formazioni migliori. Nei minuti che precedono la gara si respira un'aria tesa specie per chi, come il sottoscritto, deve decidere le formazioni, l'ordine di partenza dei vari staffettisti, ecc.. Ma esattamente proprio in questi momenti concitati e febbrili vedo Attilio (un ragazzo che da poco tempo corre con noi) intento ad addentare un panino gigante farcito con salame.

"Cosa fai Attilio?", chiedo. E lui educatamente risponde: "Avevo fame ed ero indeciso fra pane e cioccolato e pane e salame ed ho scelto quest'ultimo". Io e gli altri accompagnatori della squadra rimaniamo, a dir poco, perplessi, stupefatti ed increduli e gli spieghiamo che forse il "pane e salame" è meglio mangiarlo dopo la gara. Ma si sa, l'esperienza vien mangiando. Pardon, viene con il tempo e si sperimenta sulla propria pelle. Ma tutto sommato è meglio l'Attila che prima della gara divora pane e salame che quelli che si nutrono di … altre sostanze!

L. M.

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Articolo p. 93

Il gruppo di Premana

I fratelli Gianola e i loro compaesani della Valsassina scelgono la Recastello, e con lo Skyrunning arrivano il Trofeo Kima e gli Skigames di Cervinia.

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Testo rivisto sull’originale

Redazione Recastello

Il Gruppo di Premana

Nell'organico degli atleti della corsa in montagna della Recastello c'è anche un gruppo proveniente da Premana, paese della Valsassina in provincia di Lecco. L'Associazione Sportiva Premana, da sempre, segue con ottimi risultati l'attività del settore giovanile della corsa in montagna, tralasciando l'attività del settore assoluto. Quindi chi voleva proseguire nelle gare si è trovato nella condizione di doversi aggregare ad un altro gruppo o società già organizzato e strutturato nel settore. Il primo atleta ad avere questa necessità, visti gli ottimi risultati raggiunti, fu Mauro Gianola, classe 1965, che già nel 1994 aveva trovato nella Società "Recastello Radici Group" una soluzione al suo problema.

Visto che l'ambiente era ottimo, è stato poi seguito dal gemello Fausto. E ciò nonostante la distanza, la diversità di visione delle cose e la differenza d'interpretazione nella pratica dell'atletica. In questi anni i due fratelli, intercalando l'attività sci-alpinistica con quella podistica, hanno avuto modo di partecipare a tantissime competizioni, anche di buon livello, arrivando al culmine con l'ottimo 5° posto di Mauro al Campionato Italiano di corsa in montagna a staffetta. Per effetto di questa situazione anche altri giovani, desiderosi di praticare sport ed atletica, principalmente su consiglio dei fratelli Gianola e grazie all'intervento di Luciano Merla, hanno deciso di unirsi alla Recastello.

Essa infatti si dimostra sempre generosa nell'avviare giovani non solo alla corsa in montagna, ma a tutta l'atletica in generale. I nuovi adepti furono: Filippo Fazzini classe 1970, Giovanni Gianola classe 1976, Leonardo Gianola classe 1980. In questi anni i premanesi hanno cercato di partecipare non solo alle gare inserite nel programma della Recastello, ma anche alla vita associativa, per quanto possibile. Dato l'handicap della distanza geografica del paese di Premana da quello di Gazzaniga, si è però sempre garantita la presenza durante l'Assemblea Annuale e nella gara podistica intersociale di Orezzo. Inoltre si è cercato di essere presenti proprio in quei momenti che potevano servire al risultato della Società, così da incrementare il già buon rapporto di amicizia instaurata con i compagni.

Per quanto riguarda la corsa in montagna è comunque negli ultimi anni, con l'avvento delle gare Skirunner in alta montagna, che i premanesi hanno avuto modo di mettersi in evidenza con buoni piazzamenti nelle più quotate prove del calendario nazionale e non solo. Degne di nota sono le prestazioni al Trofeo Kima in Valmasino, dove Mauro si è piazzato al settimo posto nell'edizione del 1997, ma è soprattutto Giovanni che è riuscito ad esprimersi al meglio nelle gare di intensa difficoltà tecnica. Egli inizia nel 1997 al trofeo Kima quando, a soli 21 anni, giunge al 10° posto assoluto. Poi negli anni seguenti migliora notevolmente, fino ad arrivare sul podio nel 1999, piazzandosi al terzo posto.

Questi risultati fanno sì che Giovanni venga conosciuto nell'ambiente e quindi venga convocato allo Skigames 2000 di Cervinia, una sorta di Campionato del Mondo di Specialità. Ed anche sulle nevi, alle pendici del Cervino, Giovanni si conferma atleta di buon livello, maturo e competitivo, classificandosi 16° al Vertical Kilometer e 8° nella maratona che porta gli atleti fino alla cima del Breithorn. Questi risultati gli consentono di salire sul podio della combinata dei Campionati del Mondo. I ragazzi di Premana continuano tuttora l'attività in ogni tipo di competizione e su ogni tipo di terreno, cercando comunque di essere sempre coinvolti nella vita associativa della Recastello.

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Documento p. 94

I due records

Colere–Rifugio Albani in 41’32” e la Valcanale–Valbondione per i rifugi in 6h13’30”: i primati del 1981 di Franco Quistini e Rino Pasini.

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Testo rivisto sull’originale

Archivio sociale

I due records

1981 - Franco Quistini stabilisce il nuovo record Colere - Rifugio Albani in 41'32".

1981 - Rino Pasini stabilisce il nuovo record Valcanale - Gemelli - Calvi - Brunone - Coca - Curò - Valbondione in 6h 13'30".

[fotografie] Franco Quistini. — Rino Pasini. — Pizzo Porola e val di Coca.

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Articolo pp. 95–97

Il settore non vedenti

Promozione, agonismo, informazione nelle scuole e gare in cui atleti disabili e normodotati corrono fianco a fianco — con Special Olympics, le Paraolimpiadi e il medagliere.

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Testo rivisto sull’originale

Prof. Mario Poletti

Il settore non vedenti Prof. Mario Poletti

Da quasi dieci anni il Settore Non Vedenti è diventato un punto di riferimento importante per tutto il movimento sportivo dei disabili, soprattutto nel campo dell'handicap visivo. Tale settore è nato con il preciso intento di promuovere e sviluppare l'attività sportiva nei confronti dei soggetti non vedenti e ipovedenti, ampliando successivamente il proprio campo di azione anche agli handicap fisici e mentali. A tal proposito è necessario premettere che le difficoltà fisiche oggettive che colpiscono i soggetti ciechi sono spesso causa di disagi sociali, i quali, in taluni casi, possono concorrere a determinare ritardi nello sviluppo rispetto alle altre persone.

Le difficoltà oggettive sono rappresentate dall'assenza di un senso, la vista, elemento di percezione, di apprendimento e di comunicazione. Praticare lo sport significa approfondire la conoscenza del corpo, migliorare il rapporto col mondo circostante, instaurare rapporti di amicizia e collaborazione con le altre persone. Viceversa la mancanza di attività motoria e di sport, non solo non apporta tali benefici, ma costituisce senz'altro un fattore di rischio elevato in relazione a peggioramenti del proprio stato di salute. Tuttavia occorre abbattere molti retaggi e pregiudizi, che impediscono e rendono inefficace la pratica dello sport da parte dei soggetti portatori di handicap.

E' in tale contesto che si inserisce l'attività del Settore Non Vedenti, sponsorizzato in modo tangibile dalla Recastello Radici Group e personalizzato da proprie divise sportive. Le linee operative essenziali sono: • La Promozione dell'attività motoria dei soggetti diversamente abili. Attualmente sono in svolgimento Corsi di Educazione psicomotoria per bambini di 8-10 anni affetti da handicap mentale (Down, cerebrolesi, ecc). • La Pratica agonistica di attività sportive (Atletica Leggera, Ciclismo, Sci Alpino, Judo, Ginnastica Artistica) coinvolgenti atleti per la maggior parte ciechi e ipovedenti, oltre ad alcuni soggetti portatori di handicap mentale o fisico. • L'Informazione, per mezzo di Bollettini, partecipazione a programmi televisivi, ma soprattutto una costante presenza nella Scuola, mediante un Progetto ad impostazione multidisciplinare, teso da un lato ad informare su aspetti storici, scientifici, tecnici, ecc. dell'attività sportiva dei disabili e dall'altro a simulare la situazione di handicap mediante esercitazioni pratiche, tese a far sperimentare agli allievi "normodotati" la condizione di menomazione della vista. • L'Organizzazione di manifestazioni sportive, finalizzate sia a mettere gli atleti diversamente abili in condizioni di esprimere le loro capacità tecnico-agonistiche, sia a darne la maggior visibilità possibile.

Per questo, ove le condizioni lo permettano, l'evento sportivo vedrà affiancati atleti portatori di handicap ed atleti normodotati. Ed il Campionato italiano di corsa su strada organizzato a Gazzaniga è stato proprio espressione di questa filosofia: atleti disabili hanno gareggiato fianco a fianco con atleti normalmente abili.

SPECIAL OLYMPICS

Special Olympics International è un'organizzazione strettamente legata al movimento olimpico internazionale ed è rivolta ad atleti con ritardo mentale. Special Olympics porta avanti l'idea che, con adeguate istruzioni e sostegno, le persone con handicap mentale possono imparare, usufruire, beneficiare della partecipazione a sport individuali e di squadra, adattati dove necessario, per venire incontro ai bisogni di coloro che hanno più limitazioni. Tutto ciò permette di vivere anche alle famiglie momenti di autentica gratificazione. Una parte sempre più vasta della comunità si unisce alle persone con handicap mentale, attraverso la partecipazione e l'osservazione in un contesto di uguaglianza, rispetto ed accettazione.

"Che io possa vincere, ma se non riuscissi, che io possa tentare con tutte le mie forze."

Questa frase è stata pronunciata da Eunice Kennedy Shriver a Chicago ai primi Giochi Internazionali di Special Olympics nel 1968. In tutti i successivi giochi, gli atleti hanno recitato questo motto adottandolo come giuramento.

DATI E RISULTATI DI MAGGIOR RILIEVO

Partecipazione ai Campionati Mondiali di: • CICLISMO - Belgio 1994; U.S.A. 1998 • ATLETICA LEGGERA - Madrid 1998

Partecipazione ai Campionati Europei di: • ATLETICA LEGGERA - Spagna 1995; Italia 1997; Portogallo 1999; Polonia 2001 • CICLISMO - Germania 1995 • SCI ALPINO - Spagna 1997

Partecipazione alle Paraolimpiadi di: • ATLANTA 1996 – (atletica leggera e ciclismo) • NAGANO 1998 – Invernali (gigante e super G.) • SYDNEY 2000 – (atletica leggera).

MEDAGLIERE: - ORO: Matteo Tassetti (n.3) – Angelo Zanotti (n.5) – Guglielmo Bono (n.1) – Paolo Barbera (n.1); - ARGENTO: Sammy Meneghelli (n.1) – Paolo Barbera (n.2) – Angelo Zanotti (n.1); - BRONZO: Maria Ligorio (n.5) – Guglielmo Boni (n.1).

Campionati italiani: - Titoli di Società Campione d'Italia: n. 6 maschili, n. 2 femminili. - Titoli individuali: n. 67 ori – 38 argenti – 9 bronzi.

* * *

27 anni il prossimo dicembre, 1 metro e 50 di altezza, una lunga treccia di capelli neri, un'espressione particolarmente dolce ed uno sguardo sempre attento a quanto le succede intorno. Queste le caratteristiche salienti di Angela Galluzzi, di Clusone. Ma ciò che la distingue in maniera particolare è un carattere di indomita lottatrice che sfoggia durante le competizioni. Il salto in lungo da fermo e i 50 mt. di velocità sono le gare nelle quali ha ottenuto risultati significativi, tanto da meritarsi più volte la convocazione alle finali nazionali. Quando le è possibile partecipa anche ai 400 mt. di marcia ed al lancio della pallina, gare facenti parte del 1° livello del programma Special Olympics.

Sempre ai primissimi posti nelle gare regionali, ha ottenuto prestigiose prestazioni anche extra regione. L'Atletica Leggera non è però la sola disciplina praticata da Angela. Lo Sci Alpino è un'altra sua grande passione, coltivata grazie anche all'opera dell'instancabile Maestra di Sci Claudia Ferrari, promotrice di una Scuola di Sci per soggetti affetti da diversi tipi di disabilità. Contemporaneamente alle passioni sportive Angela è attratta dalla musica. Da anni studia pianoforte e più volte ha partecipato a saggi musicali ottenendo particolari apprezzamenti.

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06

Sci

Dalle gare cronometrate a mano degli anni Cinquanta al circuito Old Stars del mercoledì, passando per il Mezzalama e i rallies sci alpinistici.

Articolo pp. 100–101

Sci alpino

Cronometri a mano e teste di serie decise il mercoledì sera: la prima squadra di discesisti, la vittoria di Clemente Sofisti sul monte Bò e la scelta di restare amatoriali.

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Testo rivisto sull’originale

Adriano Maffeis

Sci alpino

Fra i primi temi affrontati dalla Recastello, sin dal momento della sua costituzione, va ricordato il tentativo di creare e gestire una squadra di sciatori che si affacciavano con i mezzi di allora, sia tecnici che di trasporto, al mondo agonistico. Un mondo che oggi è particolarmente difficile, se non impossibile, cercare di descrivere e di concepire. Basti pensare alle discussioni sui tempi impiegati in gara – quali penalità attribuire a chi scattava prima della partenza – mancanza del cancelletto di apertura – cronometri manuali che difficilmente erano in grado di fermare correttamente i secondi (oggi in un secondo si possono trovare anche 10 o più classificati), ecc.. Prima di ogni gara si susseguivano quindi frenetiche riunioni infrasettimanali per stabilire, secondo concetti oggettivi, le "teste di serie" - chi era od era ritenuto più forte – chi aveva il miglior risultato assoluto – chi aveva ottenuto il miglior piazzamento nella gara precedente – ed altre variabili ancora.

In questo ambiente nasce e prospera l'entusiasmo dei giovani soci che ben presto propongono alla ribalta provinciale gli atleti Clemente Sofisti, Servilio Gusmini, Luigi Rossi, Gerardo Foglio, Arnaldo Gusmini, Mino Brignoli e Mario Cagnoni. Ed è di Clemente Sofisti la prima vittoria di un recastellino in una gara di slalom sul monte Bò, località Piantù. (Sì, proprio sul monte Bò di Cene, dove di neve allora ne cadeva ancora in abbondanza…). Nel 1954 arrivano a dare man forte anche Giacomo Maffeis, Giovanni Locatelli, Giuseppe Cattaneo ed altri. E' in questi anni che La Recastello organizza i primi corsi presciistici.

Nel 1957 la nostra Società, attenta a quanto avviene in zona, organizza sul Monte Farno una gara sciistica e di fondo denominata "Trofeo Seggiovia Monte Farno", in concomitanza con l'apertura ed il funzionamento dei nuovi impianti. E sempre nel 1957 Mario Maffeis vince a Foppolo i Campionati Studenteschi di sci. Negli anni successivi, mentre Dino Trapletti si cimenta nel fondo, il gruppo di discesisti si arricchisce anche di Angelo Cagnoni, Giuseppe Merelli, Franco Cassera e Tarcisio Gaeni. Sempre inquadrati nella F.I.S.I. partecipano a delle gare anche Giovanni Zucchelli e Paolino Masserini. Nel 1960 ci sono nuovi arrivi, tra i quali spiccano i fratelli Sergio, Franco ed Alviero Martinelli con risultati di rilievo nelle gare e con la vocazione, più tardi realizzata, di diventare i nostri primi maestri di sci.

Entriamo in una nuova era ed ormai prendono piede e si specializzano sempre di più molte società sciistiche un po' dovunque. La Recastello opta, a questo punto, di proseguire solo a livello amatoriale. Nello sci non si annoverano più atleti agonisti, ma questo sport viene comunque sempre portato avanti nelle espressioni più prettamente sociali quali: l'organizzazione di corsi presciistici in palestra, di corsi di sci annuali, sia di discesa che di fondo, e dell'annuale gara sociale di slalom, manifestazioni che ancora oggi vengono svolte con regolarità.

A. M.

[fotografie] Una partenza di Clemente Sofisti. 5 Dicembre 1954 - Sciando alle pendici della Presolana. 12 Maggio 1955 - Mario Maffeis in gara sul Farno. 8 Aprile 1956 - In gita al rifugio Calvi.

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Documento pp. 102–104

Campionati sociali di sci, 1958–2001

Quarant’anni di gara sociale, categoria per categoria — comprese le annate saltate per mancanza di neve.

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Testo rivisto sull’originale

Archivio sociale

CAMPIONATI SOCIALI DI SCI

1958 Boario di Gromo — ROSSI LUIGI (senior) 1959 Boario di Gromo — ROSSI LUIGI (senior); PEZZERA RINO (pulcini); BAITELLI CATY (femm.); TRAPLETTI DINO (fondo) 1960 Poieto – Boario di Gromo (2 prove) — CAGNONI MARIO (senior); MASSERINI PAOLINO (ragazzi) 1961 Lizzola — MESSINA ANTONIO (senior); MASSERINI PAOLINO (ragazzi) 1962 Schilpario - Epolo — MARTINELLI SERGIO (senior); MAFFEIS FRANCO (esord.); BAITELLI CATY (femm.) 1963 Farno — MARTINELLI SERGIO (senior); MAFFEIS FRANCO (junior); ROTTIGNI ANNA (femm.) 1964 Boario di Gromo — MARTINELLI SERGIO (senior); MASSERINI PAOLINO (junior); GUERINI ROSALBA (femm.) 1965 Colere — MARTINELLI FRANCO (senior); GUERINI FAUSTO (junior); MINELLI ANNA (femm.)

1966 Cusio — MARTINELLI FRANCO (senior); BERERA LINO (junior); MOTTA PIERINO (giov.ni); MINELLI ANNA (femm.) 1967 Cusio — LOCATELLI GIOVANNI (senior); BONOMI GIANNI (junior); MOTTA PIERANTONIO (ragazzi); MAFFEIS RENZI ROSA (senior f.); LOCATELLI ILEANA (junior f.) 1968 Schilpario – Epolo — MARTINELLI ALVIERO (senior); MAGNI GIANLUIGI (junior); MOTTA PIERANTONIO (ragazzi); BRISSONI LUIGINA (senior f.); LOCATELLI ILEANA (ragazze) 1969 Schilpario - Epolo — MARTINELLI ALVIERO (senior); BONOMI SERGIO (junior); MOTTA PIERANTONIO (ragazzi); BONOMI CORNELIO (veterani); BRISSONI LUIGINA (senior f.); LOCATELLI ILEANA (ragazze) 1970 Monte Pora — MARTINELLI ALVIERO (senior); PEZZERA PAOLO (junior); MARTINELLI MAURIZIO (ragazzi); BONASSI G.BATTISTA (veterani); BRISSONI LUIGINA (senior f.); BRISSONI ELIANA (junior f.) 1971 Ganda — MARTINELLI ALVIERO (senior); MOTTA PIERANTONIO (junior); ARIZZI DANILO (ragazzi); CORTINOVIS ADELIO (veterani); BRISSONI LUIGINA (senior f.); LOCATELLI ILEANA (junior f.) 1972 Monte Poieto — MARTINELLI SERGIO (senior); MOTTA PIERANTONIO (junior); DI PILATO PIERLUIGI (giov.mi); ARIZZI ALDO (veterani); GAENI ARTEMIDE (senior f.); BONOMI LUCILLA (giov.me) 1973 Monte Pora — MARTINELLI SERGIO (senior); MAGNI ALBERTO (junior); LOCATELLI GIOVANNI (veterani); LOCATELLI ANTONELLA (femminile) 1974 Zambla Alta — BONOMI SERGIO (senior); QUISTINI LUCIANO (ragazzi); MAGNI ALBERTO (junior); BONOMI CORNELIO (veterani); BRISSONI LUIGINA (senior f.); BRISSONI ELIANA (ragazze).

Parallelo: 1° BONOMI SERGIO, 2° MORO MARIO 1975 Zambla Alta — CARRARA SERGIO (senior); QUISTINI FIORENZO (junior); GUSMINI EMILIO (cuccioli); BONASSI G.BATTISTA (veterani); LOCATELLI ANTONELLA (senior f.); ROSSI TIZIANA (junior f.); PIROVANO MONICA (cuccioli f.). Parallelo: 1° LOCATELLI ANTONELLA, 2° QUISTINI FIORENZO

1976 Monte Pora — MARTINELLI FRANCO (senior); PEROLARI CRISTIAN (allievi); MARTINELLI IVAN (ragazzi); BONOMI CORNELIO (veterani); GUERINI MARILENA (senior f.); MERELLI GABRIELLA (allieve); RUFFINI GIULIANA (ragazze). Parallelo: 1° QUISTINI FIORENZO, 2° MARTINELLI ALVIERO 1977 Zambla Alta — BONOMI SERGIO (senior); CARRARA PIETRO (senior); ROSSI ANDREA (allievi); RUFFINI ROBERTO (mini); ARESI MARIO (veterani); GAENI ARTEMIDE (senior f.); MAFFEIS ROSSANA (allieve); ROSSI TIZIANA (mini f.). Parallelo: 1° ROSSI ANDREA, 2° QUISTINI BRUNO 1978 Zambla — BONOMI CORNELIO (gentleman); QUISTINI FIORENZO (senior); ROSSI ANDREA (allievi); MARTINELLI IVAN (cuccioli); GAENI ARTEMIDE (senior f.); MERELLI GABRIELLA (allieve); RUFFINI GIULIANA (cucciole).

Parallelo: 1° QUISTINI LUCIANO, 2° ROSSI ANDREA 1979 Zambla — BONOMI CORNELIO (gentleman); QUISTINI FIORENZO (senior); PEROLARI CRISTIAN (allievi); MAFFEIS DANIELE (cuccioli); BERNINI PATRIZIA (senior f.); RUFFINI GIULIANA (allieve); CAVAGNA MIRELLA (cucciole). Parallelo: 1° PEROLARI CRISTIAN, 2° QUISTINI LUCIANO 1980 Monte Pora — BONOMI CORNELIO (gentleman); BECCARELLI AMADIO (senior); PASINETTI CLAUDIO (junior); PEROLARI CRISTIAN (allievi); MARTINELLI IVAN (cuccioli); LOCATELLI ILEANA (senior f.); RUFFINI GIULIANA (allieve); LOCATELLI CRISTINA (cucciole) 1981 Non disputata per mancanza di neve 1982 Monte Pora — CAGNONI MARIO (gentleman); BECCARELLI AMADIO (senior); PEROLARI LUCA (junior); MARTINELLI IVAN (allievi); PARRAVICINI PIERLUIGI (cuccioli); LOCATELLI ILEANA (senior f.); GERVASONI ELISA (allieve); VALLE VALLOMINI NADIA (cucciole)

1983 Non disputata per mancanza di neve 1984 Monte Pora — BALERI EMANUELE (gentleman); BECCARELLI AMADIO (senior); CERONI PIERSANDRO (junior); PARRAVICINI PIERLUIGI (allievi); MARTINELLI MASSIMO (cuccioli); MARTINELLI SALA SONIA (senior f.); CARRARA CARMEN (allieve); MARTINELLI ERIKA (cucciole) 1985 Monte Pora — BALERI EMANUELE (gentleman); BECCARELLI AMADIO (senior); MARTINELLI IVAN (junior); MUSITELLI FABIO (cuccioli); MAFFEIS ANTHY (senior f.); MARTINELLI MANUELA (allieve); PASSERINI CRISTINA (cucciole) 1986 Monte Pora — MARTINELLI SERGIO (gentleman); MARTINELLI ALVIERO (senior); CAGNONI ALESSANDRO (junior); MARTINELLI MASSIMO (cuccioli); COSTA MARISA (senior f.); MARTINELLI MANUELA (allieve); MARTINELLI MOIRA (cucciole) 1987 Monte Pora — MARTINELLI FRANCO (gentleman); BECCARELLI AMADIO (senior); MUSITELLI FABIO (junior); MARTINELLI MIRKO (cuccioli); COSTA MARISA (senior f.); MARTINELLI MANUELA (allieve); SETOLA FRANCESCA (cucciole) 1988 Monte Pora — MARTINELLI FRANCO (gentleman); MARTINELLI IVAN (senior); MUSITELLI FABIO (junior); MARTINELLI MIRKO (cuccioli); MARTINELLI MANUELA (senior f.); SPLUGA GIORGIA (cucciole) 1989 Non disputata per mancanza di neve 1990 Non disputata per mancanza di neve 1991 Neve impraticabile 1992 Spiazzi di Gromo — CATTANEO GIUSEPPE (senior); PEZZOLI DANIELE (giovani); COSTA MARISA (donne) 1993 Monte Pora — CATTANEO GIUSEPPE (senior); MARTINELLI MIRKO (junior); PEZZOLI DANIELE (ragazzi); GRASSI ANGELA (donne) 1994 Monte Pora — CATTANEO GIUSEPPE (senior); MARTINELLI IVAN (giovani); PEZZOLI DANIELE (junior); PEZZOLI PAOLO (ragazzi); CARRARA CARMEN (donne) 1995 Monte Pora — CATTANEO GIUSEPPE (senior); MARTINELLI FABIO (junior); MAGNI SERGIO (piccoli); GRASSI ANGELA (donne); LUCIANO ASTRID (mini) 1996 Monte Pora — PEZZOLI ANDREINO (senior); MARTINELLI IVAN (junior); MAFFEIS SIMONE (piccoli); MARTINELLI ELENA (donne); BORSATO SONIA (mini) 1997 Non disputata per mancanza di neve 1998 Monte Pora — BOMBARDIERI RENATO (senior); MARTINELLI MAURO (junior); PEZZOLI PAOLO (ragazzi); AZZOLA MICHELE (piccoli); GRASSI ANGELA (donne); LUCIANO ASTRID (piccole); PEZZERA MARTA (mini) 1999 Non disputata 2000 Passo della Presolana — ALBRICI ANGELO (senior); MADASCHI LUCA (junior); BORSATO SONIA (piccole) 2001 Passo della Presolana — CATTANEO GIUSEPPE (senior); MOTTALINI LORENZO (giovani); CANOVA ALESSANDRO (ragazzi); CATTANEO ANDREA (piccoli); GUSMINI DINA (donne); BORSATO SONIA (piccole)

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Articolo pp. 105–106

Old stars

Dodici atleti nel 1992, sessantadue nel 2001: il circuito del mercoledì per gli over 50, fra punteggi di Coppa del Mondo e chitarra dopo gara.

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Testo rivisto sull’originale

Redazione Recastello

Old stars

Gli Old Stars nascono ufficialmente, come disciplina riconosciuta, nel 1985, ma è nella stagione sciistica 1991/1992 che viene costituito il primo gruppo di 12 atleti in seno alla Recastello. Col passare degli anni il numero aumenta e nel 1995 sale a 32 (3^ società classificata) per raggiungere i 62 iscritti nel 2001 (2^ società classificata). Il circuito, interregionale, è imperniato su 12 gare e si svolge nelle più qualificate stazioni sciistiche dell'Alta Italia. Le gare si svolgono ogni mercoledì, con inizio nel mese di gennaio, e sono riservate agli "over 50" e alle "over 36". L'età è ulteriormente frazionata in categorie divise fra di loro di 5 anni in 5 anni.

Il primo gruppo di Old Stars della Recastello
Il primo gruppo di Old Stars, stagione agonistica 1981/1982. Originale: p. 106

La classifica finale viene stilata secondo il punteggio acquisito in ogni singola gara ed assegnato in base alla tabella di Coppa del Mondo. Questa regola vale sia per le classifiche individuali che di società. Durante le uscite si respira un clima gioviale e a volte goliardico, ma durante la gara tutto diventa serio e quasi professionistico. L'ambiente è pervaso da aspetti ricreativi e conviviali, solamente durante i momenti che precedono la gara e durante la stessa compare la componente agonistica. Spesse volte le serate vengono chiuse da "Elia Merelli" che, con la sua bella voce e l'inseparabile chitarra, allieta i pomeriggi.

E questo è un vero toccasana dopo le impegnative competizioni… sciistiche e gastronomiche. Durante questi anni alcuni atleti si sono fatti particolarmente onore. Spiccano per i piazzamenti ottenuti nelle rispettive categorie: Grassi Angela – Ghelli Luigi – Traini Luigi – Pedretti Osvaldo – Belinghieri Martino – Lanfranchi Attilio – Bettineschi Fiorino – Cattaneo Giuseppe – Albrici Angelo – Carrara Pietro – Moretti Sandro – Pilati Lino – Aresi Mario – Berera Lino. A livello di Gruppo questi sono i risultati ottenuti: • 1992 – 7^ Società su 32 – partecipano n. 12 atleti • 1993 – 6^ su 32 – 17 atleti • 1994 – 4^ su 40 – 20 atleti • 1995 – 3^ su 37 – 32 atleti • 1996 – 4^ su 28 – 30 atleti • 1997 – 5^ su 36 – 31 atleti • 1998 – 3^ su 38 – 39 atleti • 1999 – 3^ su 36 – 39 atleti • 2000 – 3^ su 32 – 44 atleti • 2001 – 2^ su 31 – 62 atleti

[fotografie] Il primo gruppo di Old Stars nella stagione agonistica 1981/1982. Al centro: gli intramontabili Osvaldo Pedretti e Attilio Lanfranchi. Con le nuove divise sociali. I coniugi Angela Grassi e Giuseppe Cattaneo, fedelissimi del circuito sin dagli inizi, sempre con risultati di livello. Luigi Traini e Sandro Seghezzi.

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Articolo p. 107

Pensieri di un novizio

Quarant’anni di tessera e poi, a cinquanta, il primo mercoledì al bar della stazione: scoprire che non basta sciare bene, bisogna anche scendere in fretta.

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Testo rivisto sull’originale

Gigi Magni

Pensieri di un novizio Gigi Magni

Avevo dieci anni quando mio padre mi tesserò alla Recastello; sono passati ben quarant'anni, quaranta tessere, ed oggi mi ritrovo improvvisamente ad essere un Old Star. E qui l'inglese aiuta, perché mi piacerebbe meno essere una Vecchia Stella. Nonostante la mia fedeltà alla Società non sono mai stato un attivista; il tempo a disposizione era quello che era e prima lo studio, poi il lavoro, la famiglia, la politica mi hanno riempito la vita; così il tempo che mi rimaneva, quando rimaneva, lo dedicavo a qualche sciata. In tutti questi anni però ho apprezzato che ci fosse chi continuava a lavorare per portare lo sport più vicino ai ragazzi e ai non più tali, con la speranza che, prima o poi, avrei avuto anch'io più tempo per me stesso.

Il mercoledì mattina al bar della stazione mi capitava a volte di vedere i vecchi sciatori, numerosi, felici, attrezzati fino ai denti, sempre con l'ultimo modello di sci nonché di tuta; li guardavo con una benevola invidia, immaginavo la giornata che li aspettava, la confrontavo con quella che aspettava me e mi consolavo pensando alla mia settimana bianca. Oggi, a cinquant'anni, ho deciso che mi merito qualche anticipo sulla pensione ed eccomi qui Old Star attivo e soddisfatto. Dall'anno scorso al bar della stazione tra le vecchie stelle che partono all'alba felici, come bambini in gita scolastica, ci sono anch'io.

Confesso che non sono stato subito all'altezza della situazione; in fondo io volevo solo avere l'occasione di fare una sciata in più, ma mi è bastata la prima uscita per capire che così non poteva essere. Sciare va bene, ma è anche necessario prepararsi alla gara e migliorare i propri tempi. Ed io, da sempre abituato a preoccuparmi solo di come scendevo, ho iniziato a verificare in quanto tempo scendevo. Ho scoperto così una piacevole competizione, sia con gli amici della Recastello sia con gli atleti delle altre società, ed uno spirito di squadra serissimo ed allo stesso tempo goliardico. Gli Old Stars di provata esperienza si sono presi cura di me, come si fa con l'ultimo arrivato un po' ingenuo e sprovveduto: dai consigli sulla mia attrezzatura, in verità un po' d'annata, alle istruzioni sulla gara, alle dritte sull'abbigliamento (Via quella giacca a vento così voluminosa!

Non sai quanti centesimi ti fa perdere…). Ho dovuto presto ammettere che, mentre non avevo problemi ad affrontare le piste nere delle Dolomiti, arrivavo in fondo agli slalom tracciati per le gare con le gambe rotte ed il fiato corto, quando invece l'arzillo ottantenne mi surclassava regolarmente e, finita la gara, era fresco come una rosa. Il mio apporto ai risultati della Società, come è facilmente intuibile, è stato limitato, tanto che mi sono dovuto riscattare mostrando la mia buona volontà nel fare qualche fotocopia ed occupandomi un poco dell'organizzazione. Tuttavia, di gara in gara, le cose sono per me migliorate ed io ho riscoperto il piacere di una sana competizione.

Ho trovato uno svago che abbina divertimento e rigore, leggerezza e preparazione, lavoro e convivialità. Per tutto questo voglio ringraziare quanti contribuiscono a questa bella iniziativa che si svolge ormai da 16 anni: dagli organizzatori, alle società ed in particolare alla mia Società "La Recastello", ai suoi dirigenti ed a tutti i miei compagni di squadra, ai quali per altro voglio far sapere che quest'anno avranno pane per…

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Articolo p. 108

Sci alpinismo

Dal giornalino del 25° – aprile 1977

Lo sport più completo della montagna: resistenza, tecnica e soprattutto la scelta degli itinerari — e i primi Trofei Parravicini della società.

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Testo rivisto sull’originale

Michele Ghisetti

Sci alpinismo DA GIORNALINO DEL 25° - APRILE 1977 Michele Ghisetti

Io credo che, tra gli sport praticati in montagna, lo sci alpinismo sia senz'altro da considerarsi l'espressione più completa. In esso, infatti, si trovano come componenti le due principali attività alpine: lo sci e l'alpinismo. Ma se sci alpinismo vuol dire semplicemente "andar per monti con gli sci", non è altrettanto detto che questo sia semplice e tanto meno facile. L'appassionato cultore di questo sport deve possedere notevoli doti atletiche di fondo, come la resistenza alla fatica prolungata, deve avere inoltre una buona padronanza della tecnica sciistica che gli consenta di destreggiarsi su qualsiasi pendio, nelle più disparate condizioni di innevamento, ma soprattutto deve essere in grado, dopo aver valutato le difficoltà, di scegliere quegli itinerari che, pur garantendo una gita interessante e piacevole (magari anche impegnativa), siano al di fuori di ogni pericolo.

Scendere velocemente e con stile lungo i pendii delle piste battute, per immergersi poi nella calca della folla che attende rassegnata il proprio turno per la risalita, sarà sicuramente bello, ma non certo così emozionante come tagliare per primi le distese di neve vergine, involarsi in ripidi canalini, gustare pienamente i silenzi e gli ampi spazi delle montagne e godere degli stupendi panorami che offre sempre un itinerario di sci alpinismo. In seno alla Recastello questa attività è ormai praticata da più di vent'anni. Da qualche appassionato isolato si è arrivati, pian piano, all'attuale folto gruppo di soci che regolarmente effettua uscite in quasi tutti i mesi dell'anno e lungo tutto l'arco alpino.

In un'ampia panoramica mi piacerebbe ora ricordare le numerose gite, traversate, rallies e competizioni agonistiche che hanno visto all'opera i nostri più validi appassionati, ma l'elenco sarebbe troppo lungo. Ricordiamo solo che nel 1969 e nel 1970 Dino Trapletti ed Ippolito Assolari partecipano come primi nostri rappresentanti al Trofeo Parravicini (un vero traguardo per La Recastello che da anni inseguiva il sogno di allestire una squadra atta a gareggiare in questa importante manifestazione internazionale). Allo stesso Trofeo, nel 1974, partecipano anche Valerio Pirovano e Rinaldo Maffeis; essi daranno inizio ad una nuova epoca per la nostra Società che vedrà infoltirsi le schiere di validi elementi come: Luigi Castelli, Ippolito Pezzera, Angelo Castelletti, Giuseppe Anesa, Walter Bedont, Rosario Pirovano, Giuseppe Bonomi, Michele Ghisetti, Francesco Baitelli, ecc., che proseguiranno in questo faticoso, ma meraviglioso sport.

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Articolo pp. 110–112

Sci nordico, sci alpinismo e rallies

Trascritto dal giornalino del 40°

Dalla Marcialonga ai rallies, dal Mezzalama del 1975 alle medaglie d’oro al CAI-CAF, fino alla chiusura della specialità nel 1993.

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Testo rivisto sull’originale

Giuseppe Anesa

Sci nordico SCI FONDO - SCI ALPINISMO - RALLIES DI SCI ALPINISMO Giuseppe Anesa

Trascriviamo fedelmente dal giornalino del 40° l'attività dello sci nordico: "Quando incominciai con gli sci da fondo, agli inizi degli anni 70, in compagnia di Valentino Grazioli e Walter Bedont, i nostri maestri furono Valerio Pirovano e Rinaldo Maffeis. A noi si unirono poi: Giordano Santini, Rosario Pirovano, Silvio Masserini, Michele Anzivino, Luigi Castelli, Mario Merelli, Ippolito Assolari ed altri. Iniziammo col partecipare alle gare di fondo in provincia e fuori, oltre naturalmente alla classica Marcialonga, per poi passare alle sci-alpinistiche ed ai rallies sci-alpinistici, sulle tracce dei nostri maestri.

Le scialpinistiche di allora erano: la 12 Ore del Maniva, il Raid del Formico, il Trofeo Bellini a Lizzola, il Trofeo Caduti Alpini al Corno delle Scale, il Trofeo Parravicini, ecc.. I rallies erano: quello della Presolana, del Bernina, il Martinelli a Lizzola, il Pellicioli e Nembrini, la Pizolada delle Dolomiti, ecc.. Poi nel 1981/82 La Recastello fece un salto di qualità, accogliendo nelle sue file il gruppo dei fondisti di Gromo e dintorni: Alfredo, Rino e Serafino Pasini, Donato Bonetti, Giovanni Lubrini ed altri. Con loro La Recastello si trovò sempre sul podio nelle specialità del fondo e dello scialpinismo.

La parentesi durò alcuni anni, dopo di ché, risistematasi la realtà sportiva locale, questi nostri amici se ne tornarono a Gromo. Nel frattempo anche i fondisti di casa nostra si facevano onore. Valerio Pirovano colse un ottimo 152° posto alla Marcialonga su un lotto di oltre 4000 concorrenti in compagnia di Walter Bedont 217°. Nel 1975 Rinaldo Maffeis, Valerio Pirovano e Luigi Castelli parteciparono al Trofeo

Mezzalama, una gara internazionale in alta quota (ben tre quattromila da superare!). Nel 1978 Maffeis e Pirovano, questa volta con Valentino Grazioli, si ripetono con ottimo esito in un altro Mezzalama. Nello stesso anno Maffeis, Pirovano e Verzeroli partecipano al Rally CAI-CAF, un internazionale di tre giorni di fatiche e di notti in tenda oltre i 2000 metri di quota, vincendo la medaglia d'oro ed un premio speciale per la squadra più unita. Nel 1979 purtroppo venne a mancare tragicamente il nostro carissimo amico Rinaldo ed il gruppo incominciò a dare segni di stanchezza. Però, anche in memoria di Rinaldo, Pirovano, Verzeroli e Torchitti ripeterono il CAI-CAF in Francia e vinsero ancora la medaglia d'oro.

Il gruppo si andava sempre più assottigliando per vari motivi e nel 1989 era rimasto solo Giuseppe Anesa. Ma arrivarono dapprima Stefano Coter e Fiorenzo Paganessi, poi Emanuele Castelli ed Aurelio Messina, che parteciparono ai rallies e colsero ancora lusinghieri risultati. La stagione migliore per Coter e Castelli è certamente stata quella del 1991, con 9 rallies conclusi quasi sempre ai primissimi posti della classifica e sempre primi dei bergamaschi; furono terzi assoluti nella speciale Coppa Valseriana. Inoltre, in compagnia anche di Messina, hanno partecipato ad un rally di 100 chilometri a Zermatt che hanno concluso, dopo un dislivello di circa 4000 metri, nel tempo di 10 ore.

Giuseppe Anesa e Giovanni Severgnini hanno gareggiato ancora per alcuni anni: essi sono stati certo meno brillanti, ma non meno impegnati ed assidui, partecipando a tutte le scialpinistiche in bergamasca ed a 3 in Valle d'Aosta, fra cui una come Campionato Italiano ed una al Corno delle Scale. Stefano Coter, Emanuele Castelli ed Aurelio Messina, agli inizi degli anni 90, portano ancora nuovo entusiasmo e nuovi risultati, con brillanti prestazioni un poco su tutto l'arco alpino, sia nello sci-alpinismo che nei rallies. A livello bergamasco si rivelano per molto tempo il Team migliore. Con il 1993 il gruppo degli scialpinisti si accasa diversamente e per La Recastello, per altro sempre aperta al discorso, qualora si riprendesse, la specialità si chiude".

[fotografie] Stefano Coter, Emanuele Castelli e Aurelio Messina. Giugno 1978 - Giordano Santini al Monte Gleno. 1980 - Gran Premio Alta Valle Camonica di gran fondo: Rosario Pirovano, Rinaldo Maffeis, Giuseppe Anesa, Valentino Grazioli, Gianluigi Nosari e Giordano Santini. 1991 - Trofeo Fiou in Val d'Aosta: Giovanni Severgnini e Giuseppe Anesa.

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07

Ciclismo

Mezzo secolo su due ruote: la cronoscalata in memoria di Giuseppe Carminati, le Milano–San Remo sociali e le categorie A, B e C che partono a orari diversi per non incontrarsi mai.

Articolo pp. 116–125

Cinquant’anni di ciclismo

Il primo tesseramento del 1953, la nascita della Gazzaniga–Orezzo in memoria di Giuseppe Carminati, le Milano–San Remo sociali e vent’anni di Dino Trapletti.

Leggi il testo completo pp. 116–125

Testo rivisto sull’originale

Giulio Maffeis

Cinquant'anni di ciclismo Giulio Maffeis

La storia dei primi 25 anni di attività ciclistica è già stata raccontata sul giornalino del "venticinquesimo", mentre i successivi 15 anni sono apparsi sul giornalino del "quarantesimo". Per fedeltà di cronaca noi trascriviamo esattamente gli articoli apparsi fino al 1991 per poi concludere con il resoconto degli ultimi 10 anni. In questo modo abbiamo compendiato e riassunto tutti i 50 anni di ciclismo che hanno accompagnato come un "Leitmotiv" la storia della Recastello.

La squadra ciclistica dopo la vittoria alla cronoscalata Leffe–Monte Croce
1974: la squadra dopo aver vinto il trofeo della cronoscalata Leffe–Monte Croce. Originale: p. 117
Il gruppo degli agonisti ciclisti nel 2002
Il gruppo degli “agonisti” all’epoca del cinquantesimo. Originale: p. 124

• Dal giornalino del 25° di fondazione 1952-1977: Il ciclismo è stato per la nostra Società la prima attività agonistica praticata a livello provinciale. Infatti già nel 1953 avvenne il primo tesseramento al Centro Sportivo Italiano (C.S.I.) con ciclisti della categoria esordienti. La nostra denominazione è "G.G.G. – Gruppo Giovani Gazzaniga" ed è Giacomo Bombardieri il miglior piazzato (9° posto) a Verdello il 20 settembre. Ciò sembrerà strano, dal momento che la Società era appena nata su iniziativa di giovani alpinisti, uno sport che poco collima con il ciclismo e che non lascia troppo tempo per altre attività. Io so soltanto che il buon Fernando a bordo del suo potente "Galletto" è mancato di rado ad una competizione per incitare i suoi "ramarri" appena sfornati.

– GLI INIZI – La prima partecipazione a gare ufficiali avvenne l'11 aprile del 1954 a Ponte S. Pietro nella categoria Allievi con Grassenis Eligio, Maffeis Giulio, Gualdi Rosario e Carminati Achille, mentre la domenica successiva, 18 aprile, iniziarono i dilettanti a Leffe con Bonaldi Fausto e Mario, Luponi Giovanni, Moro Mario e Pedroncelli Giuseppe. Il noviziato ebbe il suo peso specialmente nei dilettanti, dove l'esperienza è indispensabile, mentre negli allievi, dopo una serie di ottimi piazzamenti, finalmente il 20 giugno Grassenis Eligio portava alla vittoria i colori del nostro sodalizio permettendo alla stampa di interessarsi ampiamente di noi.

A questo punto, sfogliando nell'archivio sociale il faldone "Inizi ciclismo", un senso di commozione mi porta ai ricordi delle nostre gare, di quel piazzamento, di quella fuga, foratura o caduta, come bene documentati dall'allora direttore sportivo Fausto Bonaldi. La nostra prima stagione si concluse con una serie notevole di successi e piazzamenti che invogliarono il Consiglio Direttivo a continuare l'attività nel 1955; questi successi però non passarono inosservati alle grosse società ed il Pedale Bergamasco si accaparrò il forte Eligio Grassenis per la stagione successiva, con conseguente aumento di validi avversari per i nostri atleti.

Fu infatti proprio l'ex recastellino a negare allo scrivente, in due occasioni, la gioia del successo e particolarmente in una gara a circuito a Cene dove al 18° giro, dopo una fuga solitaria di 15 giri, venne raggiunto: sul traguardo del 25° ed ultimo giro, in una strana

volata, egli ebbe la meglio, negandomi la prima affermazione per il 1955. In quell'anno la pattuglia era prevalentemente formata da Toti Battista di Colzate, Abbadini Romano e Gamba Giuseppe di Gorno, Moro Mario di Vertova, Masserini Mario e Maffeis Giulio di Gazzaniga i quali, con vera passione, lottarono per tener alto il prestigio della Recastello.

– LE NOSTRE PRIME GARE – In campo organizzativo si allestirono due gare, una a cronometro individuale in tre prove: Piazza di Rova – Via Dante ed una sul tradizionale percorso: Gazzaniga – Cene – Gazzaniga (10 giri). Negli anni successivi si ebbe una flessione dell'attività ciclistica per vari motivi – servizi militari ed altre cause – e solo nel 1961 ci fu un'impennata a Fiorano nelle Olimpiadi per il 30° dell'Oratorio, dove la Società riportò un bel successo nella cronometro a squadre (Giulio e Beppe Maffeis e Neva Massimo). Nel 1967 la repentina morte di Giuseppe Carminati (validissimo atleta) ci diede lo spunto per ricordarlo degnamente, organizzando la 1^ edizione della cronoscalata Gazzaniga-Orezzo con formula ancora oggi esistente a cronometro individuale; da allora la gara si ripeterà con rinnovato successo ogni anno.

La partecipazione dei nostri soci a tale gara è sempre stata notevole, per qualità e quantità, ed i magnifici trofei, che annualmente i fratelli Carminati ci offrono alla memoria di Beppe, fanno bella mostra nelle vetrinette della nostra sede. Nel 1969 e 1970 si organizzò pure la cronometro a coppie Gazzaniga-Valbondione e ritorno.

– ARRIVA IL CICLOTURISMO – In campo cicloturistico sono anni di grande movimento, con Valerio Pirovano in testa, con stupende gite dolomitiche ed in particolare con la scalata dei colli francesi Vars, Izoard, Galibier, Iseran, in compagnia di Dino Trapletti e Mario Bonaldi. A fasi alterne, un po' gareggiando in tutte le prove libere della provincia con la conquista anche di trofei triennali, un po' con bellissime gite (una delle più ambite è la Milano-San

Remo che da qualche anno fanno i più preparati e che comprende il pernottamento nella familiarissima pensione "Anna" dell'amico Guerino Maffeis) si giunge al 1976, anno che descrivo un po' più dettagliatamente essendo appena passato ed essendo anche stato uno dei più brillanti della nostra venticinquennale attività ciclistica.

– NEL 1976 – Forti di 18 cicloamatori delle varie categorie, decidiamo di affiliarci alla Federazione Ciclistica Italiana. A luglio (l'11 e il 18) si gareggia a Cisano e a Ponte S. Pietro in gare a cronometro a squadre di 4 o 5 elementi. Si ottiene il 3° posto a Cisano con Ippolito Pezzera, Lino Berera, Angelo Mismetti e Giulio Maffeis; un 6° posto nella internazionale di Ponte S. Pietro con Lino Berera, Angelo Mismetti, Giorgio Bombardieri, Beppe e Giulio Maffeis. Il 5 settembre cronoscalata Gazzaniga-Orezzo, con successo di Franco Martinelli. Il 12 gran fondo "Tre Valli Varesine" a Somma Lombardo, 10 partiti, 10 arrivati; segnalo i coraggiosi e valorosi che hanno concluso la gara disputata sotto la pioggia: Lino Berera, Giorgio e Renato Bombardieri, Roberto Bonaldi, Giuseppe Magni, Giancarlo Masserini, Angelo Mismetti, Franco Martinelli, Giulio Maffeis e Pino Rottigni.

Il 19 Milano - San Remo km. 290 con Giuseppe Magni, Roberto Bonaldi, Giorgio Bombardieri e Giulio Maffeis, mentre sempre il 19 settembre il nostro Franco Martinelli vince la cronoscalata al Santuario della SS. Trinità di Casnigo. Il 26 cronometro a squadre di tre elementi (Franco Martinelli, Giorgio e Renato Bombardieri) e 2° posto a Gandino, mentre il 10 ottobre a S. Giovanni Bianco vinciamo, con 20 atleti, in tutte e cinque le categorie e, logicamente, anche il trofeo in palio. Il 17 ottobre cronoscalata Pradalunga-Santuario della Forcella, 7 atleti e vittoria nelle tre categorie con Arialdo Verzeroli, Franco Martinelli e Mario Peiti, con conseguente Trofeo alla Società.

Il 1° novembre termina la stagione agonistica con la Nembro-Selvino in linea, vittoria assoluta di Dino Trapletti e buoni piazzamenti degli altri nostri atleti. In campo cicloturistico – queste sono curiosità – Giuseppe Magni ha superato il muro dei 10.000 km. annui con 3 Milano-San Remo, 2 scalate allo Stelvio ed una 6 giorni delle Dolomiti di 1.000 km. con ascensione di tutti i più duri valichi conosciuti. Lo segue Giorgio Bombardieri con km. 9.200.

– E QUEST'ANNO – Per il 1977, con "Pino" classe 1917 e maestro di noi giovani, ci ripromettiamo un'intensa attività con l'intento se non proprio di migliorare, almeno di eguagliare la passata stagione.

* * *

• Dal giornalino del 40° 1978-1991: Facendo seguito al resoconto dei primi 25 anni di attività ciclistica della nostra Società pubblicato sul numero unico in occasione del 25°, schematicamente voglio accennare alle gare ed anche rinverdire qualche ricordo, specie per chi in qualche modo ne è stato coinvolto. Nel 1978 il nostro Presidente Adriano Maffeis è riuscito a trovare uno sponsor per la nostra Società grazie alla generosità dei F.lli PEZZOLI, titolari della SITIP di Cene. La sezione ciclismo in particolare ne ha tratto

una grande immagine nella nostra provincia, con una partecipazione media di 25 ciclisti, tutti vestiti con i colori sociali, nelle 21 gite ufficiali effettuate. A giugno riuscitissima la Milano-San Remo con 18 ciclisti e tanti soci al seguito. Il 16 luglio 12° Trofeo G. Carminati con 176 partecipanti, vincitori di categoria: ragazzi Marco Bonaldi, allievi Masserini Romolo, veterani Dino Trapletti, gentleman Giuseppe Mosconi, femminile Marisa Costa. L'8 ottobre campionato sociale in tre prove sul percorso Ponte Selva-Gromo-Fiorano-Valle Rossa e volate in località Salècc con Dino Trapletti vincitore su Renato Bombardieri, 32 i partecipanti.

Nel 1979 l'attività è iniziata l'11 marzo con 22 ciclisti presenti, media mantenuta per tutte le 19 gite organizzate, mentre per la Milano-San Remo del 29 aprile c'erano i seguenti 20 ciclisti: Mario, Omar, Roberto e Marco Bonaldi, Giuliano e Pietro Bertasa, Pino e Chicco Rottigni, Giuseppe e Dario Magni, Vitalino Merici, Eros Brena, Giorgio Pegurri, Romolo Masserini, Andreino Pezzoli, Giuseppe Gusmini, Angelo Costa, Giulio, Franco e Paolo Maffeis. L'8 luglio 13° Trofeo Carminati con 133 partecipanti. Vincitore a sorpresa Giorgio Bombardieri con il tempo di 12'36" su Renato Bombardieri 12'38". Il 1° luglio benedizione delle biciclette al Santuario dell'Annunciata di Borno. Il 14 agosto è stato vinto a San Giovanni Bianco il trofeo triennale Galizzi, con il 1° posto di Franco Martinelli e con la nostra squadra composta da 21 ciclisti. Il 21 agosto gara sociale con Testa come campione.

Anno 1980, riassunto dell'attività: gite ufficiali n. 20, totale presenze 339, media presenze 17. Il più assiduo è stato Mario Bonaldi, sempre presente con 20+3 gare, seguito da Enrico Rottigni con 21 e da Angelo Costa con 20. Il più chilometrato è risultato Roberto Bonaldi con 11.300 Km. di percorrenza (circa 452 ore di sella). Vincitori sono stati Angelo Costa con 4 vittorie, Giorgio Bombardieri, Marco Bonaldi e Giulio Maffeis con una vittoria. Dall'8 al 23 giugno si è organizzato il giro d'Italia, meta Roma e le Dolomiti, con 9 ciclisti: Mario e Roberto Bonaldi, Enrico e Pino Rottigni, Piero Ripamonti, Giuseppe Magni, Angelo Costa, Giulio Maffeis e Renato Noris, che con la moglie Vanna è stato anche l'ideatore, più Gino Carrara, autista del pullmino.

Il 29 giugno festa dei ciclisti al Santuario di Borno e benedizione delle biciclette con più di cento soci al seguito. Il 6 luglio 14° Trofeo Carminati con 130 partecipanti, vincitore assoluto Angelo Costa con il tempo di 12'10". Il 21 settembre si è organizzata la gara sociale in 2 prove: Nossa-Gazzaniga, a cronometro, e Gazzaniga-Plaz, in linea, che ha visto vincitori Giulio Maffeis e Angelo Costa, mentre la combinata per il titolo è stata vinta da Giorgio Bombardieri.

Il 1981 è stato dal punto di vista numerico il più frequentato (ad alcune gite hanno partecipato ben 44 ciclisti), anche se il maltempo l'ha fatta da padrone all'inizio di stagione, obbligandoci a rimandare 6 gite ufficiali. Attività svolta: il 13 e 14 giugno la Milano-San Remo. Il 28 giugno festa dei ciclisti a Borno. Il 5 luglio cronoscalata Gazzaniga-Orezzo con 126 partecipanti, vincitore assoluto Angelo Costa con 11'31", tempo a 4 secondi dal record di Trapletti. Dal 5 al 12 luglio giro completo delle Dolomiti, presenti: Mario, Omar, Roberto, Marco e Giacomo Bonaldi, Angelo e Marisa Costa, Giulio e Paolo Maffeis, Francesco Bertoli, Giuseppe Magni ed Enrico Rottigni. Il 6 settembre campionato sociale in 2 prove dove Angelo Costa si è confermato il migliore.

Nel 1982 l'attività è iniziata il 21 febbraio e

terminata il 31 ottobre. Quest'anno ci siamo affiliati all'U.D.A.C.E., che è la federazione che più si addice al nostro tipo di attività; tesserati n. 9. Stupenda è stata l'esperienza vissuta da Enrico Rottigni e Francesco Bertoli che dal 15 al 30 luglio si sono recati a Lourdes e ritorno attraverso salite famose, come il Mont Ventoux. Il 3 luglio cronoscalata di Orezzo per tutte le categorie U.D.A.C.E., 108 partecipanti, vincitore assoluto Signori con il tempo di 11'41". Il 4 luglio festa del ciclista a Borno. Il 19 settembre campionato sociale con arrivo in Ganda, vincitore Omar Bonaldi. Come attività agonistica si è partecipato a 25 gare U.D.A.C.E. e a 20 libere. Giuliano Bertasa ha vinto la Alzano-Monte di Nese.

Nel 1983 l'attività è stata la seguente: il 18 giugno cronoscalata di Orezzo. Il 19 giugno festa del ciclista a Borno con la benedizione delle biciclette. Il 2 ottobre disputa del campionato gazzanighese, valevole anche come sociale, con arrivo in Ganda. Dino Trapletti ha vinto in assoluto, mentre il figlio Dino junior è campione sociale ragazzi. Con 8 tesserati si è partecipato a 78 gare. Trapletti ne ha vinte 4, mentre Giorgio Bombardieri e Valerio Pirovano ne hanno vinta una.

Nel 1984 i tesserati erano 10. Si è partecipato a 30 gare con 49 presenze (29 il solo Trapletti). Fra le più belle vittorie da segnalare quella di Trapletti che si è aggiudicato la classica in salita Nembro-Selvino, mentre Giulio Maffeis in notturna sulla pista di Dalmine vince il giro di pista con partenza da fermo in 31"9. Nel cicloturismo la solita Milano-San Remo per 8 ciclisti, 11 gite ufficiali con Stelvio, Cà San Marco, Ghisallo e tutte le ormai consuete mete bergamasche. Il 21 luglio è stato organizzato il 18° Trofeo Carminati per categoria U.D.A.C.E. con 122 atleti. Il 24 giugno festa del ciclista a Borno con tanti amici al seguito.

Nel 1985 di nuovo 10 tesserati U.D.A.C.E. Si è partecipato a 36 gare con 74 presenze. Degni di menzione sono i seguenti eventi: Trapletti ha vinto il Campionato Bergamasco della montagna, Renato Bombardieri ha invece vinto a Biella una cronoscalata battendo il suo capitano, Giuseppe Mosconi ha vinto la Bormio-Stelvio nei supergentlemen, Giulio Maffeis, sulla pista di Dalmine, ha vinto il giro con partenza da fermo. Quattro le vittorie di società. Il 1° giugno è stato effettuato il 19° Trofeo Carminati, valevole per il Campionato Bergamasco, con l'arrivo in Ganda dei 90 partecipanti. La gara è risultata spettacolare e ben riuscita, con molti premi, offerti come al solito da Mario Carminati.

Nel 1986 i tesserati erano 9. Si è partecipato a 50 gare con 102 presenze. 5 le vittorie di Trapletti, la più bella delle quali il Campionato Lombardo da Morbegno a Cà San Marco. Renato Bombardieri ha vinto a Genova. Poiché il calendario era zeppo di gare, siamo stati costretti a rimandare il Trofeo Carminati.

Il 1987 è stato un anno eccezionale. Trapletti ha partecipato a 37 gare vincendone 10, mentre Renato Bombardieri si è sempre piazzato nelle 40 gare disputate. Il 4 luglio si è disputato il 20° Trofeo Carminati con arrivo in località Orezzo, 79 partecipanti tesserati U.D.A.C.E., federazione a cui aderiscono 11 dei nostri atleti.

Nel 1988 l'attività agonistica, con il ritiro momentaneo di Trapletti dalle competizioni, ha avuto in Renato Bombardieri il punto di

forza. Egli ha partecipato a 40 gare quasi tutte cronoscalate; 3 le sue vittorie (Barengo, Susa, Carpignano in Piemonte). In campo cicloturistico la perla della stagione è stata la gran fondo "Fausto Coppi" a Cuneo di Km. 234, che ha visto 2400 ciclisti impegnati in salite oltre i 2800 mt. di quota. A difendere i nostri colori c'erano: Mario e Omar Bonaldi, Giuliano Bertasa, Antonio Piazzalunga, Giulio Maffeis, più l'autista dell'ammiraglia Mario Maffeis.

Nel 1989 abbiamo 10 tesserati U.D.A.C.E.. Si è partecipato a 41 gare. Renato Bombardieri ha vinto la Bormio-Livigno e la Albino-Colle Gallo, Trapletti la Villa d'Ogna-Nasolino oltre a tre brevetti d'oro nelle gran fondo.

Nel 1990 c'erano 10 tesserati, ai quali si è aggiunto in luglio Sergio Peracchi che risulterà fortissimo. Egli partecipa a 9 gare vincendone 6, sempre con il miglior tempo assoluto, e ottenendo 3 secondi posti. Lo segue Trapletti con 5 vittorie e con la Gazzaniga-Orezzo, poi Renato Bombardieri con 3 vittorie. Quest'anno nell'organizzare la nostra gara in salita abbiamo pensato anche alle mountain bike per tesserati U.D.A.C.E. e liberi; 88 i tesserati e 33 i partecipanti liberi.

Nel 1991 ci sono 8 tesserati U.D.A.C.E., inoltre ci siamo affiliati anche alla F.C.I. con il settore Mountain Bike. Si è partecipato a 30 gare (28 delle quali corse dall'intramontabile Dino Trapletti) e a 4 cicloturistiche. Fra le più belle vittorie di Trapletti (quattro) c'è l'Alzano-Monte di Nese. Purtroppo Renato Bombardieri e Sergio Peracchi sono emigrati in un'altra società, speriamo tornino presto! La più importante gara cicloturistica è stata la gran fondo Nove Colli di Cesenatico con: Giulio Maffeis, Mario Bonaldi, Giuliano Bertasa e Antonio Piazzalunga. In campo organizzativo quest'anno, constatata la scarsa presenza di ciclisti in gare amatoriali, essendo essi per lo più passati alle moderne "rampichino", si è momentaneamente sospesa la cronoscalata Gazzaniga-Orezzo, in attesa di nuove formule.

* * *

1992 – I tesserati U.D.A.C.E. sono 6. Dino Trapletti ha partecipato a 21 gare e ne ha vinte 4. Le gite domenicali vengono proposte con itinerari di tutto rispetto: Bernina, Stelvio, Gavia, Vivione. Va pure ricordata la ripetizione del giro dei 9 colli di Cesenatico, effettuato da Giorgio Bombardieri, Mario Bonaldi, Giuliano Bertasa, Giulio Maffeis e

Antonio Piazzalunga. Giuseppe Anesa con alcuni amici partecipa a gare di mountain bike.

1993 e 1994 – Questi anni sono caratterizzati da gite e salite molto impegnative, compiute da quella decina di cicloturisti rimasti. Ma è sempre il solito Trapletti a distinguersi partecipando a tutte le cronoscalate organizzate nella regione e vincendone parecchie. Si sente la mancanza di un'organizzazione che unisca e amalgami i ciclisti in un vero gruppo.

1995 – La svolta arriva con l'abbinamento alla Cicli Due Erre, negozio in via Dante a Gazzaniga. Si assiste ad un risveglio d'interesse per il ciclismo ed il numero degli appassionati aumenta considerevolmente. I tesserati U.D.A.C.E. sono 22 e più di 50 i cicloturisti. Si partecipa a 31 gare, con Trapletti due volte vincitore e punti di forza in Bombardieri Renato e Torchitti Vittorio. Trapletti e Bombardieri vincono pure il campionato bergamasco a cronometro su strada a coppie. La gara sociale, organizzata sul percorso Nembro-Selvino, ha laureato Torchitti nei giovani e Trapletti nei … meno giovani, su 35 partecipanti.

Le trasferte più lunghe sono state effettuate da Valerio Pirovano e Dino Trapletti che si sono recati al Santuario di Fatima in Portogallo, mentre Mario Bonaldi, Giuliano Bertasa, Ippolito Pezzera ed Antonio Piazzalunga hanno effettuato il giro della Corsica e della Sardegna. Il mercoledì si ritrovano i soci "pensionati" per fare stupende gite.

1996 – I tesserati U.D.A.C.E. sono ancora 22, ma aumenta sempre più il numero dei cicloturisti. Così vengono organizzate due gare sociali su percorsi diversi, entrambe con pranzo e premiazioni finali. Il 7 luglio si è svolta la Gazzaniga–Ganda. Su 50 partecipanti si è imposto Stefano Merelli con il tempo record di 28'18" nei giovani e Renato Bombardieri negli over 50. Il 20 ottobre si è svolta la seconda gara sociale sul percorso Gazzaniga–Casazza–Colle Gallo con cronometraggio della salita. Di nuovo hanno vinto Stefano Merelli e Renato Bombardieri. Al museo del ciclista, presso il Santuario, sono stati donati la maglia sociale ed il gagliardetto della Recastello.

Dal 31 maggio al 6 giugno Mario Bonaldi, Antonio Guerini, Sperandio Bosio, GianLuigi Testa e Ippolito Pezzera hanno partecipato al giro della Sicilia. Il 16 giugno è stato effettuato il giro del lago di Como e il 30 la gita al Bernina con 30 partecipanti.

1997 – I tesserati U.D.A.C.E. sono 23, mentre un altro buon numero fa attività amatoriale. Il 6 giugno gara sociale Gazzaniga–Colle di Zambla con 74 partecipanti. Si sono imposti Vittorio Torchitti e Dino Trapletti con il tempo di 38'38". Sabato 12 luglio è stata ripresa la Gazzaniga–Orezzo per tesserati. Sono 102 i partecipanti provenienti da tutta la Lombardia. Ha vinto il veronese Benedetti con il tempo di 12'04". Trapletti è giunto 2° e Bombardieri 5°. Domenica 12 ottobre seconda intersociale sul percorso Gazzaniga–Casazza–Colle Gallo con finale agonistico. Hanno vinto a pari merito Claudio e Cristiano Merelli nei giovani e Renato Bombardieri negli over 50; 68 i parteci-

panti. Si è poi proseguito per Altino per il pranzo e le premiazioni. Il 20 aprile per i cicloturisti è stato organizzato ufficialmente il giro dei tre laghi: Garda, Idro e Ledro di km. 177; 30 i partecipanti. Dal 12 al 17 maggio 14 cicloamatori hanno percorso 638 Km. fino a Roma. Dal 31 maggio all'8 giugno 1.020 km. da Roma a Lecce percorsi da Mario Bonaldi, Luigi Bombardieri e Gianluigi Testa. Il 21 luglio gita al Bernina con vari itinerari. Dal 22 al 27 agosto otto ciclisti hanno effettuato il giro delle Dolomiti. Il 5 ottobre la Orezzo–Ganda. Il 28 settembre sei coppie hanno partecipato alla 9^ cavalcata in mountain bike a Clusone.

Il 29 ottobre due coppie hanno partecipato ad una cronoscalata in mountain bike ad Albino. A livello agonistico Dino Trapletti e Renato Bombardieri hanno gareggiato in tutta l'alta Italia ottenendo anche belle vittorie, mentre sono risultati sempre piazzati alle gare U.D.A.C.E. allo Stelvio, al Gavia, al Mortirolo, al Pian dei Resinelli, a San Fermo e al Farno.

1998 – L'attività dei soci è in grande espansione. Il 19 aprile giro dei 5 laghi per un totale di 180 km., 30 partecipanti. Dal 17 al 24 maggio gita all'Aquila di Km. 810 per 20 ciclisti. L'11 luglio si disputa la Gazzaniga–Orezzo per tesserati U.D.A.C.E.. Raniero Persico ha avuto ragione sui 127 partecipanti con il tempo di 11'10". Il 12 luglio si svolge la gara intersociale con 70 iscritti sul percorso Gazzaniga–Gromo–Spiazzi. Vincitore assoluto Stefano Merelli; campioni sociali Giorgio Brunelli nei giovani e Renato Bombardieri negli over 50. Il 26 luglio gita a San Moritz e Passo Bernina attraverso vari itinerari, 25 i partecipanti.

Il 17 agosto 31 ciclisti raggiungono lo Stelvio. Il 27 settembre 3 coppie partecipano alla 10^ cavalcata a Clusone. Il 18 ottobre è stata organizzata "l'ultima girada de l'an" al Santuario del Colle Gallo. A causa del brutto tempo i partecipanti erano solo 45, ma al pranzo in Orezzo ce n'erano 70. Claudio Merelli ha vinto con il tempo di 18'28". A livello agonistico il solito Dino Trapletti ha partecipato a 30 gare, piazzandosi al 2° posto assoluto nel Trofeo dello scalatore orobico.

1999 – Prima uscita il 28 marzo con il giro del Lago d'Iseo. Il primo maggio 28 ciclisti, assistiti dal nostro pullmino, hanno effettuato il giro del Lago di Como. Dal 14 al 21 maggio giro cicloturistico della Sardegna con 36 ciclisti e 20 familiari. Il 4 luglio ha avuto luogo la consueta gara sociale sul percorso Gazzaniga–Valcanale con 59 partecipanti. Hanno vinto Claudio Merelli e Renato Bombardieri nelle varie categorie e Luciano Merla nei giovani. Il 20 luglio la Gazzaniga–Orezzo, trofeo Leone Merelli per tesserati, con ben 124 partecipanti. Vincitore assoluto Rossano Milesi con il tempo di 11'20". Il 18 luglio gita allo Spluga e al San Bernardino con 24 partecipanti.

Il 19 settembre è stata rispolverata la Milano–San Remo. Il 17 ottobre intersociale a coppie con una novità: la somma dell'età dei due concorrenti deve essere almeno di 85 anni, chi la supera ha degli abbuoni. La gara si è svolta a crono-

metro sul percorso Endine–Colle Valle Rossa; sulle 34 coppie partecipanti si sono imposti i favoriti Trapletti–Bombardieri (grazie anche agli abbuoni). A livello agonistico ricordiamo i buoni piazzamenti di Luciano Merla e Renato Bombardieri nelle prove dello scalatore orobico e di Carmelo Gualdi nelle gran fondo.

2000 – Iniziato con 17 tesserati U.D.A.C.E. e 55 cicloturisti, ufficialmente si è aperto il 30 aprile con il giro del lago di Garda, fatto da 24 partecipanti. Dal 19 al 26 maggio è stato effettuato il giro della Sicilia a cui hanno partecipato 35 ciclisti e 13 simpatizzanti. L'8 luglio cronoscalata Gazzaniga–Orezzo per tesserati, con 104 partecipanti. Ha vinto Pietro Tanghettini con il tempo di 11'25". Il 9 luglio 20 ciclisti arrivano al Bernina da Tirano. Il 16 luglio gara sociale sul percorso Gazzaniga–Zogno–Selvino con cronometraggio della salita. Gli iscritti sono 54, vincono Giorgio Brunelli per la categoria giovani e Dino Trapletti per la categoria over 50.

Il 10 settembre la tradizionale Milano–San Remo con 9 cicloamatori. Il 15 ottobre viene organizzato il "Recastello Day", festa sociale con l'abbinamento ciclismo-podismo, con pranzo sociale e premiazione in Orezzo. Inoltre, in occasione del Giubileo 2000, un gruppo di ciclisti si è recato, in varie tappe, in tutte le Chiese Giubilari della provincia ed oltre, come S. Corona ed Imbersago. Per quanto riguarda l'agonismo Dino Trapletti e Walter Maffeis hanno partecipato a gare U.D.A.C.E. con buoni risultati, mentre Giorgio Brunelli, G. Luigi e Luciano Merla e Carmelo Gualdi hanno gareggiato nelle gran fondo.

2001 – Questo è risultato un anno eccezionale per quanto concerne il settore agonistico. Il gran premio dello scalatore orobico è stato vinto da Stefano Merelli, mentre Luigi Merelli, nella sua categoria, ha vinto tre volte, inoltre Claudio Merelli, Luciano Merla, Alessio Boni e Fabio Facchinetti hanno ottenuto buoni piazzamenti. La squadra ha pure partecipato alla Trento–Bondone ed alla Bormio–Passo dello Stelvio. Nella Mountain Bike Walter Maffeis, Marco Martinelli, Enea Alberti, Giovanni Merelli e Paolo Bombardieri hanno partecipato alla Rampilonga delle Dolomiti, alla Spidilonga della bergamasca e alla Cavalcata di Clusone.

Nella gran fondo si sono distinti Carmelo Gualdi, Giorgio Brunelli e G.Luigi Merla. Le principali uscite sono state: il 22 aprile giro del lago Maggiore e d'Orta per complessivi 180 Km.. Dal 20 al 27 maggio giro cicloturistico delle Marche con 51 partecipanti. Il 7 luglio cronoscalata Gazzaniga–Orezzo per tesserati U.D.A.C.E.. L'8 luglio gara sociale Gazzaniga–Monte di Nese; hanno vinto: Stefano Merelli nella categoria giovani, G.Luigi Merla nella categoria over 50 e Chantal Grassi nella categoria femminile. Il 7 ottobre gara sociale a cronometro sul percorso Gazzaniga–Villa d'Ogna e ritorno; 39 le coppie alla partenza, vincitrice quella formata da G.Luigi e Luciano Merla.

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Articolo pp. 126–127

Due ricordi

La bici alleggerita a 7,1 kg e il cronometrista che non arriva; e la settimana dolomitica in cui Marisa compie diciotto anni al Rifugio Auronzo.

Leggi il testo completo pp. 126–127

Testo rivisto sull’originale

Giulio Maffeis

Due ricordi Giulio Maffeis

Il ciclismo, si sa, è uno sport di soddisfazioni, di fatica e… di imprevisti. La Recastello organizza da molti anni la gara ciclistica a cronometro Gazzaniga-Orezzo. E' una cronoscalata che fino a qualche anno fa ricordava Giuseppe Carminati, nostro ex-corridore ciclista perito in un incidente stradale. Questa gara, libera a tutti, si svolge ancora oggi sullo stesso percorso, per altro molto conosciuto, ed è per questo che fa nascere una sana competitività più con se stessi che contro gli avversari. E così ci si prepara meticolosamente molto tempo prima, per cercare di migliorare anche solo di pochi secondi il tempo fatto nell'edizione precedente.

Quell'anno ero in forma smagliante; mi ero preparato scrupolosamente ed avevo apportato modifiche tecniche alla mia bicicletta per alleggerirla al massimo. Avevo tolto tutti i rapporti ed avevo lasciato solo il 42x18, avevo tolto i freni (tanto in salita non servono) ed altro, per un peso complessivo del mezzo meccanico di Kg. 7,100. Ero pronto tecnicamente, fisicamente e psicologicamente ed ero quindi convinto di rosicchiare qualche secondo al tempo di 13'27" fatto registrare nelle precedenti edizioni.

L'organizzazione della gara mi aveva impegnato non poco: preparazione, programma, coppe, medaglie, premi a sorteggio, sponsor, inviti, ecc. mi avevano costretto anche alla vigilia a fare le ore piccole. Finalmente tutto fu pronto! Alla mattina, più vispo che mai e determinato a fare bella figura, mi presentai per la punzonatura, ritirai il mio numero di partenza, feci una sgambatina di riscaldamento e, all'ora stabilita, mi posi sulla linea di partenza. Ma ecco l'inconveniente incombere sulla mia testa. Mi si avvicinò il cronometrista di arrivo il quale mi comunicò che non era ancora arrivato il suo collega addetto alla partenza.

Seguì un attimo di smarrimento, ma non si poteva indugiare oltre e, per la buona riuscita della gara, mi improvvisai tecnico cronometrista. Il via venne dato in perfetto orario, la gara filò via liscia; quasi nessuno si accorse del contrattempo… tranne me, che così dovetti rinunciare a gareggiare, non certo per vincere, ma per abbassare anche solo di qualche secondo il mio precedente record, della qual cosa ero assolutamente sicuro essendomi meticolosamente e scrupolosamente preparato.

* * *

Parecchi anni fa la Società organizzò una settimana di ferie con la fida bicicletta nelle Dolomiti. All'appello risposero in dodici: Mario, Omar, Roberto, Marco, Giacomo, Franco, Giuseppe, Enrico, Paolo, Angelo, io e Marisa, la nostra mascotte. Completavano l'organico le signorine Ester e Franca, preziose accompagnatrici ed addette alla logistica. Ed ecco la cronaca di tali giorni. Lunedì 6 luglio: si parte da Pera, si scende a Cavalese (mt.996) e si scala il Passo Lavazé (mt.1805) con pendenze del 16%. Marisa, la mascotte, è sempre nel gruppo e non mette mai il piede per terra. Martedì 7 il percorso è il seguente: Pera, Canazei, Passo Sella (mt.2213), Passo Gardena, Passo Campolungo, Passo Pordoi (mt.2230), Pera, per un totale di 84 Km.. Quando Mario ed io arriviamo, Marisa ha già fatto la doccia!

Mercoledì 8: Pera, Predazzo, Passo Rolle (mt.1970), si ridiscende al bivio per il Passo Valles, Passo San Pellegrino, Moena, Pera, per un totale di 82 Km.. E Marisa è sempre rimasta con i primi! Giovedì 9 è in programma il "tappone", la tappa più amata e più temuta, la tappa più bella e rappresentativa. E Marisa proprio quel giorno compie 18 anni! Il destino le ha riservato l'ingresso nella maggiore età facendola trovare immersa in un panorama di grande fascino, ma anche impegnata in un percorso ciclistico tremendamente duro e selettivo, rappresentato dalle Tre Cime di Lavaredo. Da Pera a Cernadoi, poi su verso il Falzarego e giù a Cortina per poi risalire il Tre Croci e ridiscendere a Misurina e, infine, raggiungere (con il minimo rapporto 42x28) il Rifugio Auronzo.

E qui Marisa, sempre fra i primi e ritta sulla bicicletta, percorre l'ultimo tratto fra l'ammirazione di numerosi turisti stranieri che, riconoscendo una rappresentante del gentil sesso, formano un minicorteo. Così, attorniata da una piccola folla, ella raggiunge il rifugio, dove l'attendono i festeggiamenti ed un mazzo di 18 rose appositamente preparato. Venerdì 10 ci aspetta un altro tappone di 100 chilometri e, forse a causa della fatica accumulata il giorno precedente, esso mi sembra anche più lungo, duro e faticoso. Sabato 11 è in programma l'ultima tappa: da Pera al Passo Manghen da Cavalese e ritorno a Pera.

Ma Marisa non c'è. E' dovuta rientrare a fare un po' di pianura per defaticarsi. Infatti la domenica l'aspetta una gara ben più impegnativa delle Tre Croci di Lavaredo, rappresentata dalle colleghe-rivali Galli, Galbiati, Minuzzo, ecc., che non è mai riuscita a battere. Ora le proseliti di Marisa sono aumentate e ormai non meravigliano più le scalate al limite della resistenza da parte delle nostre Vera, Rita, Daniela, Nunzia e Giovanna, per loro è quasi …una cosa di tutti i giorni.

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Articolo pp. 128–131

Cicloturismo o ciclomania?

Il record di 11’04” che resiste dal 1977, il negozio Due Erre come centro sociale, le categorie A, B e C con orari di partenza diversi, e le settimane in Sardegna e Sicilia.

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Testo rivisto sull’originale

Mario Maffeis

Cicloturismo o ciclomania? Mario Maffeis

La storia: Negli anni '50 in Italia circolavano più biciclette che automobili, per cui anche a Gazzaniga c'erano molti ciclisti (e intendo coloro che aggiustavano le bici…). Mi ricordo del Perini "moto e cicli" in via C. Battisti, di Carrara e Polét Turì in via Manzoni e di Damiani (Boradela) in via Marconi che noleggiava anche le biciclette con tariffa oraria. Allora la bicicletta era il più vero, genuino e popolare mezzo di trasporto. Successivamente, dal 1960 in poi, iniziò a cambiare qualcosa. Le biciclette subirono man mano delle trasformazioni e delle modifiche e venivano utilizzate anche per il divertimento.

In questi anni ebbero inizio le prime gare di ciclocross nei prati e lungo i sentieri sterrati delle nostre valli. E così anche Gazzaniga scoprì di avere una tradizione ciclistico-amatoriale ed una vocazione ciclistico-agonistica. La Recastello era già costituita da parecchi anni ed annoverava al suo interno molti amanti della bicicletta, pertanto dal 1965 al 1990 la Società organizzò la "Gazzaniga-Orezzo", una corsa in memoria di Giuseppe Carminati, uno dei tanti ciclisti che per primo fece agonismo assieme agli "storici" Leuccio – Eligio Grassenis (che fu il primo a partecipare ad una gara ufficiale), Giulio Maffeis, Giacomo Bombardieri … e molti altri.

Il record: Il tempo record della salita Gazzaniga-Orez-

zo del 1969, ottenuto dal mitico Dino Trapletti, era di 11'27" ed ha resistito per parecchi anni fino al record assoluto di 11'04" ottenuto da Benedetto Tiziano nel 1977, record che resiste tutt'ora.

La storia continua: Nel 1990 il piccolo negozio, dove aveva operato il Carrara padre e poi il figlio, riapre l'attività. I nuovi gestori sono Rossi e Rottigni di Casnigo. Nasce così il marchio "Due Erre" che avrà una grande valenza a livello locale. All'inizio e fino al 1993 costoro aggiustano forature e curano prevalentemente la commercializzazione di biciclette tradizionali da viaggio. Ma ben presto cambia la domanda e, seguendo l'onda del nuovo mercato e della crescente offerta di tecnologia, essi si specializzano sulle "bike" e sulle "biciclette da corsa". E' il momento d'oro della "mountain bike" che spopola in ogni continente con la sua nuova ed accattivante linea e prestazioni impensate fino a pochi anni prima, trascinando dietro di sé un rinnovato e più entusiasmante interesse per la bici da corsa.

Ma la svolta decisiva avviene nel 1994 quando Claudio Rossi si trasferisce in via Dante, nel centro del paese, dove le vetrine ormai si fanno pubblicità da sole. Il negozio viene sempre più frequentato da ciclisti locali e anche i soci della Recastello, che mantiene al suo interno un buon numero di appassionati, iniziano a frequentarlo sempre più assiduamente. Si avvia così una proficua collaborazione e nasce, sotto la spinta di Giulio Maffeis e Mario Bonaldi, il binomio "La Recastello - Cicli Due Erre" con l'obiettivo di proporsi anche nelle gare agonistiche Udace.

La gara sociale: Nel 1995 viene organizzata la prima gara sociale sul percorso Nembro-Selvino; questa è vinta da Vittorio Torchitti con il tempo di 29'33". Successivamente si faranno due gare sociali ogni anno. La prima, effettuata nel mese di giugno, è obbligatoriamente in salita per dare libero sfogo alla forza ed alla competitività. La seconda invece si svolge ad ottobre, è a cronometro, a coppie e su un percorso più pianeggiante. Quest'anno (2001), nonostante il tempo incerto ed una leggera pioggerella, vi hanno partecipato 44 coppie con una buona rappresentanza femminile che, alla faccia del sesso debole, ha pedalato con energia e grinta.

Il percorso, con uno sviluppo di 35 chilometri, si è snodato da Gazzaniga a Villa d'Ogna e ritorno, con una media ragguardevole per i vincitori di 39,661 Km/h.. Ovviamente ogni gara si conclude con il pranzo ufficiale, le premiazioni e le estrazioni con sorteggio di ricchi premi.

Il binomio "La Recastello – Due Erre": Dobbiamo essere sinceri e coerenti con noi stessi e dire "pane al pane" e "vino al vino". In effetti con l'apertura della Cicli Due Erre in una comoda posizione centrale, tale negozio è diventato via via un naturale punto di ritrovo e di aggregazione per tutti gli appassionati di ciclismo. Inoltre, data la professionalità e la familiarità del titolare, si è creato qui un ambiente che dà stimoli nuovi ai cicloamatori. Tutti i ciclisti, che ivi si riuniscono, hanno anche modo di "spettegolare" (in senso buono) su quelli che vanno più o meno forte, sui rapporti usati, sui chilometri percorsi, sulle caratteristiche del mezzo meccanico, sulle spese folli, sulle "vitamine" usate, sulle

medie stabilite (false o presunte), sugli incidenti subiti (purtroppo sempre più frequenti), ecc. ecc.. Insomma, il luogo è diventato una sorta di "Centro Sociale" per i ciclisti pensionati. E talvolta Claudio, il titolare dell'esercizio, deve chiedere "permesso" e "per favore" per farsi largo e poter dar retta ai clienti!

Le gite e le categorie: Da Claudio viene esposto settimanalmente il cartello con l'itinerario della gita domenicale. Es.: Val Taleggio – Km. 100 – partenza ore 8,00 – ritorno ore 12,00 – media 30 Km. orari. Questo in via di massima, ma durante tutta la settimana fervono le consultazioni in base alla categoria di appartenenza: "A", "B", "C" (quasi come nel calcio!). Mi trovo nella categoria "C", con Mario Bonaldi che fa da capo ad una decina di ciclisti con carta d'identità ormai "scaduta" e con problemi prostatici. Si parte alle 7. Poi c'è la categoria "B" che fa capo a Franco Pezzera (Pezzerì) e a Michele Fornér, con altri cinque o sei intrepidi che partono alle 8 (quasi mai in orario).

Infine c'è la categoria "A" o degli "eletti" che fa capo a Gianluigi Merla, Giorgio Martì, Giorgio Farmacista (fornitore ufficiale di "vitamine" e intrugli vari, ma esclusivamente per la serie "A") e altri amici che, costantemente con la testa bassa e naturalmente con una buona gamba, partono alle 8,30. La diversificazione dell'orario di partenza è dettata dalla nobile volontà (per altro assai remota) di incontrarci sul percorso… o almeno salutarci durante il sorpasso…, ma ahimè lo spirito guerriero di solito prevale ed i soliti forti filano via senza neanche vederti. Fortunatamente però in ogni categoria esiste uno spirito solidale e, quando un compagno è in difficoltà per mancanza di ossigeno o per guasto meccanico, c'è sempre (o quasi) il "buon samaritano" che si sacrifica per prestagli soccorso.

Di solito si parte con il buon proposito (ma il mondo è lastricato di buoni propositi) di mantenere il gruppo unito per tutta la gita. L'orario di partenza è rigido e tassativo, ma già a Rova i primi passano con il semaforo rosso e la stessa cosa avviene a Comenduno. Nel rettilineo di Albino poi, quando qualche ritardatario riesce con fatica ad accodarsi, i buoni propositi di pedalare "tutti insieme" svaniscono nel nulla. Ad uno scatto ne segue presto un altro e il gruppo, da compatto che era, inizia ben presto a sfilacciarsi. Il ritorno non ha storia. Si rientra in sparuti gruppetti frazionati e ad ogni ora. E la domenica successiva ci si rivede e si riformulano gli stessi propositi. Ma qualcuno dà già il "pronti – partenza – via" e… ci si rivede il giorno dopo da Claudio Due Erre!

La continuità: E poiché da cosa nasce cosa e le gite di mezza giornata o di pochi giorni non bastano più ad appagare gli sfrenati appetiti ciclistici, dal 1997 si inizia ad organizzare la "settimana ciclistica". La prima è la classica Gazzaniga – Roma, suddivisa in cinque tappe con una percorrenza media di 120 chilometri al giorno. La partenza avviene sotto la pioggia, il ché non lascia presagire niente di buono. Ma poi il Buon Dio (forse mosso a compassione) ci mette del suo e dal secondo giorno in poi pedaleremo baciati da un cocente sole fino a Roma. L'anno successivo, nel 1998, la settimana si presenta "dura".

Sono programmate cinque tappe (seriamente impegnative) sul percorso Gazzaniga – L'Aquila. Questa volta però non c'è il Buon Dio a darci una mano; il tempo variabile ed un costante vento contrario, che caratterizzerà tutta la settimana, ci mettono qualche volta in seria difficoltà. Questa esperienza però ci gioverà nel pro-

grammare per il futuro settimane più alla portata di mano (pardon di gambe!). Così viene organizzata, nel 1999, la settimana ciclo-vacanziera in Sardegna. Il viaggio si svolge in aereo, mentre il pullmino attrezzato con le bici ci raggiungerà via mare. Vengono affrontati parecchi percorsi alternativi in rapporto alla categoria (C – B – A ricordate?) e si trascorrono pomeriggi di relax "stravaccati" in riva al mare. Nel 2000 è in programma il giro della Sicilia, isola bellissima! Il percorso che effettuiamo è ricco di storia, d'arte e di panorami mozzafiato; la gente è cordiale, il tempo sempre bello e poi… si mangia bene!

Il 2001 è caratterizzato da una settimana a Fano, su e giù per le colline Umbro-Marchigiane (con strappi a volte micidiali da Gran Premio della Montagna). Anche qui i panorami, i colori, la dolcezza delle colline e la buona cucina contribuiscono non poco a farci trascorrere una settimana veramente indimenticabile. L'anno prossimo arriva l'Euro, moneta unica europea, e si sta quindi pensando di varcare i confini nazionali, per intraprendere un tour nei paesi europei. Partiremo col visitare la Spagna.

Ciclismo "eroico" dei "mitici" Trapletti, Pirovano, Bonaldi: Partenza alle ore 3,30 del mattino. Itinerario di un giorno: Gazzaniga – Passo Gavia e ritorno; Gazzaniga – Merano; Gazzaniga – Passo Spluga e ritorno. Ogni commento è del tutto superfluo! Itinerario di tre giorni: Gazzaniga – Passo del Tonale – Mendola – Merano – Passo dello Stelvio – Foscagno – Bernina – St. Moritz – Julierpass – Spluga – Gazzaniga. Totale Km. 870 (solo per storditi!). A Taibom piove: partenza ore 6, Bonaldi rinuncia, partono Trapletti e Pirovano. Percorso: Passo Duran – Forcella Staulanza – Falzarego – Pordoi – Gardena – Caprile, (Trapletti rinuncia) – Pirovano continua e rimane solo ad affrontare la Marmolada. Missione compiuta! Questo era il programma stabilito e Pirovano lo ha rispettato. Si rientra alle 21,30… e la pioggia non ha mai smesso di cadere!!!

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08

Aspetti culturali

Il coro, la compagnia comico-musicale, I Mabor e le serate in sede: una società sportiva che ha fatto spettacolo anche negli ospizi e nelle carceri.

Articolo p. 134

Tempo libero e serate culturali

Cinquant’anni di serate in sede, con accademici del CAI, guide alpine — Cassin compreso — geologi, naturalisti, speleologi e olimpionici.

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Testo rivisto sull’originale

Redazione Recastello

Tempo libero e serate culturali

Nell'arco di 50 anni non si contano ormai più le serate organizzate sia in compagnia di nomi famosi per festeggiare particolari avvenimenti, sia in compagnia dei soci, dei simpatizzanti, della popolazione, ecc.. Svariate occasioni hanno dato lo spunto per trovarci, discutere, presentare programmi, ascoltare musica, fare spettacolo, proporre gite o manifestazioni, premiare personaggi, ascoltare conferenze, o più semplicemente per intrattenere con giochi di società o godere di allegre serate conviviali, ecc.. Durante le numerose serate culturali organizzate, siamo stati felici di avere come graditi ospiti molti personaggi famosi sia a livello nazionale che locale.

Fra i più rappresentativi ricordiamo: - ing. Ghiglione, - accademici del C.A.I. Mario Bisaccia e Giorgio Bertone, - guide alpine Jack Canali, Carlo Nembrini, Riccardo Cassin, - avv. Pietro Nava, - dott. Annibale Bonicelli, - geologo prof. Tinarelli, - naturalista Rocco Zambelli, - speleologo Carlo Bonomi, - cineamatore alpinista Gianni Scarpellini, - olimpionico Gianfranco Baraldi, - etnologo tedesco Essig, - alpinista Tiziano Nardello, - per il Soccorso Alpino Augusto Zanotti, - e molti altri.

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Articolo p. 135

Il coro

Dalla circolare n° 1 – gennaio 1959

Dal gruppo corale del 1956 diretto da Belotti e Pedroncelli alla rinascita del 1973 con Mario Maffeis, fino al passaggio alla polifonia.

Leggi il testo completo p. 135

Testo rivisto sull’originale

Redazione Recastello

Il coro DALLA CIRCOLARE N° 1 - GENNAIO 1959

Dal 1956, composto da soci, amici ed appassionati, operò per alcuni anni un gruppo corale, diretto, in tempi diversi, da Aldo Belotti e da Giuseppe Pedroncelli. Successivamente, nel 1973, rinacque su iniziativa e per merito di Mario Maffeis che lo diresse con particolare perizia nel repertorio di canti di montagna. Dopo alcuni anni di successi e di apprezzata attività, tale coro si orientò sulla polifonia ed abbracciò repertori più allargati ed impegnativi, assumendo altro nome ed altra struttura.

Il Gruppo Corale Recastello in concerto
Il concerto nel decennale della ricostituzione del Coro Recastello, 1974–1984. Originale: p. 135
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Articolo pp. 136–137

Commedie e riviste teatrali

Trenta rappresentazioni all’anno dal 1958 al 1971, il concorso “Voci e Volti della Bergamasca” e gli spettacoli negli ospizi, nelle carceri e a Wetzikon fra gli emigranti.

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Testo rivisto sull’originale

Adriano Maffeis

Commedie e riviste teatrali

Nascono, vivono e - purtroppo - terminano, con l'indimenticabile figura di Mario Maffeis, attore valentissimo, unanimamente riconosciuto per la verve, la spontaneità, la schiettezza, la poliedricità e la presa che aveva sul pubblico di qualsiasi estrazione. La Compagnia Comico-Musicale, che seguiva - adattandosi ai tempi - l'attività della Filodrammatica (ricordate i successi di "E' lei il Sig. Cimasa?"), ebbe momenti di vero splendore potendo contare, oltre che sul fulcro Mario, anche sull'intelligente collaborazione della spalla Vittorio Merelli, del complesso musicale dei Mabor, delle presentatrici Galizzi, Bernini, Birolini, Rottigni, ecc., dei cantanti Pedretti, Offredi, Facchinetti, Foglio, ecc. oltre ad una vasta schiera di collaboratori che qui è impossibile ricordare.

Dalle statistiche che Mario ha tenuto, rileviamo una media di 30 rappresentazioni annue, dal 1958 al 1971, con spettacoli di ogni genere: serate con artisti d'eccezione (D'Anzi - Iva Zanicchi - Achille Togliani - Giorgio Gaber - Wilma de Angelis - Ombretta Colli - Lionello - Celentano - Dino - ecc.), concorsi canori e concorsi teatrali, festival, saggi, commemorazioni. Quello che però ci preme ricordare fu la gamma meno "mondana" degli spettacoli che La Recastello mise in scena ed alla quale si dedicò con finalità ben superiori al solo svago

ed al solo passatempo: ci riferiamo agli spettacoli benefici fatti negli ospizi, nelle carceri, nei sanatori, negli ospedali e case di cura, negli affollatissimi Convegni delle zelatrici del Seminario, ecc.. E' per noi doveroso dare particolare risalto a questo modo di fare spettacolo, poiché tutti i componenti della Compagnia vi dedicarono "corpo ed anima" non lesinando scomodità, fatiche, mezzi e tempo. Le soddisfazioni furono parecchie, poiché, a coronamento di tanti anni, ci furono momenti particolarmente significativi, come la duplice affermazione della Compagnia al Concorso "Voci e Volti della Bergamasca" (terzi nel '58 e primi nel '60), massima manifestazione di quei tempi, che si effettuava a Nembro, e le trasferte a Wetzikon in Svizzera fra il calore della nostra colonia di emigranti che allora era piuttosto numerosa, dati i tempi che in Italia correvano in materia d'occupazione. La stampa seguì con particolare attenzione questa nostra attività che, purtroppo, con la scomparsa di Mario terminò.

A. M.

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Articolo p. 138

Complesso musicale “I Mabor”

Maffeis più Bombardieri: il complesso che accompagnò per anni le riviste della Recastello, con presentatori, imitatori e cantanti.

Leggi il testo completo p. 138

Testo rivisto sull’originale

Redazione Recastello

Complesso musicale "I Mabor"

Alla fine degli anni cinquanta comparvero sulla scena musicisti giovani, validi ed entusiasti. Tra di essi s'impose subito anche il Complesso dei Mabor (sintesi libera dei cognomi dei componenti Maffeis e Bombardieri), che si affermò anche oltre i confini della bergamasca. In perfetta simbiosi con la nostra compagnia di spettacoli, esso ebbe la fortuna di essere affiancato dalla coppia di presentatori comici ed imitatori, Mario Maffeis e Vittorio Merelli, oltre che da affermati cantanti quali Giuliana Taiocchi, Pierluigi Offredi, Ilio Balduzzi, Dino Pedretti, Le Cugine, Gino Facchinetti, Lucio Folilela, Giannina Peracchi, Claudia Frigoli e molti altri.

Il complesso musicale I Mabor sul palco nel 1971
27 marzo 1971: I Mabor al “Fiorellino d’oro” di Fiorano al Serio. Originale: p. 138

Numerosi furono gli spettacoli di rivista, le serate, i concerti a cui i nostri musicisti parteciparono e che li videro protagonisti. La scomparsa di Mario chiuse questo splendido periodo di collaborazione tra i "MABOR" e la "RECASTELLO". In quel periodo ne facevano parte: Aldo Bombardieri – Mario Maffeis – Giuseppe Maffeis – Fernando Bombardieri - Mario Epis – Arici Lino – Sandro Poli, ma poi ci furono degli avvicendamenti ed anche altri musicisti entrarono a far parte del complesso. I Mabor, sempre apprezzati e bravi, continuarono ancora per diversi anni. Ora sono padri di famiglia ed in qualche caso anche nonni. La musica per alcuni di loro è stata solo un passatempo, ma per altri è diventata una professione.

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Articolo p. 139

Ed inoltre...

Trenta attività che non hanno trovato posto altrove — dai tornei di cotècc alla festa dell’emigrante in Svizzera — e la scelta di chiudere il libro con un’apertura.

Leggi il testo completo p. 139

Testo rivisto sull’originale

La redazione

Ed inoltre...

Ed ora in sintesi ecco altre attività di cui La Recastello è stata promotrice:

• Gare atletiche di propaganda (scuole, ecc.); • Giochi della Gioventù (in collaborazione con il Comune); • Gare di mezza maratona su strada organizzate in altri paesi; • Corsi in palestra per ragazzi, donne, uomini ed atleti; • C.A.S. Centri Coni per l'avviamento allo sport; • Gare di ski-roll; • Corsi di sci di discesa; • Corsi di sci di fondo; • Campionato Gazzanighese di sci (in collaborazione con il Comune); • Olimpiadi Gazzanighesi (in collaborazione con il Comune); • Giornata Gazzanighese dello sport; • Gite in pullman; • Feste della montagna; • Cene sociali; • Feste di fine anno; • Corsi di nuoto; • Tornei di bocce; • Tornei di boccette; • Tornei di bigliardo; • Tornei di cotècc e di scopa; • Tornei di tennis; • Tornei di tennis da tavolo; • Tornei di calcio estivi; • Corsi di fotografia; • Castagnata in piazza; • Attività alpinistica ed escursionistica; • Festa dell'Emigrante in Svizzera; • S. Messa annuale per i defunti; • Vetrinetta informativa in piazza; • Ecc. ecc.

Terminare un libro con il titolo "Ed inoltre…" è certamente molto impegnativo. Ciò presuppone molte cose. Cose fatte, è vero, ma anche cose ancora da fare. Ma forse la legge del "contrappasso" è proprio questa: "chiudere" con una "apertura". In questo modo si mettono in luce e in discussione quegli argomenti (e forse non siamo riusciti ad elencarli neanche tutti) che non hanno trovato posto nelle precedenti pagine del libro. Attività e manifestazioni comunque significative, seppur secondarie, ma che attestano il grande fermento che c'è sempre stato nel Gruppo. Vale a dire voglia di aggiornarsi continuamente prestando particolare attenzione alle tendenze del momento sia sotto gli aspetti sociali che ludico-sportivi.

Chiudere un periodo di cinquant'anni con un'apertura significa manifestare il desiderio di non fermarsi, anzi di continuare cercando sempre nuovi spazi in cui sviluppare la propria poliedricità e proporre la propria presenza.

Ed allora, nell'attesa di leggere il prossimo libro del… "centenario", cogliamo l'occasione per ringraziare i soci, i simpatizzanti, gli sponsor e gli atleti formulando auguri per il futuro e dando a tutti l'appuntamento ai prossimi impegni della Società.

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Documento p. 140

2002, anno del 50°

Il calendario del cinquantesimo: campionato italiano a staffetta il 19 maggio, medio-fondo ciclistica il 23 giugno, fiaccolata fino in vetta il 21 settembre.

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Testo rivisto sull’originale

La redazione

2002 - anno del 50°

La Recastello in aggiunta alla attività ordinaria

HA STAMPATO: • un calendario commemorativo con foto illustrative di un po' tutto il ventaglio delle attività; • un disco-orario per automobili.

HA ORGANIZZATO: • il 19 maggio a Gazzaniga una Gara Nazionale di Corsa in Montagna come prova unica del Campionato Italiano a staffetta della FIDAL: in palio i Trofei "50° La Recastello" e "Pierino Pievani a.m.". • il 23 giugno sulle strade della bergamasca una Medio-Fondo ciclistica per tesserati UDACE, FCI e Consulta, su due percorsi di circa 60 e 100 km ciascuno. In palio il Trofeo 50° La Recastello. • il 21 settembre una staffetta podistica con fiaccolata da Gazzaniga alla Vetta del Recastello e ritorno; una serata di premiazioni e presentazione del libro commemorativo dei 50 anni con interventi di autorità, atleti ed ex atleti; esibizione del "Piccolo Coro" di Fiorano.

HA PREDISPOSTO: il presente libro di cronache e ricordi.

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Copertina

Copertina del libro La Recastello, 50° anno di fondazione, 1952–2002

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